SUGA BTS AGUST D MIN YOONGI

Come – e perché – cultura e media influenzano la percezione degli scandali nell’entertainment coreano.

Elisa
By Elisa
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La recente controversia che ha coinvolto Suga, membro dei BTS, per un incidente di guida in stato di ebbrezza ha generato un acceso dibattito sia in Corea del Sud che all’estero. Questo evento ha messo in luce temi rilevanti: da un lato, le reazioni della stampa coreana; dall’altro, le differenze culturali nella percezione di questi eventi tra Occidente e Corea del Sud.

Ripercorriamo i fatti. Il 6 agosto 2024, Suga è stato fermato dalla polizia mentre guidava un monopattino con un tasso alcolemico, pare, ben oltre il limite legale. Fortunatamente, non sono stati riportati danni a persone o cose.

Tuttavia l’incidente ha suscitato una forte reazione pubblica, soprattutto considerando che Suga è un idolo di fama mondiale e un modello per molti giovani. Lui e la sua agenzia, la Big Hit Music, hanno emesso immediatamente dei comunicati di scuse, ma la situazione è stata complicata da un errore iniziale nella descrizione del veicolo, erroneamente identificato come un “kickboard” elettrico, generando confusione riguardo alle leggi applicabili.

La stampa coreana ha trattato l’incidente con tono severo, evidenziando non solo la violazione delle leggi sul traffico, ma anche le potenziali conseguenze per la reputazione dei BTS, fino a quel momento considerati un gruppo senza scandali. Sono emerse anche critiche da parte di gruppi civici che hanno chiesto un’indagine sul comportamento di Suga durante il suo servizio militare, suggerendo che l’incidente potesse indicare una mancanza di serietà nei suoi doveri.
Molti media hanno amplificato la situazione anche attraverso la diffusione di fake news, creando un clima scandalistico che ha portato alla produzione di una serie di contenuti sui social media che hanno contribuito a stigmatizzare ulteriormente il fatto e l’artista stesso.

Come dimostrano eventi passati (si pensi agli scandali che hanno coinvolto HyunJin degli Stray Kids, Kim Ga-Ram delle LE SSERAFIM, Lucas degli NCT, Yoo Ah-In o, tragicamente, Lee Sun-kyun), la “scandal culture” è un tratto distintivo della società coreana, dove le trasgressioni, specialmente da parte di figure pubbliche, sono spesso condannate in modo intenso e irrevocabile. Questo fenomeno è legato anche alla “cancel culture“, in cui gli errori possono portare a una rapida scomparsa dalla scena pubblica.

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Anche in Occidente la guida in stato di ebbrezza è considerata un reato serio, ma la reazione pubblica tende a essere meno severa rispetto a quella della Corea del Sud. Negli Stati Uniti e in Europa, incidenti simili possono certamente comportare conseguenze legali, ma raramente portano alla fine della carriera di un artista, a meno che non ci siano ripetute trasgressioni o situazioni di grave danno.

Le differenze nella percezione possono essere attribuite a vari fattori sociologici:

  • Valori culturali: La cultura collettivista sudcoreana influisce notevolmente sulla percezione delle trasgressioni, specialmente da parte di figure pubbliche come Suga. La reputazione e l’immagine pubblica sono valori fondamentali; le celebrità sono considerate modelli di comportamento e la loro condotta è rigorosamente scrutinata. Questo porta a una forte stigmatizzazione di comportamenti che violano le norme sociali, come la guida in stato di ebbrezza, vista non solo come un reato legale, ma anche come una violazione della fiducia, del “patto sociale”. Al contrario, nei paesi occidentali, la cultura è più individualista e quindi più tollerante rispetto agli errori personali, e la guida in stato di ebbrezza, soprattutto se senza conseguenze, è spesso vista come un’opportunità di riabilitazione piuttosto che come motivo di cancellazione della carriera.
  • Normative sociali: Le leggi sulla guida in stato di ebbrezza in Corea del Sud sono severe, con limiti di alcolemia molto bassi e punizioni rigorose. La società coreana ha una bassa tolleranza per questo comportamento, e le sanzioni sono spesso accompagnate da un forte disprezzo sociale. Le campagne di sensibilizzazione educano il pubblico sui pericoli dell’alcol alla guida, contribuendo a una cultura di responsabilità. In Occidente, sebbene esistano leggi severe, la risposta sociale può variare, con programmi di riabilitazione per i trasgressori e un focus sulla prevenzione e l’educazione.
  • Scandal culture e ruolo dei media: La “scandal culture” in Corea del Sud amplifica la reazione pubblica a incidenti come quello di Suga; i media coreani tendono a enfatizzare le trasgressioni, creando un circolo vizioso di notizie che alimenta la stigmatizzazione. Le celebrità affrontano una pressione immensa per mantenere un’immagine pubblica impeccabile, e qualsiasi errore può avere conseguenze devastanti per la loro carriera. In Occidente la narrazione è spesso più equilibrata, includendo la possibilità di redenzione e crescita personale.
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La stampa gioca ovunque e da sempre un ruolo cruciale nella formazione delle opinioni pubbliche. In Corea del Sud tende a seguire un approccio critico e sensazionalistico nei confronti degli scandali, ergendosi così a strumento di continuità e validazione del modello sociale che promuove la perfezione a ogni costo.

Nelle ultime settimane Suga è stato oggetto di una forte campagna di diffamazione, con articoli che hanno enfatizzato la sua colpa sociale e le possibili conseguenze legali, come la pena detentiva da 2 a 5 anni. Questo tipo di copertura contribuisce a creare un clima di paura e pressione sugli artisti, costretti a mantenere un’immagine perfetta e irrealistica. Le critiche alla stampa sudcoreana hanno evidenziato soprattutto la totale e pericolosa mancanza di attenzione alla salute mentale dell’artista, poiché la pressione pubblica e il costante scrutinìo possono avere effetti devastanti.

L’episodio di Suga e le reazioni suscitate potrebbero rappresentare un’opportunità per avviare un dialogo più ampio su queste questioni. È necessario un cambiamento di mentalità che promuova empatia e comprensione nei confronti delle celebrità, senza sminuire l’illegalità o il danno causato. Invece di giudicarle e condannarle severamente per i loro errori, dovremmo riconoscere la loro umanità e offrire il sostegno necessario per affrontare le sfide del loro percorso.

Immaginiamo assieme un mondo in cui le celebrità possano brillare senza il peso delle aspettative sociali e della pressione mediatica, un mondo in cui la loro vulnerabilità sia accettata e il loro benessere – così come quello di ognuno di noi – sia prioritario.

Questo è il futuro che i tanti fan che si sono stretti attorno a SUGA stanno cercando di costruire, uno in cui la compassione e l’empatia trionfino sulla condanna e in cui gli artisti possano esprimersi liberamente senza paura di essere giudicati. Insieme, come recita l’adagio, possiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo del K-pop e della cultura pop in generale. E’ necessario rompere il ciclo della critica spietata e abbracciare un approccio più umano e compassionevole. Solo così potremo creare un ambiente in cui le celebrità possono prosperare e continuare a ispirare milioni di persone in tutto il mondo. 

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net