Quello che doveva essere un nuovo polo dell’intrattenimento coreano, un progetto ambizioso nato dalle ceneri di vecchie controversie, si sta rivelando un buco nero finanziario. One Hundred, la holding fondata dal rapper MC Mong e dall’imprenditore Cha Ga-won, sta affrontando un collasso sistemico che rischia di trascinare alcuni dei nomi più illustri del K-pop – da Taemin degli SHINee a Baekhyun, Chen e Xiumin degli EXO, che proprio in One Hundred avevano cercato rifugio dopo la turbolenta separazione legale da SM Entertainment per la gestione delle proprie attività soliste – in una logorante paralisi legale.
Le fondamenta dell’operazione appaiono oggi fragili: contratti firmati da superstar utilizzati non per proteggere le loro carriere, ma come pedine in un rischioso gioco di finanza speculativa.
I numeri della crisi: un debito da 5 miliardi di won
Secondo le ricostruzioni investigative di testate come The Fact e JTBC, il debito immediato relativo ai soli compensi non versati agli artisti supera i 5 miliardi di won (circa 3,5 milioni di euro). I dati mostrano un sistema in stallo:
Taemin e i THE BOYZ: crediti individuali vicini al miliardo di won (700.000 euro). Per gli 11 membri dei THE BOYZ, la cifra complessiva è la più onerosa per la holding
Baekhyun: debito stimato intorno al miliardo di won
Chen e Xiumin: crediti per centinaia di milioni di won a testa
Queste cifre descrivono un paradosso: un 2025 di tour sold-out e attività incessanti a cui è seguito un blocco totale dei flussi di cassa verso gli artisti.
Securitization e “piramidi” finanziarie
Per capire la destinazione dei fondi, bisogna analizzare la strategia di One Hundred. La holding ha monetizzato in anticipo le carriere dei propri talenti: i contratti esclusivi di Baekhyun e Taemin sono stati usati come garanzia collaterale per ottenere liquidità immediata da fondi di investimento.
Invece di essere accantonati per i pagamenti dovuti agli artisti, quei capitali sono stati utilizzati per due obiettivi critici:
Coprire le perdite di sussidiarie in rosso come Big Planet Made (BPM), che ha chiuso l’esercizio con un patrimonio netto negativo di 18 miliardi di won.
Finanziare acquisizioni, in particolare il trasferimento degli 11 membri dei THE BOYZ da IST Entertainment, operazione conclusa mentre la holding era già in sofferenza finanziaria.
In sostanza, i nuovi debiti garantiti dagli artisti di punta servivano a finanziare l’espansione societaria, creando un corto circuito di liquidità che è esploso negli ultimi mesi.
La sentenza da 12 miliardi che blocca la governance
A rendere impossibile un salvataggio immediato è la rottura interna tra i fondatori. L’Alta Corte di Seoul ha condannato MC Mong a restituire 12 miliardi di won a Cha Ga-won, il socio di maggioranza. Cha accusa Mong di aver preso decisioni amministrative avventate (inclusa l’acquisizione dei THE BOYZ) senza il consenso della proprietà.
Questa battaglia legale paralizza ogni operazione: con i conti congelati e la governance divisa, l’approvazione dei pagamenti correnti per staff e artisti è attualmente impossibile.
Il rischio legale per gli EXO-CBX
La situazione è particolarmente grave per Baekhyun, Chen e Xiumin. Il loro accordo con SM Entertainment prevede il versamento del 10% dei ricavi lordi per le attività sotto INB100. Se One Hundred non fornisce i rendiconti e non versa i profitti, i tre artisti risultano inadempienti verso SM. Questa posizione li espone a possibili azioni legali e al rischio di vedere bloccate le attività sotto il nome EXO previste per il 2026.
Cosa succederà ora?
La fiducia tra artisti e management è compromessa. Secondo le clausole della Korea Fair Trade Commission, il mancato pagamento ripetuto permette agli artisti di richiedere la risoluzione immediata del contratto. Lo scenario più probabile non è un risanamento, ma un’ondata di rescissioni coordinate che segnerebbe la fine del progetto One Hundred.