La Corea del Sud abbraccia la clean beauty: comprendere i concetti di cosmesi naturale, bio e cruelty-free

Simona
By Simona
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La Corea del Sud si posiziona tra i primi 10 mercati cosmetici più grandi al mondo.
Negli ultimi tempi, il mercato della cosmesi clean, naturale e vegan sta riscontrando un notevole successo nel Paese, con un valore che si è quadruplicato in soli 10 anni, e si prevede che questa crescita continuerà anche in futuro.
La cosmesi pulita comprende tutti quei prodotti per la cura della pelle che adottano formulazioni prive di sostanze potenzialmente dannose, come attestato dall’elenco degli ingredienti (INCI).

Questa tendenza sta spingendo i principali marchi del settore verso la “clean beauty”, concetto sempre più popolare in Corea, che coinvolge non solo la ricerca di ingredienti naturali e biologici, ma anche uno stile di vita sostenibile, attento all’ambiente.
Nel 2023, sostenibilità e “clean beauty” sono diventate le parole chiave nel mercato cosmetico.
In Corea, molte aziende produttrici di ingredienti si stanno impegnando per aderire a questa tendenza, concentrandosi sulla ricerca di materie prime vegetali autoctone, sull’utilizzo di materiali riciclati e biodegradabili per il packaging, sfruttando le moderne tecnologie di fascia alta che contraddistinguono le case cosmetiche coreane.
Accanto alla parola “Clean beauty”, possiamo trovare termini come vegan, bio, eco-friendly e cruelty-free. È importante fare chiarezza su questi concetti.

Non esiste una definizione univoca stabilita dalla legge: il Regolamento europeo 1223/2009, che disciplina i prodotti cosmetici, non specifica in modo esplicito le caratteristiche dei cosmetici naturali o biologici.
Tuttavia, esistono certificazioni private che garantiscono l’utilizzo di una quantità minima di materie prime di derivazione naturale, il divieto di ingredienti di origine petrolifera, paraffine, formaldeide etc, l’ecosostenibilità, e sono un valido strumento per aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli.

È importante sottolineare che le certificazioni private non sono obbligatorie per i produttori di cosmetici, ma rappresentano un segno di impegno verso la trasparenza. Pertanto, quando si cercano cosmetici naturali, è consigliabile indirizzarsi verso prodotti con una certificazione riconosciuta, poiché ciò aumenta le probabilità di acquistare prodotti naturali e rispettosi dell’ambiente.


Cosmetici naturali
Sono formulati con ingredienti derivati da estratti vegetali e non necessariamente da coltivazione biologica. Questo non esclude che nella loro formulazione siano presenti anche ingredienti di sintesi e di origine animale.
Nell’INCI sono indicate le componenti in base alla loro concentrazione in ordine decrescente.

Cosmetici biologici
Sono formulati principalmente con materie prime vegetali provenienti da agricoltura biologica e sono soggetti a una serie di requisiti che ne garantiscono la natura organica, inclusi i processi di produzione sostenibili. Possono contenere ingredienti di origine animale.

Cosmetici vegan
La formula non contiene sostanze o sottoprodotti di origine animale (inclusi latte, miele e la cera d’api, lanolina etc).

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In Corea del Sud, il Ministero della sicurezza alimentare e farmaceutica (MFDS) ha implementato i regolamenti sugli standard dei prodotti cosmetici naturali e biologici , che potete scaricare qui in formato PDF.

Cosmetici cruelty- free
Termine usato per descrivere cosmetici realizzati senza la sperimentazione animale, e riguarda tutte le fasi di produzione, dalla materia prima al prodotto finito.
L’11 marzo 2013 è entrato in vigore, in tutti i Paesi dell’Unione Europea, il divieto assoluto di vendere o importare prodotti e ingredienti cosmetici testati sugli animali, come previsto dal Regolamento Europeo 1223/2009.
Questo significa che anche i prodotti esteri commercializzati in Italia devono seguire la normativa vigente, quindi l’importazione nell’area CE di ingredienti e prodotti finiti che abbiano coinvolto sperimentazioni animali nel loro processo di formulazione e produzione è vietato.

È importante notare che per gli ingredienti nuovi ad uso cosmetico esistono delle deroghe al regolamento in caso di dubbi sulla loro sicurezza. Inoltre, se un ingrediente è impiegato anche in altri settori, come quello alimentare o farmaceutico, potrebbe essere stato testato sugli animali.

La certificazione cruelty free non è sempre necessaria, ma aiuta il consumatore nella scelta, soprattutto per i brand internazionali che vendono in Paesi extra europei, poiché assicura che il prodotto non sia stato testato sugli animali anche al di fuori dell’area della Comunità Europea.

Nel 2018, in Corea del Sud, è stata approvata una legge che vieta di testare i prodotti per la cura della pelle sugli animali.
Inoltre, il Ministero della sicurezza alimentare e farmaceutica ha recentemente eliminato l’obbligo dei test di tossicità (ATT) sugli animali, negli anni passati obbligatori per determinate sostanze chimiche e medicinali.
La decisione del Ministero coincide con il crescente sostegno al movimento cruelty-free in Corea del Sud e riflette anche la raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità di porre fine ai test di tossicità anomala.

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Il caso della Cina e le aziende internazionali
In Cina i test sugli animali sono ancora richiesti.
Le normative cinesi relative ai test sugli animali stanno subendo modifiche significative.
In passato, le aziende che vendevano i loro prodotti in Cina non potevano essere considerate cruelty-free perché era obbligatorio testare tali prodotti sugli animali secondo la legge cinese. Tuttavia, le aziende ora hanno la possibilità di vendere alcuni cosmetici in Cina senza doverli testare sugli animali.

Dal 2014, i cosmetici generici prodotti e venduti in Cina non richiedono test sugli animali prima di essere commercializzati, a condizione che siano forniti rapporti di valutazione della sicurezza affidabili.
Tuttavia, i test sugli animali sono ancora obbligatori per alcuni cosmetici importati e venduti nel Paese.

È importante notare che se un’azienda vende esclusivamente i suoi cosmetici online e li spedisce direttamente ai clienti in Cina, non è tenuta a testarli sugli animali. Lo stesso vale per i cosmetici venduti su siti di shopping cinesi.
I cosmetici che vengono prodotti in Cina o che hanno il processo di assemblaggio finale svolto nel Paese non sono soggetti a test sugli animali.

I test rimangono obbligatori solo per i cosmetici venduti nei negozi fisici nella Cina continentale.

È inoltre da considerare che in Cina è richiesto il test sugli animali per i cosmetici speciali, ossia prodotti che presentano un claim funzionale (come tinture per capelli, prodotti per la permanente, creme solari, prodotti sbiancanti, anticaduta), prodotti destinati ai bambini e alle donne incinte.

Per mantenere lo status di cruelty-free, le aziende devono impegnarsi a non vendere alcun prodotto in Cina che possa comportare test sugli animali. Inoltre, devono ottenere e presentare i certificati e i documenti appropriati dalle autorità competenti per essere esentate dai requisiti di test sugli animali.

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.