I rocker sudcoreani The Rose sono pronti a mostrare al mondo la loro dualità – Samantha Lui

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Conosciuti per i testi emotivi sia in inglese che in coreano, i Rose continuano a espandere il loro sound con “DUAL”. In questa intervista, ripercorrono la loro storia: quando erano buskers, l’esaltante anno trascorso in tour e le prossime novità.

di Samantha Lui
settembre 2023

traduzione di Koreana

Nell’ultimo anno, il gruppo indie rock sudcoreano The Rose ha raggiunto nuove vette. Il quartetto – nato sei anni fa come gruppo di artisti di strada – ha girato il mondo e si è esibito in importanti festival musicali come il British Summer Time (BST) Hyde Park e il Lollapalooza, ma non ha mai dimenticato le sue radici di busking (busking: esibirsi per le strade, NdT).

Nell’ aftershow di mezzanotte del Lollapalooza, i Rose sono tornati alle origini: hanno cancellato la loro scaletta e hanno accettato le richieste del pubblico, mettendo alla prova le loro capacità di improvvisazione e memoria.

Conosciuti per la creazione di testi particolarmente emotivi sia in inglese che in coreano, i Rose continuano a espandere il loro sound. Il loro secondo album in studio, DUAL, pubblicato di recente, riflette sul loro passato, presente e futuro.

“In quanto autore, penso che sperimentare con la musica e cercare di collegare generi diversi sia davvero divertente, e sia utile per mostrare la nostra personalità”, ha detto il leader, cantante e chitarrista dei Rose, Woosung, in un’intervista a GRAMMY.com.

La storia dei Rose, nata in strada, è unica tra i gruppi coreani, molti dei quali sono formati da compagnie di intrattenimento. Il tastierista, chitarrista e cantante Dojoon e il bassista Jaehyeong si sono conosciuti facendo busking nello stesso quartiere in cui il batterista Hajoon e Jaehyeong lavoravano con la stessa compagnia di intrattenimento. Il trio ha poi formato una band chiamata Windfall – ora il nome dell’etichetta autoprodotta dai Rose – e successivamente ha reclutato Woosung.

I Rose hanno debuttato ufficialmente nel 2017 con la ballata soft-rock “Sorry”. La canzone ha raggiunto la posizione n. 14 della classifica di vendita di Billboard World Digital Songs ed è stata nominata tra le migliori “canzoni K-pop del 2017”. L’album di debutto del gruppo, HEAL, è stato pubblicato nell’ottobre 2022.

I Rose si sono incontrati con GRAMMY.com attraverso Zoom da Seoul per parlare del loro nuovo album, delle loro influenze musicali e della preparazione del loro imminente tour nordamericano, che li vedrà suonare in alcuni delle venue più grandi della loro carriera.

Qual è la storia che volevate raccontare con DUAL dopo l’uscita del vostro primo album, HEAL?
Woosung: HEAL rappresenta sicuramente il nostro ritorno dopo una pausa. Volevamo davvero guarire attraverso la nostra musica, la sua scrittura e l’intero processo di ricordare a noi stessi perché amiamo la musica e perché amiamo fare musica. In termini di sound, in Heal è più naturale. Abbiamo scritto quello che sentivamo.
Credo che DUAL sia un po’ più intenzionale: desideriamo mostrare la nostra ambivalenza, di genere e di tono, come The Rose. C’è un lato dell’alba e un lato del tramonto. In questo modo, intendiamo mostrare agli ascoltatori la dualità della nostra musica, che può essere oscura ma anche luminosa.

Potete spiegarci meglio queste due rappresentazioni dei The Rose?

Woosung: Il lato dell’alba ha vibrazioni più diurne, più allegre, più facili. Il lato del crepuscolo è un po’ più scuro, in un certo senso.
Credo che la nostra musica abbia sempre messo in mostra entrambi i lati. “Sorry” potrebbe rappresentare più il lato del crepuscolo. La nostra canzone “Red” potrebbe rappresentare più il lato dell’alba. Quando scriviamo un album, abbiamo sempre un lato dell’alba e uno del tramonto. Vogliamo dimostrare che siamo in grado di fare entrambe le cose, la nostra musica ha questo scopo. Credo che dipenda dalla persona che la ascolta.

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Cosa potete dire del vostro ultimo singolo “You’re Beautiful”?

Woosung: Diciamo che la bellezza è solo uno stato mentale. Crediamo che chiunque possa essere bello a modo suo. Non c’è una sola affermazione o un solo volto o una sola cosa che rende bella una persona in questo mondo. Ci sono molte cose che possono essere belle. Ecco perché crediamo che la bellezza sia solo uno stato mentale. Siete tutti belli in questo mondo, indipendentemente dalla razza e dal sesso.

Dojoon: Quando si va in un museo d’arte, qualcuno pensa che un’opera sia brutta, ma qualcun altro pensa che sia molto bella. È di questo che vogliamo parlare qui.

Gli altri vostri singoli hanno un suono molto diverso. Avete già detto che questo progetto vuole mostrare un lato più divertente di voi stessi. È per questo che avete deciso di incorporare un po’ di dubstep nel mezzo della vostra canzone “Alive”?

Woosung: Sì. Quando abbiamo fatto ascoltare al nostro team la canzone con quella parte, non tutti erano d’accordo che fosse una buona interpretazione della canzone. Tuttavia, noi quattro sentivamo di volere qualcosa del genere. So che può sembrare un po’ random, ma funziona anche molto bene con la canzone. [Ride]
Penso che siamo stati influenzati dall’andare a molti festival, dall’osservare diversi artisti e dal goderci i loro concerti o i loro DJ set. Volevamo provare qualcosa che non fosse sempre sulla stessa linea di ciò che ci si aspetta.

“Back to Me” mi riporta alle canzoni pop-punk che si ascoltavano nei primi anni 2000. Il tipo di canzone con cui si urlava, si scaricava la rabbia o la tensione.

Woosung: Siamo cresciuti ascoltando pop-punk alternativo. Abbiamo sempre avuto la voglia di creare qualcosa di simile e di cantarlo noi stessi. È una canzone da rock band. La stiamo solo riportando in auge.

Quali erano i gruppi pop punk che ascoltavate?

Woosung: All Time Low, Boys Like Girls, We The Kings. Never Shout Never. Tutti quei gruppi. Panic! At the Disco.

Jaehyeong: I was listening to Green Day, All Time Low.

Hajoon: I used to listen to Bon Jovi or Green Day.

Dojoon: Avril Lavigne, Green Day! Those kinds of legends.

Hajoon: Muse as well!

Woosung: My Chemical Romance.

Avete anche avuto un anno importante come gruppo, suonando in grandi festival e portando a termine un tour mondiale. Come definireste quest’anno per il vostro gruppo?

Woosung: Andare a questi festival e vedere persone diverse – non solo i nostri fan – apprezzare la nostra musica, ci ha dato una grande prospettiva su come facciamo musica e su come vogliamo procedere come The Rose in futuro. Penso che esibirci di fronte a queste folle ci abbia dato molte buone lezioni.

Avete festeggiato il vostro sesto anniversario lo stesso giorno in cui avete suonato al Lollapalooza. Come descrivereste il momento e la presenza dei vostri fan, conosciuti come Black Roses?

Woosung: Le parole non possono descriverlo. L’abbiamo detto anche durante lo show, perché abbiamo iniziato come band di strada. Se facevamo uno spettacolo in un club, c’erano circa 15 persone e cinque di loro erano nostri amici. Quindi per noi festeggiare i sei anni dei The Rose con non so quante persone è stato molto significativo. Ha dimostrato quanta strada hanno fatto il marchio Rose e la musica dei Rose. Siamo felici di essere in viaggio con i nostri fan.

Il giorno dopo vi siete esibiti in un aftershow senza scaletta, accettando le richieste del pubblico. Da dove è nata l’idea?

Woosung: Semplicemente facendo busking, esibendoci per strada. Siamo rimasti fedeli a come abbiamo iniziato.

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Dojoon: E’ stato uno spettacolo back-to-back nella stessa città dove si è tenuto il Lollapalooza. Ovviamente per il Lollapalooza c’era una scaletta apposita. Quindi, invece di rifare la stessa cosa il giorno dopo, (abbiamo pensato) perché non creare un piccolo momento con i/le Black Roses e i nostri fan? Volevamo creare qualcosa di speciale.

C’è stata una canzone che vi ha davvero sorpreso durante quello show?

Dojoon: Alcuni fan hanno richiesto la prima canzone che abbiamo scritto insieme, “Photographer”. Non l’avevamo memorizzata tutto alla perfezione. È stato molto interessante.

La musica rock non è qualcosa che molti in Nord America associano all’industria musicale coreana in questo momento. Credete che i The Rose abbiano hanno un ruolo nel far sì che la gente esplori i diversi generi della musica coreana?

Woosung: Penso che il rock sia sempre stato presente, ma non è famoso come il K-pop. In questo momento l’industria musicale preferisce il dance pop e la cultura si è spostata un po’ in quella direzione. Ma i gruppi [rock] ci sono sempre stati.
Non so se si possa dire davvero che stiamo stimolando qualcuno a diventare un gruppo rock o altro. Se così fosse, saremmo molto, molto onorati e felici di poter influenzare anche solo un po’ l’industria a porre maggior attenzione ai musicisti che suonano strumenti. Alla fine, rock, pop, ballate,… è solo musica. Siamo felici di fare musica nel modo in cui amiamo farla.

Dojoon: Vogliamo davvero parlare di più dello spirito, come lo spirito rock. Sai, anche le star del rap o altre pop star dicono “rock and roll” e “siamo rockstar”. Penso che ora la Corea sia più aperta e stia iniziando ad aprirsi all’immagine di una band. Come la struttura di una band di quattro elementi.

Woosung, hai collaborato con Suga dei BTS nel suo ultimo album e hai partecipato alla canzone “Snooze”. Nel suo documentario SUGA: Road To D-DAY, ha detto che la canzone è stata scritta pensando agli artisti, soprattutto quando si tratta di non rinunciare ai propri sogni. Mi sembra che questo rispecchi molto il viaggio dei The Rose. Com’è stata per te l’esperienza di far parte della canzone?

Woosung: Il fatto che lui abbia dato un consiglio di vita è stato bellissimo, perché questo potrebbe adattarsi a molte persone e a ciò che stanno vivendo oggi, anche senza che la musica faccia parte della loro vita. Siamo felici di condividere un messaggio di sostegno. Questo è ciò che i Rose sono, e questo è ciò che la musica dei Rose è. Ed è per questo che credo che Suga abbia pensato che io fossi adatto alla canzone.
Quando ho ricevuto per la prima volta le parti rappate e i testi, ho provato una sensazione di calore nei confronti del messaggio. Volevo fare del mio meglio per scrivere un ritornello che si adattasse al suo modo di rappare, con il testo giusto, che potesse rappresentare meglio il messaggio iniziale.

Presto tornerete in Canada e negli Stati Uniti. Cosa non vedete l’ora di fare nei prossimi mesi?

Woosung: In questo momento ci stiamo allenando per il tour. Stiamo arrangiando le canzoni, facendo pratica e cercando di trovare la giusta scaletta e la giusta produzione. I nostri spettacoli finora sono stati grandiosi, ma questo è sicuramente un livello superiore.
È un set completamente nuovo, con luci e schermi più grandi. Abbiamo sempre avuto in mente queste cose, ma non riuscivamo a farle nei locali in cui ci esibivamo. Credo che la musica non sia solo da ascoltare, ma anche da vedere, e questo comporta emozioni più grandi.

Fonte originale qui

Ascoltate DUAL qui

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Team delle traduzioni di Koreami.org