Avevamo lasciato SUMMER tra le luci al neon di Hannam e Itaewon, immersa in quel “Seoul city mood” che è la cifra del suo debutto vocale con Little Kitty (qui). Il suo primissimo singolo ci ha fatto scoprire un sound raffinato e notturno, e la chiacchierata che leggerete ci lascia intravedere l’anima che lo abita.
Detto onestamente, questa intervista ha preso una piega inaspettata, ed è diventata qualcosa che trascende la classica promozione di un debutto da idol. SUMMER si spoglia – metaforicamente e artisticamente – dell’armatura da performer perfetta che le ha fatto vincere i Koreo Awards 2o24 per offrirci una riflessione sulla vulnerabilità rara, profonda e intima.
Avete presente, no, quella sensazione che si prova quando si parla con qualcuno del più e del meno e all’improvviso – click – si accende la luce e si capisce di essere esattamente nello stesso luogo con il proprio interlocutore, sulla stessa lunghezza d’onda? Ecco… è più o meno quello che è successo fra SUMMER e Koreami.
Dalle sue parole emerge una consapevolezza artistica spiazzante: il passaggio dalla danza (il regno del controllo assoluto) alla voce (dove si sente, per sua stessa ammissione, “nuda”) diventa il cuore emotivo di tutta l’operazione. Un’operazione, il suo debutto, che guarda lontano, oltre i confini asiatici. La scelta di affidare la produzione al francese Tibaut Pezzo crea infatti un inedito ponte culturale, capace di fondere la vibe coreana con una sensibilità artigianale tutta occidentale. E proprio in questo abbraccio all’Occidente, per noi italiani c’è una sorpresa che vale da sola la lettura. SUMMER cita infatti un classico della nostra italo-disco anni ’80 come ispirazione primaria. Sì, proprio I Like Chopin dei GAZEBO. Una traccia che ha la mia età (ed è quindi molto più âgée di SUMMER), ma che evidentemente ha già trovato la sua strada per l’immortalità..
Ordunque, siete pront* a sentire quel click anche voi? Lasciatevi guidare dalle sue parole. Ecco cosa ci ha raccontato la nuova, sorprendente voce del City Pop coreano.
Uno degli aspetti più particolari del tuo nuovo singolo Little Kitty è la collaborazione con il produttore francese Tibaut Pezzo. Come è nata questa partnership? E hai notato differenze nell’atmosfera creativa o nel modo di lavorare rispetto a una produzione coreana tradizionale?
Questa meravigliosa collaborazione è iniziata quasi per destino, grazie all’opportunità speciale arrivata con la vittoria ai Koreo Awards. Il produttore che si era impegnato a creare un brano come parte del premio era proprio il francese Tibaut Pezzo.
Ciò che mi ha affascinato di più è stato il confronto tra le nostre visioni del City Pop. Se in Corea questo genere punta spesso su ritmi incalzanti e trend del momento, l’approccio di Tibaut è stato quello di un vero maestro artigiano: riflessivo, meticoloso e profondo. La sua classica sensibilità europea, specialmente in elementi come la linea di basso, era molto netta.
L’intero processo di unire una traccia internazionale e stilosa con una delicata linea melodica coreana è stato come creare un’opera d’arte. Per me è stata un’esperienza davvero commovente.
In quanto vincitrice dei Koreo Awards, ora rappresenti un legame visibile tra Corea ed Europa. Vedi te stessa e la tua musica come un “ponte” tra queste due culture? Cosa speri che gli ascoltatori europei colgano dalla tua musica?
Sì, spero che questa collaborazione mi aiuti a diventare un “ponte romantico” che unisce Europa e Corea.
Vorrei che gli ascoltatori europei scoprissero un altro lato del k-pop, oltre all’energia potente che solitamente associano al genere: qualcosa di delicato, lirico ed emotivo, proprio come Little Kitty.
Il video musicale, in particolare, cattura la bellezza di Seoul in modo quasi cinematografico, come se fosse un film europeo. Il mio sogno è che, un giorno, chi guarda si senta ispirato da quelle immagini e inizi a vedere Seoul come una città piena di libertà ed emozione… e magari se ne innamori abbastanza da venirci a visitare.
Ti sei affermata come una ballerina potente, e Little Kitty ti pone al centro come vocalist. Artisticamente parlando, quale mezzo – la danza o il canto – senti che esprima più profondamente il tuo vero io, o ti faccia sentire più vulnerabile?
Come ballerina, tendo a mostrare il mio lato potente e perfezionista, ma come vocalist rivelo la versione più umana di me stessa.
La danza a volte richiede spiegazioni e lascia spazio all’interpretazione, mentre il canto parla direttamente al cuore di chi ascolta attraverso le parole. Grazie a questo linguaggio onesto, posso esprimere le mie emozioni più vulnerabili e delicate. In canzoni intime come Little Kitty, sento proprio di star svelando storie che arrivano dalla parte più profonda del mio cuore, ed è questo che mi fa sentire la mia versione più autentica come artista.
Il testo dipinge l’amore incrollabile di un gatto verso il suo padrone, anche quando quest’ultimo diventa distante. È una metafora di come percepisci le relazioni in una città frenetica come Seoul?
Sì, questa canzone non è solo una semplice storia su un gatto. È più simile a una riflessione poetica sulla solitudine silenziosa vissuta dalle persone che abitano su quel palcoscenico in frenetico movimento chiamato Seoul.
Anch’io vorrei dare ai miei animali domestici un affetto infinito, ma nella realtà vivo la vita di un’artista solitaria che deve continuare a inseguire i propri sogni. Little Kitty è un promemoria per riflettere sull’amore prezioso e sulle relazioni che spesso trascuriamo nella nostra vita quotidiana frenetica.
Attraverso lo sguardo di chi dona amore incondizionato, la canzone ci spinge a realizzare quanto siamo diventati distratti, distanti e soli.
Ora che hai pubblicato una traccia con forti legami europei, ci sono piani per visitare l’Europa o esibirsi qui presto? E per quanto riguarda l’Italia nello specifico, ci sono elementi – musica, moda, cibo – che ti ispirano come artista?
Anche se non c’è ancora nulla di definitivo, spero davvero che questa collaborazione di successo apra la porta per esibirmi presto in Europa, Italia inclusa!
La musica italiana è nota per le sue melodie emotivamente ricche ed espressive, e questo si allinea perfettamente con ciò che ho valorizzato di più durante la creazione di Little Kitty.
Volevo creare una canzone incentrata sull’emozione e, per trovare l’ispirazione, ho ascoltato il classico italiano (anche se ha testo in inglese, N.d.R) I Like Chopin, che mi ha trasmesso un bellissimo senso di lirismo e romanticismo. Spero che l’anima artistica dell’Italia abbia trovato spazio anche nella mia musica.
Un bacio!