Min HeeJin Sciamanism

“Sciamano? Ma come sciamano?!” – Una lettura socio-culturale dell’affaire Min Hee-jin.

Elisa
By Elisa
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Che noi in Occidente si viva in un mondo più o meno secolarizzato non importa, qui di sciamanesimo si sente parlare molto poco. È anche per questo che, quando ho letto della vicenda di Min Hee-Jin, CEO di ADOR e figura chiave nel mondo della musica k-pop, ho pensato

… what??

La serie di eventi che la riguardano (e che stiamo seguendo 24/7 qui) offre certamente un’occasione unica per comprendere la rilevanza di questo fenomeno religioso in Corea del Sud. 

Ma ripercorriamo brevemente l’attualità: accusata da HYBE di aver consultato uno sciamano (o una sciamana, non è chiaro) per prendere decisioni strategiche riguardanti la gestione dell’etichetta di cui è a capo e finanche – pare – il destino dei membri dei BTS relativamente alla leva militare, la Min si trova in questi giorni al centro di un dibattito che mette in luce il sempiterno conflitto tra modernità e tradizione, particolarmente sentito in Corea del Sud.

Stando a quanto riferito dalla stampa coreana, lo sciamanesimo sembra aver avuto avuto un’influenza significativa sulla carriera di Hee-jin: è emerso che nel corso degli ultimi 3 anni avrebbe speso circa 40 milioni di won (ca 26.500 euro) in consulenze sciamaniche. Il caso di Min Hee-jin e HYBE è solo uno degli esempi di come lo sciamanesimo stia influenzando la cultura popolare coreana. Per portare un altro esempio, il film “Exhuma“, uscito qualche mese fa è diventato un successo anche grazie alla sua rappresentazione dei giovani sciamani.

Tuttavia, ritengo che la situazione che coinvolge la Min sia particolarmente affascinante: non solo evidenzia come le pratiche sciamaniche possano influenzare anche le più alte sfere del business contemporaneo, ma riflette anche un rinnovato interesse per le tradizioni spirituali in un contesto culturale sempre più globalizzato. Esaminare la sua vicenda significa, quindi, esplorare le dinamiche socioculturali che rendono lo sciamanesimo un fenomeno ancora attuale e significativo nella società sudcoreana, rivelando le tensioni tra credenze ancestrali e sfide del mondo moderno, al di là degli aspetti prettamente legali e strettamente manageriali della vicenda.

Shin Yunbok - Shamanism in ancient Korea (copyright free)

I basics sullo sciamanesimo coreano

Lo sciamanesimo coreano ha radici profonde, risalenti a oltre 2000 anni fa. È la religione più antica della penisola e fu la religione dominante fino all’arrivo del buddhismo nel VII secolo d.C.

Teologicamente parlando, lo sciamanesimo coreano si basa su un pantheon disorganizzato di circa un milione di dei, spiriti e fantasmi. Ogni elemento della natura ha il suo spirito di riferimento, e gli sciamani agiscono come intermediari tra il mondo umano e quello spirituale.

A puro titolo di curiosità, si sappia che in Sud Corea esistono due tipi di sciamano: 

1. Il Gangshinmu (o Sciamano Posseduto)

  • sperimenta stati di trance e possessioni durante i rituali
  • spesso sono individui maschi [sciamano maschio: mudang (무당)]
  • abbigliamento e costumi vistosi e variabili
  • utilizzo di musica e danza energiche
  • approccio individuale e personalizzato
  • diffuso principalmente nelle aree rurali
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2. Il Seseupmu (o Sciamano per Successione)

  • non sperimenta stati di trance durante i rituali
  • trasmissione ereditaria della tradizione sciamanica, solitamente da madre a figlia [sciamana donna: baksu (박수)]
  • ruolo più istituzionalizzato all’interno della comunità
  • abbigliamento generalmente più sobrio e standardizzato
  • approccio più codificato e rituale
  • presenza maggiore nelle aree urbane

I riti sciamanici, chiamati gut, sono rituali complessi e spettacolari officiati da uno sciamano che funge da medium tra il mondo umano e quello degli spiriti e sono volti meramente ad ottenere benefici: preservare il benessere della famiglia, esorcizzare gli spiriti maligni, guarire i malati. Come? Prendendosi cura degli spiriti dei propri antenati o di altri defunti, compiacendoli e “distraendoli” dalle loro paturnie con balli e canti rituali.  

È proprio la sua natura pratica, incentrata sulla risoluzione di problemi quotidiani, a rendere lo sciamanesimo così affascinante e appetibile per le persone. Inoltre, rispetto al più istituzionalizzato e diffuso Confucianesimo, lo sciamanesimo ha una caratteristica importante: il culto dei morti. Esso infatti enfatizza la comunicazione diretta con gli spiriti e la presenza costante degli antenati nella vita quotidiana, a differenza della tradizione confuciana che pone l’accento sulla venerazione e sul rispetto degli antenati attraverso riti formali in occasioni specifiche, ma non crede ad esempio nella vita dopo la morte. Una volta defunte, le persone diventano qualcosa da venerare, inaccessibili e immobili come delle fotografie.

Sciamana oggi in Corea del Sud

La transizione nella modernità

Nei secoli lo sciamanesimo ha dovuto affrontare una lunga storia di marginalizzazione, in particolare durante il periodo Joseon (1392-1897) dominato dal Confucianesimo. Considerato una pratica popolare e inferiore, lo sciamanesimo è stato relegato ai margini della società, tollerato solo tra le classi inferiori e le donne. Proprio le donne infatti hanno assunto – e mantengono tutt’ora – un ruolo centrale nella pratica sciamanica coreana, trovando in essa uno spazio di espressione e libertà negata loro dalla società confuciana fortemente patriarcale. Escluse dalle pratiche religiose ufficiali, le donne hanno identificato per molti decenni nello sciamanesimo un’opportunità per connettersi con la spiritualità e ricoprire un ruolo di rilievo nella propria comunità.

Lo sciamanesimo coreano ha dimostrato una notevole capacità di adattamento, sopravvivendo e prosperando nella società contemporanea. Oggi, pur non godendo del riconoscimento ufficiale (il governo coreano continua a considerarlo una “superstizione” e a scoraggiarne la pratica), questa religione continua ad esercitare un’influenza significativa sulla cultura e la mentalità coreana, rappresentando un simbolo di resistenza e identità culturale. Si stima che oggi siano attivi oltre 300.000 sciamani in Corea del Sud, soprattutto nelle zone rurali e tra i pescatori, ma di recente è tornato anche nelle grandi città, grazie all’emigrazione della popolazione animista delle campagne e all’uso dei social media per promuovere le attività e raggiungere un pubblico più ampio.

Sciamanesimo, business e Min Hee-jin

Nonostante la secolarizzazione e la modernizzazione della società sudcoreana, lo sciamanesimo continua a fornire una via per l’esplorazione spirituale. Molti coreani, soprattutto i giovani, si rivolgono agli sciamani per ottenere consigli e guarigione, e loro offrono una prospettiva unica sulla vita, basata su un profondo rispetto per la natura e gli spiriti. Attraverso i riti gut, aiutano i loro clienti a navigare nelle sfide della vita moderna, fornendo un senso di connessione con il passato e con il mondo spirituale. Molti coreani trovano così nell’animismo sciamanico un modo per esprimere la loro connessione con la natura e gli antenati.

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Negli ultimi anni si è osservata una crescente attenzione all’applicazione dei principi sciamanici nel mondo del business in Corea del Sud. Questo fenomeno, apparentemente in contrasto con la razionalità e l’efficienza tipicamente associate al mondo imprenditoriale e specificamente a quello iper-funzionale sudcoreano, può avere diverse spiegazioni: necessità di soluzioni non convenzionali in un panorama economico sempre più complesso e competitivo, la ricerca di benessere e motivazione attraverso pratiche incentrate sull’equilibrio energetico, la mindfulness e la connessione con la natura, o la necessità di sviluppare modelli di leadership consapevole, con l’enfasi sull’ascolto interiore, la connessione con il sé e la responsabilità verso il collettivo.

Min Hee-jin during a recent press conference.

Il caso Min Hee-jin, seppur controverso, offre l’opportunità di riflettere sul ruolo dello sciamanesimo nella società coreana odierna. 

Da un lato, comprendere il fenomeno non significa necessariamente condividerne le credenze o le pratiche, ma piuttosto riconoscerne senza pregiudizi il valore storico, culturale e sociale. In un’epoca dominata da razionalità e tecnologia, lo sciamanesimo ci ricorda l’importanza della dimensione spirituale e della connessione con qualcosa di più grande di noi stessi.

Dall’altro lato, la scelta di Min di consultare uno sciamano riflette una ricerca di supporto spirituale e decisionale in un ambiente altamente competitivo e stressante come quello dell’industria musicale. Questa vicenda non solo solleva interrogativi sulla legittimità delle pratiche sciamaniche nel contesto professionale, ma invita anche a riflettere sulle sfide contemporanee legate alla salute mentale e al benessere in una società che spesso stigmatizza la ricerca di aiuto al di fuori dei canali tradizionali.

“È una sorta di terapia.(…) In Corea le persone si sentono più a loro agio a rivolgersi agli sciamani che agli psichiatri. Se vai da uno psichiatra è un problema tuo. Se vai da uno sciamano, è più un problema ancestrale e non è colpa tua”.

Bibliografia:

– Lauren Kendall, Korean Shamans And The Spirits Of Capitalism, Article In American Anthropologist, October 2009 

– Oh Kyong-Geun, Korean Shamanism – The Religion Of Women,  International Journal Of Korean Humanities And Social Sciences Vol. 2/2016

– Arevik Chačatrjan, An Investigation On The History And Structure Of Korean Shamanism, Charles University In Prague, Department Of Ethnology, Prague, Czech Republic 

– Christine Metz Howard, Professor explores economics of shamanism in popular South Korean island, https://news.ku.edu/

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net