A partire da luglio, a Seoul sarà vietato dar da mangiare ai piccioni in 38 parchi cittadini e lungo il fiume Han, inclusa Piazza Gwanghwamun, designate come “zone di restrizione all’alimentazione della fauna selvatica”.
Il divieto, accompagnato da sanzioni, segue una modifica al Regolamento sulla Protezione e Gestione della Fauna Selvatica, approvata a gennaio.
Secondo la normativa attuale, gli animali selvatici che causano regolarmente danni a colture o frutteti in gruppi numerosi, o che vivono in aree densamente popolate — come piccioni, passeri, gazze, corvi, cervi acquatici e cinghiali — sono classificati come “parassiti urbani”.
Dopo un primo divieto triennale all’alimentazione, il sindaco potrà valutare ogni tre anni se modificarlo o revocarlo.
Le aree interessate, gestite direttamente dal Comune, includono la Seoul Forest, il Parco Namsan, il World Cup Park, il Parco di Yeouido, il North Seoul Dream Forest e il Seoul Grand Park.
Anche Seoul Plaza, Piazza Gwanghwamun e 11 parchi lungo il fiume Han (Gwangnaru, Jamsil, Ttukseom, Jamwon, Ichon, Banpo, Mangwon, Yeouido, Nanji, Gangseo e Yanghwa) rientrano nel divieto.
Chi violerà il divieto potrà ricevere multe fino a 1 milione di won (circa 673 dollari), con sanzioni progressive a ogni infrazione.
La misura nasce per contenere i danni igienici e strutturali causati dai piccioni e altri animali, come corvi e cinghiali.
Il provvedimento, dopo un periodo di tolleranza, entrerà in vigore il 1° luglio.
Le segnalazioni di disagio legate ai piccioni sono più che raddoppiate negli ultimi tre anni.
Le proteste riguardano soprattutto il disagio nel camminare, i danni igienici causati da escrementi e piume, e la gestione delle carcasse.
Nel frattempo, le associazioni animaliste chiedono l’adozione di metodi etici di controllo, come mangimi sterilizzanti, già usati con successo in città come Barcellona.
fonte: the Korea Times
