Quest’anno, la Corea del Sud commemora l’80° anniversario del Gwangbokjeol (광복절), il giorno in cui la luce tornò, una delle festività nazionali più sentite del paese. Il 15 agosto 2025 segna otto decenni dalla fine dei 35 anni di brutale dominio coloniale giapponese, un periodo che ha profondamente segnato la penisola coreana. Questa giornata non solo celebra la liberazione, ma anche la fondazione della Repubblica di Corea avvenuta tre anni dopo, nel 1948.
Il Gwangbokjeol è un giorno carico di emozione e orgoglio nazionale. Le città e i paesi di tutta la nazione si vestono a festa con il Taegeukgi, la bandiera sudcoreana. Le cerimonie ufficiali, i canti patriottici e i discorsi che rievocano il sacrificio degli attivisti per l’indipendenza sono il cuore delle celebrazioni. È un’occasione per le famiglie di visitare siti storici e musei, e per le generazioni più anziane di condividere i ricordi di un passato doloroso e la gioia della libertà riconquistata.
Celebrazioni straordinarie e divisioni interne
Per l’80° anniversario, il governo sudcoreano ha organizzato un programma di eventi particolarmente ricco e significativo. Il fulcro delle celebrazioni si terrà nella storica piazza Gwanghwamun, nel cuore di Seoul. Qui, una grande cerimonia vedrà la partecipazione di discendenti di attivisti per l’indipendenza, dignitari e cittadini. L’evento, intitolato “80 Anni di Liberazione, Costruire il Futuro con la Sovranità Nazionale“, sarà caratterizzato da spettacoli culturali, rievocazioni storiche e il suono della campana del padiglione Bosingak, un rito tradizionale che simboleggia la libertà.
Tuttavia, l’anniversario di quest’anno è segnato da profonde divisioni politiche interne. La decisione del presidente Lee Jae-myung di tenere la sua cerimonia di insediamento nel pomeriggio dello stesso giorno ha suscitato forti critiche, con l’opposizione che accusa il presidente di voler politicizzare una giornata di commemorazione nazionale. I principali partiti di opposizione, il People Power Party e il Reform Party, hanno annunciato che boicotteranno la cerimonia di insediamento, partecipando solo agli eventi ufficiali del mattino. Questa spaccatura è acuita da recenti e controverse grazie presidenziali, che hanno ulteriormente polarizzato il clima politico. Anche alcuni alleati del presidente, come la Confederazione Coreana dei Sindacati (KCTU), diserteranno l’evento per protestare contro la mancata approvazione di leggi a loro care. L’assenza degli ex presidenti conservatori Park Geun-hye e Lee Myung-bak alla cerimonia pomeridiana sottolinea ulteriormente la mancanza di unità, trasformando quello che doveva essere un momento di coesione nazionale in un’arena di scontro ideologico.
Un’arte che racconta la nazione
Nonostante le tensioni politiche, il mondo della cultura offre un potente veicolo per la riflessione e la celebrazione. Diverse mostre d’arte a Seoul offrono prospettive uniche sulla storia e l’identità coreana.
La mostra “Paesaggi di Patria e Nostalgia” presso il MMCA Deoksugung espone oltre 200 dipinti di paesaggi coreani realizzati tra gli anni ’20 e ’80, raccontando la nostalgia collettiva per la propria terra durante i tumultuosi eventi storici.
Presso il Palazzo Deoksu, la mostra “La Radiosa Eredità dell’Indipendenza” espone oltre 100 manufatti legati alla liberazione, tra cui tesori nazionali e oggetti personali di attivisti per l’indipendenza.
Infine, il Museo Nazionale della Corea presenta “Volti che Incontriamo di Nuovo“, un’innovativa mostra che utilizza l’intelligenza artificiale per dare vita ai volti dei combattenti per la libertà, partendo dalle “carte di sorveglianza” utilizzate dal governo coloniale giapponese, offrendo così uno sguardo nuovo e commovente su queste figure storiche.
Le relazioni con il Giappone: un futuro condiviso ancora da costruire
L’anniversario della liberazione riaccende inevitabilmente i riflettori sul complesso e spesso teso rapporto con il Giappone. Nonostante gli sforzi recenti per migliorare le relazioni bilaterali e la promessa di un “futuro condiviso”, le ferite storiche sono ancora lontane dall’essere sanate. Questioni come le “donne di conforto”, il lavoro forzato durante il periodo coloniale e le dispute territoriali continuano a gettare un’ombra sulle relazioni tra i due paesi. Mentre alcuni progressi sono stati fatti in termini di cooperazione economica e di sicurezza, la mancanza di scuse sincere e di un risarcimento adeguato da parte del Giappone, secondo la percezione di gran parte dell’opinione pubblica coreana, rimane un ostacolo insormontabile per una vera riconciliazione. L’80° anniversario del Gwangbokjeol, quindi, non è solo una celebrazione della libertà, ma anche un potente promemoria delle sfide che ancora attendono la Corea del Sud nel suo percorso di guarigione e nel suo rapporto con il suo vicino.
Un’eredità di resilienza e progresso
L’80° Gwangbokjeol non è solo un momento di riflessione sul passato, ma anche una celebrazione della straordinaria resilienza e del progresso della Corea del Sud. Dalle ceneri della guerra e della colonizzazione, la nazione è emersa come una potenza economica globale e un faro culturale. Questa giornata serve a ricordare il prezzo della libertà e l’importanza di preservare la sovranità e l’identità nazionale. Per i sudcoreani, l’anniversario è un’opportunità per riaffermare i valori di democrazia e perseveranza che hanno guidato il paese nel suo incredibile viaggio degli ultimi 80 anni, guardando con speranza e determinazione al futuro. Le celebrazioni si estendono anche all’estero, con eventi organizzati dalle missioni diplomatiche coreane in tutto il mondo per condividere la storia e la cultura della nazione con la comunità internazionale.






