Lee Sun-kyun

Uno sguardo più da vicino alle statistiche sui suicidi in Corea – Korea Herald

6 Min Read

Nuovi dati rivelano dove si posiziona il fronte della lotta al suicidio nel Paese.

di Lee Sun-young
dicembre 2023

traduzione di Koreana

Non è più una novità che la Corea del Sud abbia un alto tasso di suicidi.

Con 25,2 morti ogni 100.000 persone nel 2022, il Paese è in cima ai 38 membri dell’OECD in termini di tasso di suicidi. Questo tasso è più che doppio rispetto alla media OCSE, che si aggira intorno ai 10-11 decessi ogni 100.000 persone.

Ma al di là dei numeri, quando, dove e come avviene la maggior parte dei tentativi di suicidio?

Una serie di dati recentemente rilasciati, che comprende informazioni cruciali dai registri di primo intervento alle visite al pronto soccorso e alle statistiche governative sui decessi, fa luce su dove si trovano le prime linee della crisi dei suicidi nel Paese.

Donne, avvelenamento e casa

I dati, diffusi dall’Agenzia coreana per il controllo e la prevenzione delle malattie, prendono in esame tutti i “decessi causati da danni esterni”, che comprendono le morti causate da fattori esterni come incidenti, violenza, suicidio, avvelenamento o disastri naturali.

Dei 26.148 decessi di questo tipo che si sono verificati in Corea nel 2021, i suicidi hanno rappresentato quasi la metà dei casi, con 13.352. Nella fascia di età compresa tra i 10 e i 49 anni, la percentuale di suicidi sale a oltre il 70%.

Questi 13.352 suicidi all’anno si traducono in 36,6 morti al giorno – un suicidio ogni 39 minuti.

Il Suicide Prevention Emergency Department Information System (SPEDIS), che tiene traccia delle visite al pronto soccorso per tentato suicidio di 23 grandi ospedali in tutto il Paese, offre uno sguardo più dettagliato sulle persone che si tolgono la vita o che tentano di farlo.

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Il numero di donne che tentano il suicidio è circa 1,8 volte quello degli uomini, 16.425 contro 9.109 per l’anno 2021.

L’avvelenamento è di gran lunga il metodo più comune, rappresentando l’80,7% del totale dei suicidi e dei tentativi di suicidio. Circa l’80,5% dei casi di auto-avvelenamento riguardava overdose di farmaci, seguiti dall’ingestione di pesticidi (9,3%) e dall’inalazione di gas (7,8%). Tra i tre, l’ingestione di pesticidi ha fatto registrare il tasso di mortalità più alto, pari al 18,6%.

Tra tutti i metodi di autolesionismo, l’annegamento, il soffocamento e l’impiccagione hanno registrato il tasso di mortalità più alto, pari al 33,9%.

Un’ulteriore analisi ha rivelato che le visite al pronto soccorso per suicidio o autolesionismo si concentravano tra le 20.00 e le 4.00, con la maggior parte di questi incidenti avvenuti a casa o in strutture residenziali.

Oggetti pericolosi usati per il suicidio

I dati sui suicidi citati costituiscono la base per la formulazione di politiche nazionali contro il suicidio.

Un esempio è la designazione di “oggetti pericolosi utilizzati per il suicidio” da parte del Ministero della Salute e del Welfare, nella Legge sulla prevenzione del suicidio e la creazione di una cultura del rispetto della vita.

L’elenco degli oggetti pericolosi utilizzati per il suicidio è stato creato per la prima volta nel 2020 allo scopo di gestire in modo più rigoroso gli oggetti che sono frequentemente utilizzati, o che potrebbero essere utilizzati, come mezzo per togliersi la vita.

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Inizialmente l’elenco comprendeva solo due categorie. Si trattava di materiali utilizzati per indurre l’avvelenamento da monossido di carbonio – ovvero bricchette di carbone – e pesticidi. Per decenni, questi due sono stati i mezzi di autolesionismo più frequentemente utilizzati, probabilmente a causa della loro alta tossicità e della facile accessibilità.

A gennaio di quest’anno, le autorità hanno aggiunto all’elenco i farmaci da prescrizione come lo Zolpidem, un sonnifero.

Più recentemente, a dicembre, il nitrito di sodio, un conservante alimentare comunemente presente nelle salsicce e in altre carni lavorate, è stato designato come oggetto pericoloso, portando a quattro il numero di categorie presenti nell’elenco.

I dati della polizia mostrano che negli ultimi anni il Paese ha registrato un aumento dei suicidi legati al nitrito di sodio, da nessuno nel 2017 a 46 nel 2021.

All’entrata nell’elenco è conseguito il blocco della vendita e la distribuzione online della sostanza bianca in polvere, che può essere letale in dosi da 4 a 6 grammi. Una violazione può essere punita con un massimo di 2 anni di carcere e una multa fino a 20 milioni di won (15.344 dollari).

Se state pensando all’autolesionismo o al suicidio, contattate la linea telefonica del Ministero della Salute e del Welfare al numero 1393 (numero coreano, per l’Italia il numero è il 112 – NdT), disponibile 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana. Si prega di richiedere un traduttore per i servizi in lingua inglese.

Fonte originale qui

 

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Team delle traduzioni di Koreami.org