Intervista: Jimin, la nuova stagione | Vogue Korea

Simona
By Simona
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Jimin si racconta a Vogue Korea indossando la collezione Dior Primavera/Estate 2026 abbinata allaPre-Fall Collection: moda, visione artistica e riflessioni intime sul suo percorso e sui BTS.

Jimin, la nuova stagione
2026.01.19
Son Eunyeong – Vogue Korea

Abbiamo il piacere di ritrovare un uomo straordinariamente affascinante. Jimin, sbocciato nella sua pienezza per accogliere la nuova stagione, cattura lo sguardo con un’aura intensa, fresca e irresistibile.

L’artista indossa la Pre-Fall Collection abbinata alla collezione Primavera/Estate 2026.
La collezione Primavera/Estate apre nuovi spazi nel dialogo tra passato e presente, esprimendo il piacere e la libertà di indossare abiti. Questa atmosfera opulenta prosegue anche nel Pre-Fall.
Jimin sprigiona non solo il suo fascino fanciullesco, ma anche una mascolinità intensa e ribelle.

“Ho sempre amato i toni monocromatici, ma ultimamente sento il desiderio di sperimentare colori più luminosi. Per quanto riguarda i materiali, continuo a preferire quelli che risultano confortevoli a contatto con la pelle” – Jimin

Nel processo di decostruzione dell’eredità Dior e di ricodifica attraverso la sensibilità avanguardista di Anderson, emergono parole chiave come nomcore aggressivo, replica dell’abbigliamento storico e pezzi concettuali ispirati agli abiti haute couture degli archivi Dior.
All’interno di una collezione che armonizza elementi di epoche diverse, Jimin mescola con naturalezza il mood formale e lo stile preppy.

Jonathan Anderson smonta l’eredità Dior per ricodificarla con il proprio linguaggio avanguardista, caratterizzato da volumi estremi e contrasti marcati: compaiono cargo pants generosi e mantelli in cashmere blu che sfiorano il pavimento.

Jimin si è goduto ogni istante dello shooting, monitorando ogni scatto con attenzione e mostrando entusiasmo e professionalità, testimonianza della sua statura artistica.
Talento e affabilità, personalità e gusto, empatia ed elegante raffinatezza: forse sono queste le parole che, al di là della moda e della musica, definiscono Jimin.

Tra le frasi in cui confessa con naturalezza le proprie convinzioni e i gusti del presente, trapela continuamente l’emozione per il ritorno imminente dei BTS. Nel momento in cui salirà sul palco come numero perfetto, “7”, forse nemmeno sette copertine di Vogue basteranno a contenere l’onda del suo presente vibrante.


Intervista

Questo è il tuo primo servizio fotografico con Vogue dopo il congedo militare. Tre anni fa, alla vigilia dell’uscita del tuo primo album solista FACE, ti avevamo incontrato mentre affrontavi una navigazione in solitaria, diviso tra entusiasmo e timore. In cosa senti di essere completamente cambiato, e cosa invece è rimasto immutato?
Onestamente, non lo so bene (ride). Anche a livello esteriore non percepisco grandi cambiamenti. Ma rispetto ad allora, rifletto molto di più sul mio stato d’animo e su ciò che desidero davvero fare.

Di recente hai incontrato spesso i fan in live con gli altri membri. L’attesa per il comeback completo dei BTS, annunciato per il 20 marzo, è altissima. In una live hai detto: “Questo è il periodo d’oro dei BTS”.
Era un pensiero legato alla nostra età fisica. Tuttavia, come suggerisci tu, se attraverso il nuovo album dei BTS si potesse davvero riconoscere questo periodo come il nostro momento migliore, sarebbe fantastico.

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C’è stata una riflessione centrale durante la lavorazione del nuovo album?
Ci siamo chiesti molto: qual è la forma più autentica dei BTS? In realtà ce lo chiediamo sempre, ma questa volta il processo di riflessione sarà ancora più visibile nel risultato finale. E forse proprio per questo risulterà sorprendente e nuovo.

Con il tuo primo album solista, FACE, hai affrontato diversi lati di te stesso, mentre con il secondo, MUSE, hai riscoperto il mondo e le persone che ti ispirano. Questi due album ti hanno dato nuovi obiettivi? E, se sì, in che modo hanno influenzato il tuo approccio alla musica di gruppo?
In realtà, lavorare al nuovo album dei BTS mi ha dato tantissima ispirazione. Ho sentito crescere il desiderio di creare musica sempre migliore con le mie mani.
Non so ancora in quale direzione, ma spero che i fan possano attenderla con entusiasmo.

Sei un artista che ha conquistato risultati straordinari, come il primo posto nella Billboard Hot 100 sia con il gruppo sia da solista con Like Crazy. Qual è oggi il tuo obiettivo principale quando crei musica?
Con il percorso solista ho capito quante persone mi sostengono davvero. Questo mi ha fatto desiderare di offrire loro una musica che sia un dono ancora più grande. Ho sentito il bisogno di avere le idee più chiare su cosa volessi raccontare. È stato il momento in cui l’obiettivo di creare album profondamente impregnati di me, dal genere alla melodia, fino a una singola riga di testo, è diventato molto più netto.

Nel variety show Are you sure?! stagione 2, con Jung kook, ti è stato chiesto quale fosse la cosa che desideri fare di più in questo momento.
Tu hai detto: “Voglio stare con i BTS. Ho messo molta legna nel camino, ma il braciere è un po’ vecchio”. Su cosa ti stai allenando più duramente ora?
La salute viene prima di tutto. Mi concentro su allenamenti utili al mio corpo e affianco anche terapie di riabilitazione, per evitare crolli improvvisi.

La tua arte sembra nascere sempre dal corpo. È cambiato nel tempo il tuo rapporto con la danza e con il fisico? C’è qualche senso o sensibilità diventata più importante rispetto al passato?
La mia passione per la danza resta costante, ma ho notato che il tempo che le dedico si è gradualmente ridotto. È un cambiamento naturale, ma sto lavorando per ritrovare le sensazioni e la freschezza dei primi tempi.

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In questo shooting con Dior hai sprigionato un’energia luminosa e gentile. La tua innocenza, unita a un fascino imprevedibile, sembra dialogare perfettamente con la nuova visione della Maison.
Amo la bellezza che nasce da un’estetica pulita, arricchita da dettagli sofisticati. Sono grato a Dior, che mi permette di apparire così.
La maison era già splendida, ma da quando Jonathan Anderson è diventato direttore creativo, al fascino classico si è aggiunto un nuovo colore, rendendo il futuro ancora più promettente.

La moda è uno dei modi per esprimere i propri valori: cosa vorresti che rappresentasse della tua identità di artista?
Come dicevo prima, non cerco un’evidenza ostentata di ciò che è “alla moda”, ma piuttosto un’eleganza sobria, sottile, percepibile nella misura e nella discrezione, proprio come la musica che amo creare. Sarebbe ancora meglio se questa naturalezza riuscisse a trasmettere anche sincerità.

Negli ultimi tempi, ci sono colori, materiali o silhouette che tendi a scegliere più spesso?
Ho sempre avuto un debole per i toni monocromatici, ma ultimamente sto cercando di esplorare tonalità più luminose. Per quanto riguarda i materiali, continuo a preferire quelli che risultano piacevoli e confortevoli a contatto con la pelle.

Hai calcato finora palcoscenici di ogni tipo e in futuro vivrai sicuramente molte nuove esperienze. Hai un segreto per sentirti a tuo agio e mantenere naturalezza in mondi a te poco familiari?
In realtà, non l’ho ancora capito del tutto. Mi capita spesso di sentirmi in difficoltà, perché tendo a essere molto teso e faccio fatica a rilassarmi. Se qualcuno conoscesse un trucco efficace, sarei felice di ricevere qualche consiglio. (ride)

Sono passati 12 anni dal vostro debutto. I membri dei BTS dicono spesso: “Esisto perché esiste il team”. C’è stato un momento recente in cui hai sentito più intensamente queste parole?
Sempre. Sento il valore di quella frase in ogni momento. Dai gesti più semplici, come stare a casa o mangiare un pasto, fino ai momenti più intensi, mentre creiamo la musica dei nostri sogni, ogni istante è permeato da questa consapevolezza. Tutto ciò che vivo oggi viene dai BTS e dagli ARMY, quindi cerco sempre di non dimenticarlo.

C’è qualcosa di te, un atteggiamento o un tratto del tuo carattere, che vorresti modificare o migliorare nel 2026?
Tendo a essere indeciso, e questa tendenza si è inevitabilmente insinuata in diversi aspetti della mia vita, un ostacolo che mi accompagna costantemente, e questa cosa a volte mi pesa. Vorrei diventare una persona più assertiva, ma non è semplice come fare una promessa. Quest’anno, però, voglio provarci: desidero imparare a esprimere con sincerità e sicurezza le mie opinioni.

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.