Dopo più di tre decenni di attesa, la Corea del Sud ha compiuto un passo storico: i tatuaggi non saranno più considerati un atto medico riservato esclusivamente ai dottori.
Con un voto schiacciante, l’Assemblea Nazionale ha approvato il “Tattooist Act”, legalizzando di fatto la pratica per i professionisti non-medici e ponendo fine a un divieto che per anni aveva relegato l’industria del tatuaggio ai margini della legalità.
La legge è passata con 195 voti favorevoli e solo sette astensioni su 202 membri presenti. Una decisione che segna un cambiamento radicale: dopo 33 anni, la scena dei tatuaggi coreana, già fiorente e apprezzata a livello internazionale, esce dall’ombra.
Una storia di divieti e sotterfugi
Dal 1992, anno in cui la Corte Suprema classificò i tatuaggi come “atto medico”, migliaia di artisti hanno vissuto e lavorato in un limbo legale, esposti a sanzioni e arresti nonostante la crescente domanda e l’ampia accettazione culturale. La contraddizione era evidente: i tatuaggi erano sempre più popolari, ma chi li realizzava rischiava ogni giorno conseguenze penali.
Cosa prevede la nuova legge
Il “Tattooist Act” stabilisce finalmente un sistema di licenze. Saranno riconosciuti come tatuatori soltanto coloro che otterranno l’abilitazione attraverso un esame nazionale. Non solo tatuaggi, ma anche il trucco semipermanente rientrerà nella definizione ufficiale di “atto di tatuaggio”.
La normativa introduce anche regole stringenti a tutela della salute pubblica.
I tatuatori dovranno:
- frequentare corsi obbligatori di igiene e sicurezza
- mantenere registri dettagliati delle procedure (data, area del corpo, tipologia e quantità di inchiostro)
- rispettare il divieto assoluto di tatuare minorenni senza il consenso dei genitori.
Restano invece proibite la rimozione dei tatuaggi da parte di non-medici e qualsiasi pratica che possa compromettere la sicurezza dei clienti.
Tempi e transizione
La legge entrerà in vigore tra due anni dalla promulgazione, con un periodo transitorio che permetterà agli artisti già attivi di continuare a lavorare grazie a una registrazione temporanea, in attesa della licenza definitiva.
Reazioni ed entusiasmo
La notizia è stata accolta con entusiasmo dal settore. Davanti all’Assemblea Nazionale, la presidente della Korea Tattoo Federation, Im Bo-ran, non ha nascosto l’emozione:
“Con orgoglio professionale promettiamo alle persone servizi più sicuri e di qualità. Vogliamo che i K-tattoo diventino i migliori al mondo. Oggi segna l’inizio di questo grande viaggio”.
Anche il deputato Park Ju-min, promotore della legge, ha sottolineato l’importanza di questo traguardo:
“Con questa legge, le persone potranno ricevere tatuaggi in sicurezza e i professionisti potranno finalmente essere riconosciuti come esperti legali”.
Un cambiamento culturale profondo
Per la Corea del Sud, questa non è soltanto una riforma legislativa, ma un passo avanti sul piano culturale. I tatuaggi, a lungo stigmatizzati e associati alla criminalità, oggi vengono finalmente riconosciuti come espressione artistica e professione legittima.
Un capitolo si chiude dopo 33 anni, e se ne apre un altro: quello di un’industria pronta a crescere alla luce del sole, con regole chiare e nuovi orizzonti.


