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EYES ON: eaJ, un’anima vagabonda che trova casa nella sua musica.

Elisa
By Elisa
17 Min Read

Ultimamente mi capita spesso. Un bel momento, apparentemente senza ragione, avverto un’esigenza quasi inspiegabile di dedicare spazio a un artista, nella mia playlist e fra le ricerche online. Puntualmente, a distanza di pochi giorni, viene annunciata una nuova release. 
Si tratta di una sorta di premonizione, un’intuizione che mi guida a voler esplorare una voce proprio mentre sta per risuonare più forte. In questo periodo, l’artista che incarna questo fenomeno è eaJ (pronuncia ij, con la j che suona come nel je francese).

Mentre scrivo, siamo a pochissimi giorni dall’uscita del suo attesissimo EP 1, previsto per il prossimo 27 giugno.  

Con lui l’esperienza di avvicinamento è un po’ diversa dal solito. Lo ascolto – cantare e parlare – in maniera bulimica da giorni, senza riuscire a fare un salto fuori dal loop. Nell’ascoltarlo raccontare della sua vita e facendone esperienza attraverso le sue canzoni, mi ritrovo ad alternare momenti di enfasi gloriosa, momenti di rabbia, epifanie varie ed eventuali. Diciamo che a me, persona a cui piace la musica a 360 gradi e generalmente molto curiosa delle dinamiche dietro i fenomeni e gli aspetti psico-sociali di praticamente tutto, in maniera particolare se questo “tutto” riguarda la Corea, l’“esperienza eaJ” toglie il fiato.

Quindi, prendete queste mie parole come un disclaimer: questo non è uno di quegli artisti che si lascia affrontare con leggerezza. E sarebbe davvero un peccato farlo.

Il percorso di eaJ, per la sua mamma Park Jae-hyung (15 settembre 1992), è un tessuto di culture e passaggi che hanno plasmato profondamente la sua identità artistica. Origini coreane, nasce a Buenos Aires, in Argentina. Trascorre la sua infanzia e adolescenza a Cerritos, in California, dove mette radici come musicista. Questa mappa a zig zag rappresenta la genesi di tutto ciò che la sua musica rappresenta. Vivere costantemente tra mondi diversi lo ha spesso fatto sentire come un outsider, un’esperienza che lui stesso ha descritto dicendo

È stato davvero difficile per me fare amicizia 

ammettendo di essersi sempre sentito

un po’ escluso dalle aspettative dei suoi coetanei e della società in generale (Position Music)

Questa sensazione di non appartenenza è diventata il motore della sua creatività: la musica è diventata il suo unico, vero luogo, uno spazio senza confini dove ogni frammento della sua complessa identità può coesistere. La sua arte è la diretta conseguenza della sua ricerca di un posto da chiamare casa, una casa che costruisce nota dopo nota.  

La voce ritrovata

Per cercare di comprendere eaJ, è necessario almeno accennare al suo passato. Il suo ingresso nell’industria musicale coreana, dopo essere stato scoperto su YouTube e scritturato per il talent show coreano K-Pop Star, lo ha portato ad un contratto con la JYP Entertainment, una delle più grandi agenzie di intrattenimento in Corea, e a una carriera di successo durata sette anni con la rock band DAY6. Quel periodo ha contribuito a forgiare in lui un’etica del lavoro ferrea, ma lo ha anche condotto a un punto di rottura. Con il tempo, ha iniziato a sentirsi come un “distributore di canzoni” (più precisamente, un song dispenser), dimenticando persino quale tipo di musica gli piacesse davvero. La frustrazione cresceva, alimentata da una visione creativa disallineata rispetto a quella dell’etichetta.  Positio

Alla fine del 2021 arriva la decisione di intraprendere un percorso da solista: non si tratta di una fuga, ma di un atto di sopravvivenza artistica, un bisogno istintivo di ritrovarsi, e l’inizio di un percorso segnato da paura e liberazione. Ha confessato di aver camminato in punta di piedi per anni, in seguito, quasi con timore reverenziale verso il suo passato sonoro.

Ho evitato a lungo di fare musica che suonasse come il genere in cui ero coinvolto prima… non volevo pestare i piedi a nessuno”

ha raccontato (Zach Sang Show, 25:10). I suoi primi lavori da solista (da ascoltare assolutamente: LA TRAINS) esplorano l’R&B e l’alt-pop, con una lontananza quasi innaturale da qualsiasi sfumatura rock, quasi a voler tracciare una linea netta di demarcazione.  

Eppure, il richiamo delle sue radici è troppo forte per essere ignorato. Arriva quindi una sorta di riconciliazione.

Sto iniziando a rendermi conto che, ehi, hai vissuto quella vita… perché amavi quel tipo di musica… Mi sento più autentico a pubblicare questa roba (Zach Sang Show, 26:30).

Nel 2024 esce l’EP when the rain stops following me, e when the rain stops segna un riavvicinamento al rock: grazie alla fusione con l’alt- pop, questa traccia può essere considerata come la chiusura di un cerchio. È il suono della sua guarigione, un’accettazione del suo percorso.

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Di questo EP mi riesce impossibile non citare anche Friendly Fire, secondo me una delle migliori tracce della sua discografia.

Questo processo di distacco dal suo passato è stato ricchissimo di ostacoli emotivi. eaJ ha parlato apertamente del dolore provato nel sentirsi quasi “cancellato dalla storia” della sua vecchia band da parte dell’etichetta, una sensazione che ha descritto come una ferita profonda, ma anche come una sorta di chiusura necessaria, sebbene imposta dall’esterno (Zach Sang Show, 45:30). Parte della sua discografia è lo spurgo di un senso di colpa nei confronti della sua fanbase, un’analisi cruda e intima dei propri errori e dei rimpianti che ne derivano, non tanto per quel che ha fatto – per inciso – ma per il come, per il trauma che ha e si è causato. 

La sua evoluzione sonora è la mappa del suo viaggio emotivo: dalla rabbia e la sua gestione all’accettazione, fino alla piena e autentica espressione di sé.

Diario di un’insonnia creativa

La discografia solista di eaJ è un diario aperto, un sismografo delle sue turbolenze interiori e della sua forza interiore. Dopo i primi esperimenti su SoundCloud (ascoltatevi Pinocchio e Truman, meritano), il suo debutto ufficiale con il singolo Car Crash nell’aprile 2022 mette subito in chiaro che il pubblico è pronto ad ascoltarlo: il MV del brano supera rapidamente il milione di visualizzazioni, segnalando l’inizio di qualcosa di speciale. Su Spotify ora ha più di 28 milioni di ascolti.

E’ però indubbiamente con la Trilogia dell’Insonnia (2023) che eaJ offre al mondo la sua opera più intima e concettualmente coesa. Tre EP pubblicati in rapida successione che tracciano un arco narrativo ed emotivo preciso, una discesa nelle profondità della sua mente durante le notti insonni.  

All’interno di questo trittico troviamo alcune delle sue perle più luminose e dolorose. Prendiamo pacman, dall’EP finale medicated insomnia. È una metafora geniale e straziante di un amore tossico e unilaterale. I versi  

Play me over and over / Pacman and lover / Hoping you run out of quarters soon (gioca con me ancora e ancora/ Pacman e amante/spero tu finisca presto i gettoni

dipingono l’immagine di una persona che si lascia consumare, inseguita all’infinito in un labirinto emotivo, sperando che il gioco finisca, ma incapace di smettere. 

Pacman

Loving you’s just getting harder and harder to do
Cause my head says no but my phone keeps calling youAnd you never pick up unless you’ve got nothing to doBut you say that you want meMuch as I want youOver and overLike it’s red roverWill your games ever be throughPlay me over and overPacman and loverHoping you run out of quarters soonDon’t hurt meLeave meNo I don’t mean thatLove me all the way to death

Oh it’s killing me howFear is holding me downBut I wanna hold youOh I might burn to the groundBut see me burn with a smileIf I die it’s with you

Pacman

Amarti sta diventando sempre più difficile

Perché la mia testa dice no ma il mio telefono continua a chiamarti
E tu non rispondi mai a meno che tu non abbia niente da fare
Ma dici che mi vuoi
Tanto quanto io voglio te
Ancora e ancora
Come a “roverino” (un gioco per bambini, NdA)
Finiranno mai i tuoi giochi?
Mi usi ancora e ancora
Un po’ pacman un po’ amante
Spero che tu finisca presto le monetine
Non farmi del male
Lasciami
No, non intendo questo
Amami fino alla morte

Oh, mi sta uccidendo come
La paura mi tiene giù
Ma io voglio tenerti strett*
Oh, potrei bruciare completamente
Ma guardami bruciare con un sorriso
Se muoio è con te

Poi c’è 50 proof, sempre da medicated insomnia, che è forse la canzone che meglio incarna la magia di eaJ. Nata come una lettera a cuore aperto, è diventata un inno universale di empatia. I fan l’hanno interpretata in innumerevoli modi: una dedica a un amico lontano, un messaggio di supporto per lo stesso eaJ nei suoi momenti più bui, e persino un mantra di auto-accettazione. Canta

wondering all night who loves you now (mi chiedo per tutta la notte chi ti ama adesso)

e la domanda resta sospesa nell’aria. Ogni ascoltatore può riempirla con la propria risposta. Come ha scritto un/* fan,   

ora posso sorridere e rispondere in silenzio che sono io ad amarmi, adesso.

La sua musica non è mai solo sua, ma è uno spazio condiviso, un’esperienza emotiva collaborativa.   

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Il suo percorso è proseguito con il già citato EP when the rain stopped following me del 2024, che contiene anche mad, una canzone nata in un momento di rabbia purissima, che segna un’ulteriore evoluzione verso un suono più diretto e catartico.

Un’alchimia di vulnerabilità e onestà radicale.

Se c’è un filo rosso che lega tutta l’arte di eaJ, è la sua radicale onestà. Ha parlato apertamente della sua diagnosi di disturbo di panico e delle sue continue lotte con l’ansia e la depressione, certo non una strategia di marketing, bensì il fondamento stesso della sua connessione con chi lo ascolta. Ascoltare eaJ, per me e per molti altri, è come fare una terapia psicologica indotta: le sue parole danno un nome e uno status a sensazioni che altrimenti resterebbero inespresse e farebbero fatica ad emergere.

Questa connessione è reciproca. Lui stesso ha descritto l’esperienza del palco non solo come un dovere verso il pubblico, ma come una forma di evasione personale:

Per quanto per loro si tratti di un paio d’ore di evasione, anch’io sto scappando dalla realtà… sono lì con voi (Makna Talks)

Il ponte si costruisce su una vulnerabilità condivisa. I suoi fan non lo seguono nonostante le sue “imperfezioni”, ma proprio grazie ad esse. La sua musica è un promemoria confortante: non sei solo nelle tue difficoltà. Come canta in 50 Proof,

So if you’re drinking alone / Know you’re not alone

Questa trasparenza, pur esponendolo a critiche e incomprensioni, ha cementato attorno a lui una comunità basata sulla lealtà e sulla comprensione, un legame che va oltre la semplice ammirazione.

Arriviamo al presente. Un presente che profuma di nuovo inizio. All’inizio del 2025, eaJ ha firmato un contratto discografico globale con Position Music, un passo che ha segnato una nuova fase della sua carriera. Le parole di Joe Brooks, A&R dell’etichetta, riassumono perfettamente il motivo per cui tanti credono in lui:    

Sono rimasto sbalordito dalla sua capacità di creare musica che scardina i generi… Incarna davvero il pacchetto completo.

Nell’alveo di questa nuova collaborazione sono nati capolavori come Merry Go Round e ruin my life. La produzione è certamente più raffinata, ma la portata e lo scambio emotivi sono più forti che mai.

Questo ci porta dritti a 1, l’EP in uscita dopodomani, il 27 giugno. Il titolo ovviamente non è casuale. Come suggerito dai fan e dalla logica del suo percorso, 1 rappresenta un nuovo punto di partenza, il primo capitolo scritto con il supporto di una nuova famiglia professionale dopo anni di totale indipendenza. Non lo vedrei come un ritorno al sistema che si è lasciato alle spalle, ma piuttosto come una sintesi perfetta tra le due fasi della sua carriera: mantiene l’autenticità e la libertà creativa conquistate a fatica, ma ora le unisce alla struttura e al sostegno di un’etichetta che crede, ci auguriamo tutti, nella sua visione.  

E questo è solo l’inizio. eaJ ha accennato a un progetto più ampio, un EP intitolato 1/9, suggerendo che 1 sia solo la prima tessera di un mosaico molto più grande. Ha parlato del suo desiderio di creare un flusso costante di musica, spinto da un’energia creativa che sembra inesauribile.   

Il viaggio di eaJ è una testimonianza potente di autodeterminazione. Ha trasformato, con dolore ma con costanza, il disorientamento in identità, l’ansia in arte e la vulnerabilità in una fortezza. Con 1 sta piantando una bandiera, dichiarando di aver finalmente trovato il terreno fertile in cui la sua voce, così unica e necessaria, può finalmente fiorire senza riserve. 

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net