The Korea Times
luglio 2024
traduzione di Sirio
La Corte Suprema della Corea del Sud ha riconosciuto nuovi diritti alle coppie omosessuali questo giovedì, sancendo l’obbligo per lo Stato di fornire un’assicurazione sanitaria al partner di un uomo gay, in una sentenza storica che ha suscitato il pianto di gioia degli attivisti.
La Corte ha stabilito che “l’assicurazione sanitaria nazionale deve riconoscere la copertura assicurativa per il coniuge alle coppie omosessuali” e gli attivisti hanno esultato durante la lettura del verdetto.
La sentenza, che non può essere impugnata in quanto emessa dalla più alta corte del Paese, implica che i coniugi dello stesso sesso possono ora registrarsi come persone a carico nell’assicurazione sanitaria del proprio partner.
“È una discriminazione basata sull’orientamento sessuale quella di escludere la coppia solo perché è dello stesso sesso”, ha sentenziato la corte.
“È un atto discriminatorio che viola la dignità e i valori umani, il diritto di perseguire la felicità, la libertà di privacy e il diritto di essere uguali davanti alla legge; il grado di violazione è grave”.
La causa è stata intentata da una coppia gay, So Seong-wook e Kim Yong-min, che vivono insieme e hanno celebrato il loro matrimonio nel 2019.
Tuttavia, non aveva validità legale, poiché la Repubblica di Corea non riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Nel 2021, So aveva citato in giudizio il Servizio nazionale per l’assicurazione sanitaria (NHIS) per aver interrotto le prestazioni a favore del suo partner – che egli aveva registrato come a carico – dopo aver scoperto che si trattava di una coppia gay.
In una storica sentenza emessa lo scorso anno, l’Alta Corte di Seoul ha dato ragione alla coppia, obbligando l’NHIS a ripristinare le prestazioni di assistenza ai congiunti.
Il servizio, che concede prestazioni di copertura coniugale ai coniugi in regime di comunione dei beni, ha impugnato la decisione, portando il caso alla Corte Suprema.
Vittoria storica
La sentenza della Corte Suprema rappresenta un momento cardine per la comunità LGBTQI del Paese e le persone sono uscite dal tribunale reggendo ombrelli arcobaleno e asciugandosi lacrime di gioia.
Sebbene il Paese non riconosca i matrimoni omosessuali, le relazioni gay non sono perseguibili penalmente. Tuttavia, le persone LGBTQ tendono a vivere in gran parte sotto traccia.
Gli attivisti sottolineano da tempo la necessità di una legislazione contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale.
Una legge antidiscriminazione di cui si è discusso ampiamente, ha languito per anni nel parlamento coreano, a causa della mancanza di consenso tra i deputati.
Fuori dalle aule del tribunale, prima dell’emissione della sentenza, le organizzazioni cristiane anti-LGBTQI hanno messo in scena una protesta, reggendo striscioni che recitavano: “Pentiamoci davanti al Signore”.
Quando la coppia So Seong-wook e Kim Yong-min ha tentato di tenere una conferenza stampa dopo il verdetto, gli attivisti cristiani l’hanno interrotta pregando ad alta voce e gridando: “L’omosessualità è un peccato!”.
Amnesty International ha dichiarato che la sentenza è “una vittoria storica per l’uguaglianza e i diritti umani in Corea del Sud”.
“La Corte ha compiuto un passo significativo verso lo smantellamento della discriminazione sistemica e l’inclusione di tutti”, ha dichiarato il Gruppo per i diritti.
“Sebbene questa decisione rappresenti un’importante pietra miliare, il caso stesso ci ricorda i lunghi processi giudiziari che le coppie formate da persone dello stesso sesso devono affrontare per ottenere diritti fondamentali e che dovrebbero essere universalmente garantiti.
“È scoraggiante che nel 2024 le coppie dello stesso sesso debbano ancora affrontare ostacoli così rilevanti per ottenere l’uguaglianza”. (AFP)
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