In che modo le severe leggi antidroga della Corea del Sud hanno avuto un ruolo nella morte del celebre attore di “Parasite”
di Jae-Ha Kim
dicembre 2023
Traduzione di Sirio
Nella giornata del 27 dicembre 2023, l’attore Lee Sun-kyun è deceduto per presunto suicidio.
La moglie, l’attrice Jeon Hye-jin, allarmata dal ritrovamento di quello che sembrava essere un biglietto d’addio, ha chiamato la polizia. Quando lo hanno trovato nel centro di Seul, l’attore era già morto. Sebbene il referto dell’autopsia non sia ancora disponibile, gli esperti ipotizzano che sia morto per avvelenamento da monossido di carbonio, causato dal bricchetto di carbone trovato sul sedile del passeggero della sua auto.
La sua agenzia ha confermato il decesso con un comunicato:
Questa è la Hodu&U Entertainment. Siamo spiacenti di darvi una triste notizia. L’attore Lee Sun-kyun è deceduto il 27 dicembre. Non c’è modo di contenere il nostro cordoglio e disperazione. Vi chiediamo rispettosamente di astenervi dal diffondere notizie false, basate su speculazioni o malignità, affinché l’ultimo viaggio del defunto avvenga in pace. I funerali si svolgeranno in forma privata con la partecipazione della famiglia e dei colleghi in lutto. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze per il suo ultimo viaggio.
Nato il 2 marzo 1975 a Seoul e formatosi alla Korea National University of Arts, Lee ha debuttato come attore professionista nel cortometraggio del 2000 “Psycho Drama”, seguito dallo spettacolo teatrale del 2001 “The Rocky Horror Picture Show” (dove ha interpretato Brad Majors) e dalla serie televisiva del 2002 “Lovers”. Grazie al suo innegabile talento, al suo bell’aspetto e alla sua voce ricca e profonda, Lee è diventato uno degli attori preferiti per i K-drama, dopo aver ottenuto ruoli chiave in “Coffee Prince”, “Pasta” e “My Mister”. È stata però la sua interpretazione del ricco patriarca di famiglia, Mr. Park, nel film Parasite di Bong Joon-ho, vincitore di un premio Oscar, a fargli guadagnare il riconoscimento internazionale.
Lee, 48 anni, lascia la moglie e i due figli (di 14 e 12 anni). Il suo funerale è previsto presso la sala funeraria dell’ospedale dell’Università Nazionale di Seoul.
Che possa riposare in pace. E che la sua famiglia possa trovare la forza di sopportare questa tragedia.
Fatti relativi alle accuse contro l’attore
20 ottobre 2023
L’agenzia di stampa Yonhap riporta: ” La polizia metropolitana di Incheon ha avviato un’indagine nei confronti di otto persone, tra cui [Lee Sun-kyun] e i figli di un chaebol, per le accuse di aver assunto più volte droghe illegali quest’anno”. Lee ha negato di aver assunto droghe illegali. (La marijuana è illegale in Corea del Sud). La Hodu&U Entertainment ha risposto dicendo che è stato l’attore in persona a segnalare la cosa alla polizia quando ha presentato una denuncia per ricatto contro una delle persone coinvolte nell’indagine”. A quanto pare, Lee aveva pagato a quella donna una somma di denaro considerevole (quasi 300.000 dollari).
28 ottobre
Lee è stato convocato di lì a breve per un interrogatorio da parte della polizia, durante il quale ha negato di aver assunto marijuana e psicofarmaci a casa della donna. Il fatto che la donna fosse giovane (ventenne) e lavorasse in un bar di alto livello a Gangnam, non ha fatto altro che alimentare le voci volgari secondo le quali andava a letto con delle prostitute. Inoltre, i netizen hanno iniziato a diffondere voci sul fatto che in passato avesse tradito la moglie con la co-star di Parasite Cho Yeo-jeong. Le “prove”? Non c’erano. I netizen hanno fatto ipotesi basandosi su foto che ritraevano le due star abbracciate… per celebrare il successo del loro film… in pubblico… circondate dalle loro co-star, dal pubblico e dai media.
Continuo a pensare a sua moglie e ai suoi figli. Continueranno a pagare il prezzo non solo di ciò che presumibilmente avrebbe fatto, ma anche di come è morto. Tanto dolore e dispiacere. E per cosa? Qual è la lezione? Non fare nulla che porti vergogna a ‘noi? – Joy Lieberthal Rho, LCSW
4 novembre
Lee viene nuovamente interrogato dalla polizia. Nello stesso mese, il Servizio nazionale forense coreano ha eseguito un’analisi antidroga su alcuni campioni di capelli. La polizia ha condotto anche un’analisi con i reagenti. Entrambe sono risultate negative. Durante questo periodo, Lee ha ammesso di aver assunto solo sonniferi in polvere dal naso, cosa che la sua accusatrice ha detto non essere vera. Sì, sembra una bugia poco plausibile. Se penso che fumasse erba? Sì, ma non credo che abbia inalato un sonnifero. Penso che abbia inalato un sonnifero con una cannuccia? No. Penso che avrebbe dovuto essere messo sotto torchio per aver fumato erba? No. Tuttavia, un test con la macchina della verità avrebbe aiutato a stabilire se stesse dicendo la verità. [Sì, mi rendo conto che non sarebbe stato ammissibile in tribunale, ma in un caso in cui la parola di lui è contro quella di lei, avrebbe potuto far luce su ciò che è realmente accaduto].
24 dicembre
La polizia ha interrogato Lee per 19 ore. In quella fase, Lee ha chiesto di sottoporre alla macchina della verità sia se stesso che la sua accusatrice (che ha detto di aver assistito all’uso di droghe in casa sua).
27 dicembre
Lee viene trovato privo di sensi nella sua auto, in quello che molto probabilmente sarà considerato un suicidio dall’imminente autopsia.
Il suicidio in Corea del Sud
Attualmente sto guardando il kdrama “Welcome to Samdal-ri”, in cui la protagonista femminile (interpretata da Shin Hye-sun) è accusata di aver maltrattato senza pietà una sua subordinata, la quale sostiene di essere stata spinta a tentare il suicidio a causa del suo capo. Nonostante non ci siano prove che Sam-dal abbia fatto del male alla sua sottoposta… nonostante tutti sappiano che non avrebbe mai fatto la prepotente con nessuno… nonostante i colleghi di lavoro non abbiano mai assistito a nulla di tutto ciò… tutte le persone, tranne una manciata, le voltano collettivamente le spalle, trasformandola in una paria da un giorno all’altro.
I netizen che non conoscevano nulla del caso, se non la versione della vittima, hanno affondato gli artigli in Sam-dal, diffondendo in rete commenti diffamatori. Per loro era un gioco e un divertimento. Persino gli amici dei suoi genitori si sono chiesti se avesse fatto le cose che i media riportavano. La finzione diventa verità se abbastanza persone ci credono, giusto?
A seguito della morte di Lee Sun-kyun, sui social media e sui giornali si leggerà molto di come la Corea del Sud detenga il più alto tasso di suicidi di tutti i Paesi – 26 morti per suicidio ogni 100.000 abitanti, secondo Statista. (A titolo di confronto, i dati degli Stati Uniti indicano un tasso di suicidio di 14 morti ogni 100.000). E mentre qualcuno sicuramente scriverà un articolo sul fatto che i sudcoreani sarebbero predisposti a morire suicidi, è importante ricordare come la Corea del Sud sia diventata una potenza economica e come il benessere dei suoi cittadini sia secondario alla grandezza del Paese.
L’ascesa della Corea del Sud a potenza economica è avvenuta rapidamente. In seguito alla guerra di Corea dal 1950 al 1953 – anche se tecnicamente la Corea del Nord e la Corea del Sud sono ancora in guerra – la Corea del Sud era uno dei Paesi più poveri del mondo. All’epoca non era una nazione sviluppata. Ma dal 1961 al 1997, il governo ha spinto per una rapida crescita economica – o quello che viene definito il Miracolo sul fiume Han. Tra gli elementi che hanno contribuito a questo sviluppo c’è l’enfasi sull’istruzione della popolazione, l’imposizione di un’etica del lavoro implacabile e l’incoraggiamento ai cittadini affinché lavorassero all’estero per inviare in patria denaro straniero di valore superiore.
Per ottenere un “miracolo” paragonabile a quello che è avvenuto in Germania, dovremmo avere un’austerità e una diligenza paragonabili a quelle dei tedeschi.” -Primo Ministro Chang Myon, 1961
Provate a pensare a questa affermazione e poi riflettete su come doveva essere la Corea del Sud in quel periodo. Una parte di questo atteggiamento è stata trasmessa ai figli, ai nipoti, ai pronipoti e così via.
Nel 2019 la rivista VARIETY mi ha chiesto di scrivere in merito all’allarmante tasso di suicidi tra le celebrità sudcoreane. Per quell’articolo ho intervistato numerosi esperti di salute mentale e di cultura, le cui parole mi tornano in mente oggi. Mi sono ricordata di ciò che mi disse Jeeheng Lee dell’Università Chung-Ang di Seul:
I coreani hanno un rigido codice morale per le loro celebrità
Royce Lee, professore associato di psichiatria e neuroscienze comportamentali all’Università di Chicago, ha aggiunto all’epoca:
Tutte le culture hanno uno stigma nei confronti delle malattie mentali, non è una caratteristica esclusiva della Corea. Ma quando si parla di celebrità, l’intersezione tra cultura e psicologia diventa molto importante. L’idea di dover compiacere tutti è un’idea molto coreana e allo stesso tempo un problema molto comune legato alla popolarità. Quindi è un doppio colpo.
La responsabilità individuale, però, non è sufficiente. È necessario un cambiamento sociale.
Il pubblico, i media e la cultura devono orientarsi verso un’accettazione piuttosto che pretendere che gli artisti si conformino per venire incontro alle nostre aspettative
ha aggiunto Lee dell’Università di Toronto.
Altrimenti, queste star rimangono intrappolate in un circolo di abusi che non avrà mai fine.
Ieri sera e questa mattina, molti fan di Lee Sun-kyun hanno pianto la sua tragica morte. Alcuni si sono chiesti se vi fossero altri problemi che lo hanno spinto a togliersi la vita. Io sostengo che, indipendentemente dal fatto che fosse colpevole di aver assunto droghe, gli altri problemi erano legati alle accuse. La causa e l’effetto di tutto questo è la morte di questo povero uomo. È stato svergognato per il suo presunto uso di droga… per aver tradito la moglie… per aver frequentato i bordelli. Niente di tutto questo è stato provato, perché non sono state fornite prove (ricordiamo che i test antidroga a cui si era sottoposto erano già risultati negativi).
Oggi pomeriggio ho chiesto alla terapeuta coreano-americana Joy Lieberthal Rho di aiutarmi a dare un senso a questa tragedia evitabile. Nata in Corea del Sud dove ha trascorso parte della sua infanzia, mi ha detto:
Disciplinare è insegnare – un codice di comportamento, lo studio della conoscenza. Quando una società si serve della vergogna come metodo di disciplina, ogni comportamento che essa ritiene vergognoso viene interiorizzato come indegno, persino di vivere. L’arbitro effettivo è quindi la società, il costrutto amorfo che decide chi è meritevole e chi no. A questo si aggiunge l’idea che la Corea è una cultura collettiva. Quindi nella società che enfatizza il collettivo e disciplina attraverso la vergogna, l’individuo, persino l’intimità di ciò che accade in una singola relazione, è oggetto di scrutinio e giudizio. Continuo a pensare agli “scandali” delle celebrità qui negli Stati Uniti e a come l’idea della vergogna collettiva non faccia parte della discussione. Le singole indiscrezioni, i comportamenti criminali e simili sono solo questo – individuali, non una dichiarazione su come l’America è percepita o vista, su come una famiglia è marchiata o dev’essere giudicata.
Penso a tutto ciò che lui ha perso in questi due mesi. Lee si è ritirato dal ruolo di protagonista nel prossimo film “No Way Out” dopo che le accuse sono state rese pubbliche. Si potrebbe obiettare che è stata una sua decisione, ma in realtà che scelta aveva? Ha già visto cosa è successo all’attore di “Burning” Yoo Ah-in, che è stato arrestato a marzo dopo essere risultato positivo a cocaina, propofol, ketamina e cannabis.
Il 24 maggio, mentre veniva condotto in tribunale con i polsi legati, qualcuno tra la folla ha lanciato una bottiglietta di caffè contro Yoo. In seguito alla detenzione preventiva dell’attore, il 21 settembre, un altro anti-fan gli ha lanciato sprezzantemente una mazzetta di denaro, prendendo in giro l’attore perché la usasse per pagare la cauzione.
Sì, la Corea del Sud ha una delle leggi antidroga più severe al mondo. E ogni coreano lo sa. Allora perché sperimentare le droghe, ci si potrebbe chiedere? Per lo stesso motivo per cui la gente fa molte cose. Perché avere una scappatella quando si può andare in prigione? (L’adulterio è rimasto illegale in Corea del Sud fino al 2015). Secondo gli psicologi, si tratta dell’effetto di falso consenso, per cui le persone possono pensare che, dato che tutti lo fanno, non può essere un male.
Da un punto di vista profano, mi chiedo se il modo in cui trattiamo le celebrità contribuisca a farle sentire invincibili e, forse, intoccabili da parte della legge.
Ovviamente, non tutte le celebrità coreane hanno avuto la carriera rovinata da accuse di droga. Nel 2009, l’attore di “Princess Hours” Ju Ji-hoon è stato condannato a sei mesi di reclusione, 120 ore di servizi sociali e una multa di ₩360.000 – circa 286 dollari – per aver assunto ketamina ed ecstasy. Ha scontato la pena arruolandosi nel servizio militare obbligatorio della Corea del Sud e ha ripreso a recitare dopo essere stato rilasciato. In seguito ha recitato nella popolare serie di Netflix “Kingdom”.
C’è poi lo strano caso dell’attore Lee Geung-young, arrestato nel 2002 per prostituzione minorile e condannato a 10 mesi di reclusione e 160 ore di servizi sociali. Alcune reti coreane l’hanno bandito per alcuni anni dalle loro trasmissioni. Tuttavia, l’industria dell’intrattenimento coreana lo ha perdonato abbastanza in fretta. Tranne un paio di anni in cui non ha lavorato, la sua carriera cinematografica è fiorita ed è tornato a recitare nei K-drama. Il ruolo che interpreta è sempre lo stesso: un uomo anziano, apparentemente gentile, che è la mente di un piano diabolico. Suppongo che il suo bagaglio personale contribuisca a far rabbrividire gli spettatori alla sua vista (ha recitato in quattro serie coreane di alto profilo nel 2022 ed è apparso in “Dr. Romantic 3” di quest’anno). In alternativa, i responsabili del casting coreani non si curano del traffico di ragazze minorenni.
E non posso fare a meno di chiedermi… se Lee Sun-kyun fosse stato meno famoso… i media, i pubblici ministeri e i netizen si sarebbero accaniti nello stesso modo sul suo presunto uso di droga?
Continuo a pensare a sua moglie e ai suoi figli”, ha detto Lieberthal Rho, LCSW. “Continueranno a pagare il prezzo non solo di ciò che avrebbe fatto, ma anche di come è morto. Tanto dolore e dispiacere. E per cosa? Qual è la lezione? Non fare nulla che porti vergogna a ‘noi'”?
Fonte all’articolo orginale a questo link
