La leva militare in Corea del Sud – due opinioni

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Opinione 1. 

[Traduzione di Koreana]

Autore: Anton Hur (vi abbiamo parlato di lui qui) è uno dei principali, se non il principale traduttore coreano – inglese. Ha tradotto, fra le altre cose, Beyond The Story, la biografia del BTS uscita la scorsa estate.

Fonte: X (qui)

Data: 12 dicembre 2023

“Non sto ignorando le richieste (molto rispettose) di tradurre la lettera di Namjoon – è solo che mi sento incredibilmente ambivalente nei confronti della coscrizione militare in generale, a causa delle mie esperienze di servizio nell’esercito coreano e delle mie convinzioni politiche molto poco mainstream.
Durante il servizio militare, ho subito un infortunio, ho avuto un incidente in ambito edile che mi ha fratturato due vertebre e frantumato tutte le ossa del tallone. Tutt’oggi ho le vertebre fuse e circa 1/3 dello scheletro dei miei piedi è costituito da impianti in titanio. Nel 2002 sono stato nominato Persona di Meritevole Contributo allo Stato.
I miei medici dicono che è un miracolo che io 1) non sia morto, 2) non sia diventato paraplegico e 3) riesca a camminare. Si può dire che mi trovo in una posizione molto particolare per avere un’opinione sulla questione del servizio di leva.

La mia opinione è che sia troppo romanzata, al servizio dell’impero di qualcun altro.

E pur sapendo che i BTS non hanno mai chiesto l’esenzione – vogliono essere trattati in modo equo – sono anche dell’opinione impopolare che se esentiamo dal servizio militare i giocatori di calcio che non vincono nemmeno la Coppa del Mondo, avremmo dovuto esentare gli artisti n. 1 di Billboard.

Ma ai politici coreani interessa di più sentirsi il culo più grosso perché qualche altro coreano ha calciato un pallone in rete, anziché aver innanzato il vero “soft power” o la reputazione dell’arte coreana a livello internazionale. O, che ne so, ad esempio più che negoziare un trattato di pace con la Corea del Nord.
È vergognoso che sia il settantesimo anno del cessate il fuoco e non abbiamo ancora dichiarato la fine della guerra di Corea, e a pagarne le conseguenze sono ancora i nostri giovani, i cui genitori non erano nemmeno vivi nel 1950-3. Mi vergogno troppo e sono troppo arrabbiato con la Corea del Nord.

Mi vergogno e mi arrabbio troppo per questo stato penoso di divisione per tradurre la lettera. Abbiamo fallito e continuiamo a fallire nei confronti delle giovani generazioni per non aver posto fine a questa guerra. Mi sembra sbagliato tradurre la lettera di un giovane coraggioso che vuole dare conforto ai suoi amici. Mi dispiace.”

Autore: Park Jiwoon (novellista e traduttore coreano-canadese), commenta quanto scritto da Anton Hur

Fonte: Tik Tok (qui)

Data: 13 dicembre 2023

“Ok, ho appena letto un thread Twitter sulla posizione di Anton Hur sull’esercito coreano, che è stato stimolato dalle sue riserve sulla traduzione della lettera di Namjoon che ha a che fare con l’ingresso di Namjoon nel servizio militare. Ora, ho letto la lettera su Weverse, quindi mi limiterò a dire che la lettera in sé è piuttosto semplice. Namjoon parla di come il suo giorno sia finalmente arrivato, è stato così felice in questi dieci anni come membro dei BTS, crede che i 18 mesi di servizio saranno un periodo strano ma di apprendimento, spera di essere un po’ spaventato, ovviamente, ma è pronto ad affrontarlo, ringrazia i suoi fan, pensa che sia una benedizione che lui sia qualcuno che la gente aspetta e ricorda e sì, dice solo che è un breve addio fino al suo ritorno. Questa è la lettera.
Passiamo ora alla posizione di Anton sull’esercito: ha perfettamente ragione. Suggerisco a tutti di andare a vedere il thread su Twitter al riguardo, è molto illuminante, ma il nocciolo della questione è lo stesso per me. Penso che il sistema di leva sia un mucchio di stronzate, e questo non riguarda solo me o Anton, ma tutti. Tutti pensano, a un certo livello, che il sistema di leva sia superato. Le uniche persone che lo romanticizzano sono quelle che stanno solo dando spettacolo o, fondamentalmente, quelle che ci sono già andate e vogliono che tutti gli altri soffrano. E sapete come faccio a saperlo? Tutti quelli che ho conosciuto hanno cercato in qualche modo di ottenere un’esenzione o un trattamento preferenziale. Nessuno ci è entrato di sua spontanea volontà. Conosco un amico che è ingrassato di 70 chili per essere inserito nel servizio pubblico invece che nell’esercito, che è molto più – sapete – comodo, è più simile a un lavoro. Potreste pensare “Perché Namjoon non viene esonerato?”. Beh, sì, i BTS non l’hanno mai chiesta e lo fanno perché credono nella parità di trattamento, ma andiamo! Gli idioti figli viziati di politici e persone ricche vengono esentati e questi ragazzi no?
Non sono mai andato nell’esercito grazie al fatto che sono diventato canadese molto presto. In realtà non è stata nemmeno una mia decisione, ma di mio padre. Mio padre è uno Yuksasaeng e ha frequentato l’Accademia militare, crede in un esercito forte, crede nella difesa della patria. È talmente coinvolto che se scoppiasse una guerra nella Penisola in questo momento, tornerebbe di corsa nel suo vecchio corpo sopravvissuto al cancro per aiutare come può, e anche lui sapeva che la coscrizione era solo una balla, per questo mi ha fatto diventare canadese quando avevo 15 anni.

Non voleva che sprecassi due anni della mia vita… perché nessuno, e dico nessuno, nemmeno il mio amico che ha prestato servizio come ufficiale di traduzione accanto a un generale, una posizione molto comoda, pensava che il tempo trascorso nell’esercito fosse utile. È solo lavoro forzato, e in effetti il sistema di coscrizione è un danno per la società coreana. [La società coreana] Sta letteralmente sprecando il potenziale economico ed educativo di giovani nel fiore degli anni, non ha nemmeno più senso, perché non si può dire che la Corea non abbia i soldi per avere un esercito professionale permanente, e dovrebbe. Sapete quanta gente avrebbe voglia di arruolarsi alla prospettiva di avere una carriera stabile? La gente farebbe la fila e non si tratterebbe di un gruppo di giovani che sprecano i loro anni migliori. Sarebbero volontari pagati adeguatamente, ma (i governanti coreani) non lo faranno mai perché il lavoro forzato sia più economico, immagino. I miei pensieri sulla Corea del Nord sono molto stratificati, così come i miei pensieri sulla situazione generale della Penisola e non ho il tempo di analizzare tutto qui. Capisco la necessità di difendersi, ma le condizioni sono molto diverse rispetto alla guerra di Corea. La Corea del Nord non ha nemmeno carri armati in grado di sparare mentre in movimento. La Corea del Sud ha i sistemi di blindatura più avanzati al mondo. La Corea del Nord, secondo quanto riferito, non ha nemmeno abbastanza carburante per addestrare i suoi piloti, quindi perché dipendiamo da sistemi obsoleti – perché è questo che è la coscrizione, una vestigia dei vecchi tempi, e in questo contesto l’attuale sistema di coscrizione non va bene, non va bene, e capisco perfettamente, specialmente Anton che ha subito un incidente quasi mortale nell’esercito, che si senta ambivalente riguardo al servizio.”

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Opinione 2. 

[Traduzione di Sirio]

Autore: David A. Tizzard

Fonte: The Korea Times (qui)

Data: 17 dicembre 2023

Gli uomini coreani conducono un’esistenza contraddittoria. Sono sia adorati che disprezzati in egual misura. Coloro che subiscono il fascino del K-pop e dei K-drama pensano che gli uomini coreani siano alti, sensibili, affascinanti e devoti a un’unica partner al punto da diventare gelosi e ossessionati dal loro amore. Secondo un altro punto di vista, gli uomini coreani sono poco più che coglioni, colpevoli di perpetuare un patriarcato distruttivo sul Paese, e i loro genitali vengono felicemente derisi online. Entrambe le visioni sono, ovviamente, incredibilmente estremiste e offrono ben poco in termini di verità o di realtà. C’è anche parecchia ironia nel fatto che coloro che sostengono la seconda visione totalmente negativa si considerino i più progressisti.

La stragrande maggioranza degli uomini coreani, quelli che non si vedono nei k-drama o che non commettono atti di violenza estrema che la gente usa per costruire generalizzazioni e stereotipi dannosi, sono semplicemente come voi e me. Vanno a scuola, lavorano, pagano le tasse, guardano YouTube, si preoccupano del loro peso e si mettono le dita nel naso quando nessuno li guarda. I loro valori e le loro convinzioni, proprio come i nostri, sono probabilmente influenzati dal loro status socio-economico e dalla loro educazione, così come lo sono da un qualsiasi serio periodo di auto-riflessione. Sono allo stesso tempo degli individui unici e un prodotto della società che li ha generati.

Struttura della società coreana

È anche una società che esige molto da loro. Per essere un uomo coreano, per vedere convalidata la propria etnia, per essere considerato un membro legittimo della Nazione coreana, è necessario obbedire. Mentre gran parte del mondo moderno ci incoraggia, anzi quasi pretende, che perseguiamo la nostra libertà e le nostre scelte, che ci immaginiamo a spingere felicemente il masso su per la collina nichilista e senza senso del capitalismo neoliberale, come il Sisifo di Camus, agli uomini coreani viene detto di seguire gli ordini. Il loro tempo, il loro spazio, persino i loro capelli, non sono loro. Appartengono alla Nazione. Una Nazione che ha prodotto tanto di ciò che la gente ama, che è risorta dalle ceneri della guerra e della povertà come quella fenice che adorna lo stemma del Presidente della Repubblica, e che tuttavia porta ancora con sé il trauma e la memoria delle cicatrici imposte dall’esterno.

La Corea non ha chiesto di essere trascinata nel sistema internazionale. Non voleva essere colonizzata dal Giappone. Non era d’accordo con la linea tracciata sul suo territorio da due soldati americani su una copia del National Geographic a Washington. Eppure quella linea esiste ancora oggi e la sua popolazione si separa sempre di più. Le loro famiglie, la loro cultura e la loro storia sono divise dalle cicatrici della guerra fredda. La battaglia ideologica tra due schieramenti opposti, ognuno dei quali insisteva nel possedere l’unica verità, senza riuscire a vedere le proprie somiglianze con l’altro, non si è semplicemente conclusa a Berlino, Varsavia o Mosca. Ha trovato la sua strada verso ” il paese della calma mattutina” e si è radicata più profondamente che in qualsiasi altro luogo. Pechino e Londra, ad esempio, possono permettersi il lusso di stare da una parte o dall’altra del dibattito ideologico. Qui in Corea, invece, entrambe le fazioni sono presenti contemporaneamente e di conseguenza la guerra non è mai cessata.

Quando la gente sente le notizie sulle più recenti star del K-pop che vengono arruolate nell’esercito coreano, spesso trascura di comprendere il motivo per cui in primo luogo sono state arruolate. Non è a causa di uno speciale carattere asiatico o di un’idiosincrasia della politica coreana. È semplicemente perché ci sono due Coree, ognuna delle quali rivendica la legittimità sull’intero territorio e vorrebbe che il proprio sistema ideologico ottenesse il controllo. Se pensate che la guerra di Corea (1950-1953) sia ormai storia passata, provate a dirlo agli uomini coreani a cui ancora oggi viene chiesto di indossare l’uniforme, rasarsi la testa, strisciare nel fango, sparare con fucili, dormire in dieci in una stanza ed entrare in una camera a gas lacrimogeno, come parte del loro addestramento obbligatorio.

Qualunque cosa si possa pensare della Corea del Nord, essa è pesantemente armata. Inoltre, i recenti sviluppi in Ucraina e a Gaza ci hanno dimostrato che non dobbiamo sottovalutare nessuna situazione di questo tipo. Pyongyang ha dato il suo sostegno a Mosca e Pechino in questa battaglia. Il presidente Kim Jong-un ha incontrato Vladimir Putin all’inizio di quest’anno, ha ribadito la loro amicizia e successivamente ha iniziato un massiccio trasferimento di armi e altre attrezzature attraverso il confine tra Russia e Corea del Nord su centinaia di treni non contrassegnati. Non si tratta di un K-drama, ma della vita vera. Tutto ciò avviene a pochi chilometri da dove mi trovo attualmente, sulle montagne della provincia di Gangwon. Posso vedere i carri armati sulla strada.

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Il leader dei BTS è consapevole di tutto questo e lo ha spiegato brillantemente in un’intervista a un giornale spagnolo: “La Corea è un Paese che è stato invaso, sfruttato e diviso in due. Un paese che settant’anni fa non aveva nulla. Oggi, tutto il mondo guarda alla Corea. Come pensate che sia stato possibile? Perché la gente lavora fottutamente sodo per migliorare se stessa. Francia e Regno Unito hanno colonizzato altri Paesi per secoli e adesso mi dicono: “Oh mio Dio, voi coreani vi mettete così tanto sotto pressione, la vita in Corea sembra così stressante”. È vero. È così che abbiamo ottenuto risultati”.

Rispettare i BTS

Il fatto che i BTS stiano prestando il servizio militare è una buona cosa. E li rispetto per questo. Se mai dovessi incontrarli, li ringrazierei più per il loro servizio nazionale che per la canzone “Permission to Dance . Tuttavia (i BTS), non hanno scelto di fare il servizio militare. Nessuno lo fa. Pochissimi uomini coreani vogliono rinunciare a quasi due anni della loro vita per prendere parte a quelle che probabilmente saranno azioni banali e ripetitive. Proprio come i cinque che li hanno preceduti, Jimin e Jungkook scaricheranno sul loro telefono l’applicazione che indica quanti giorni di servizio devono ancora svolgere e guarderanno il lento conto alla rovescia. Saranno annoiati, frustrati e indottrinati in un esercito più potente della loro stessa base di fan (ndt: un altro gioco di parole basato sul nome del fandom “Army” e la parola inglese che indica esercito). Lo streaming mirato e coordinato su più dispositivi da parte di fan devoti può portarti in cima alle classifiche, ma ha poco effetto sulla realtà della minaccia militare della Corea del Nord o sul governo coreano.

La cosa più sorprendente nel vedere questi tipi svolgere il loro servizio militare è il messaggio che inviano alla nazione: siamo tutti uguali. Sarebbe stato piuttosto facile per loro o per la loro azienda argomentare su quanto denaro guadagnano o sul prestigio che portano al Paese. Ma le finanze o la fama non dovrebbero mettere qualcuno al di sopra della legge. Che uno guadagni cinque dollari all’ora in un caffè o cinque milioni di dollari cantando canzoni, tutti dovrebbero obbedire e seguire la stessa legge perché ciò abbia un significato. Questo è ciò che accomuna tutti gli uomini coreani, che siano di destra o di sinistra, che siano belli o meno, che siano ricchi o poveri, che vogliano sposarsi o rimanere single, tutti devono passare quasi due anni della loro vita a servire il proprio Paese. Una tale dedizione all’uguaglianza e all’equità è davvero ammirevole. Spesso le persone parlano in toni incredibilmente denigratori dello stato di diritto coreano, ma da questo punto di vista funziona molto bene. Inoltre, trasmette il giusto messaggio al resto della società.

Durante una recente intervista con un amico che scrive per il Washington Times, ho cercato di sottolineare come la questione non riguardasse solo i BTS. Ho ricordato che G-Dragon e Taemin, due artisti incredibilmente famosi e spesso noti per la loro posizione che sfida le convenzioni di genere, abbiano entrambi completato il loro servizio. Di come mia nipote sia attualmente sconvolta dal fatto che i quattro membri dei Monsta X, in particolare Minhyuk, stiano svolgendo il loro servizio. Concentrandoci sui BTS, dimentichiamo la cosa più importante: che la cosa si applica a tutti. Al ragazzo del minimarket, all’uomo della metropolitana e al tizio che borbotta tra sé e sé sul suo smartphone a proposito dell’aumento del prezzo del kimbap e della difficoltà di trovare un posto abbordabile in cui vivere a Seoul. Le BLACKPINK hanno recentemente firmato un prolungamento del contratto e hanno ricevuto un MBE (Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico, ndt.)da Re Carlo III. 
I membri dei BTS hanno ricevuto un taglio di capelli e una lettera di coscrizione di due anni. Quando si parla della crescente presenza di membri internazionali e di artisti generati dall’AI nel K-pop, non si dovrebbe dimenticare questo particolare aspetto della società e della storia coreana. Il semplice capitalismo impone che un uomo coreano non sia sempre la scelta migliore. Piuttosto, è meglio avere qualcuno che sembri coreano, o che sia cresciuto all’estero, e che sia disposto a rinunciare alla propria cittadinanza.

In difesa degli uomini coreani

Sarebbe stato facile per la Corea, per l’esercito e per i membri dei BTS cercare un modo per aggirare la situazione. Dire che la loro posizione, duramente guadagnata, li pone al di sopra della legge e del dovere nazionale. Ma non l’hanno fatto. E questo merita molto rispetto. Inoltre, invia un messaggio molto forte al resto della società che, si spera, avrà un effetto profondo e duraturo. Mio cognato è un tenente colonnello dell’esercito, mio nipote inizierà presto il servizio e tra circa dieci anni mio figlio dovrà fare il suo. Nel mio podcast ho recentemente parlato con tre giovani che conosco molto bene (Park Kyung-hoon, Park Inu e Lee Seung-il), delle loro esperienze militari obbligatorie. Questi sono gli uomini coreani che conosco e rispetto. E, qualunque cosa si dica su di loro in rete, li rispetto tutti e li ringrazio per il loro servizio. La Corea del Sud è un Paese sicuro e prospero. Uno dei motivi per cui è così, e per cui i coreani dormono tranquilli nei loro letti, è che tutti gli uomini coreani, a prescindere dal denaro o dalla fama, servono con orgoglio la loro nazione.

David A. Tizzard ([email protected]) ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi Coreani e insegna alla Seoul Women’s University e alla Hanyang University. È un opinionista socio-culturale e musicista che ha vissuto in Corea per quasi due decenni. È anche il conduttore del podcast Korea Deconstructed, disponibile online.

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Team delle traduzioni di Koreami.org