Il 2024, secondo il calendario cinese, segna l’inizio dell’Anno del Drago di Legno, un periodo che si estende dal 10 febbraio 2024 al 28 gennaio 2025. Quest’anno, il legno è l’elemento e il colore che lo accompagna è il blu, attribuendo così al 2024 il titolo di “Anno del Drago Blu” (갑진년 – Gabjinnyeon. Gab è blu, Jin è drago).
Il Drago cinese rappresenta l’unica creatura mitico-leggendaria tra i 12 animali dello zodiaco.
Da sempre, il rettile alato gode di una posizione di grande prestigio nella cultura asiatica, emblema di buon auspicio e potere imperiale.
In particolare, il Drago Blu assume il ruolo di uno dei quattro guardiani dei punti cardinali, incaricato di proteggere l’Est (l’ovest è protetto dalla Tigre Bianca, il nord dalla Tartaruga Nera, il sud dall’Uccello Vermiglio e il centro dal Drago Giallo).
Nel ricco folklore asiatico, i draghi sono stati venerati come divinità dell’acqua, della prosperità, del cambiamento e dell’armonia.
Nella tradizione coreana, queste creature mitologiche sono considerate dominatori del mare, capaci di controllare inondazioni e tempeste.
Un antico proverbio che recita “La nuvola segue la tempesta e il drago segue la nuvola”, sottolinea il ruolo della creatura come divinità delle acque.
Gli antenati invocavano i draghi nelle loro preghiere per ottenere pioggia, abbondanti pescate e viaggi sicuri in mare. Questo rispetto si rifletteva anche nella vita quotidiana, dove i motivi a forma di drago, simboli di protezione e desiderio di successo, decoravano abiti, oggetti in ceramica e architettura.
In Corea, i draghi, conosciuti come “yong”, incarnavano la forza imponente, tanto che il volto del re era appellato “yongan”, una locuzione traducibile letteralmente come “faccia di drago”.
I troni e gli edifici reali, così come i sontuosi indumenti degli imperatori, erano ornati con l’iconografia della creatura alata, non solo come espressione di regalità, ma anche per enfatizzare il potere, invocare la prosperità e respingere le influenze negative.
Elementi distintivi dei draghi coreani sono la loro lunga barba e la presenza di 4 dita.
Le rappresentazioni più comuni li mostrano con una sfera in bocca o tra gli artigli, conosciuta come “Yeouiju” (여의주). Questo oggetto, che corrisponde al Cintamani (tradizione Indu e Buddhista), simile alla pietra filosofale, è un gioiello leggendario considerato capace di esaudire i desideri.
Nell’ambito buddhista, queste creature mitologiche sono identificate come una delle otto divinità protettrici, incaricate di preservare gli insegnamenti del Buddha, noti come “il dharma”.
L’influenza del drago nella cultura coreana si riflette nella toponomastica del Paese: dei più di 4000 luoghi che portano nomi legati agli animali dei dodici segni zodiacali, oltre 1200 sono specificamente associati al rettile alato. Quest’ultimo emerge come l’animale zodiacale più amato quando si tratta di denominare luoghi. Alcuni esempi significativi includono il quartiere Yongsan a Seoul, la maestosa montagna Yongdu a Busan e la suggestiva roccia Yongdu-am sull’isola di Jeju.
In occasione dell’anno di Gapjin, il 41° anno del ciclo sessagenario, il National Folk Museum of Korea presenta una mostra speciale intitolata “Il Drago Blu”, con la quale il museo si propone di esplorare il ricco simbolismo e il folklore che circondano questa creatura mitica.
In parallelo alla mostra, il National Folk Museum of Korea ha pubblicato l'”Enciclopedia dei Simboli Folkloristici Coreani: il Drago,” un’opera che rende omaggio all’Anno del Drago approfondendo i significati simbolici di queste creature, radicati profondamente nella cultura popolare del Paese. Il Museo sottolinea che questo contributo aiuta ad approfondire la conoscenza del ricco patrimonio dell’Estremo Oriente.
In contrasto con l’immagine occidentale dei draghi, percepiti come creature distruttive e malefiche, nella cultura coreana questo essere alato si presenta non solo come custode dell’est e divinità delle forze naturali, ma anche come un simbolo di benevolenza e prosperità, offrendo un affascinante intreccio di mito, spiritualità e tradizione.