Traccia x Traccia: Attraverso Übermensch (G-Dragon)

Elisa
By Elisa
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Dopo dodici anni di attesa, G-Dragon torna con Übermensch, un album che segna il suo ambizioso ritorno sulla scena musicale globale. Ispirato al concetto nietzschiano del superuomo, questo terzo lavoro in studio rappresenta il tentativo del re del k-pop di trascendere se stesso, presentando una versione più forte e resiliente, senza perdere la sua carica emotiva.

Le otto tracce dell’album spaziano tra generi diversi, dall’elettronica al pop, dal rock alla ballata pianistica, confermando la sua abilità di reinventarsi. Nonostante l’innegabile qualità produttiva e la versatilità artistica dimostrata, secondo la mia opinione Übermensch non riesce pienamente a soddisfare l’enorme aspettativa generata da un’assenza così prolungata.

Tra Ambizione e Nostalgia

Übermensch rappresenta il culmine di un percorso artistico iniziato con Heartbreaker (2009) e proseguito con Coup D’Etat (2013). In questo nuovo capitolo, G-Dragon abbraccia sonorità più luminose e ottimistiche, mantenendo il suo caratteristico eclettismo. L’album si apre con una collaborazione nostalgica con i suoi compagni dei BIGBANG, per poi esplorare territori sonori diversi, dalla dance all’hip-hop, fino a ballate più introspettive.

La produzione è impeccabile, con beat taglienti, melodie accattivanti e l’inconfondibile voce di G-Dragon che si alterna tra rap aggressivo e canto melodico. Tuttavia, la scelta di TOO BAD e DRAMA come title tracks appare controversa, poiché non rappresentano necessariamente il meglio che l’album ha da offrire. Brani come HOME SWEET HOME, TAKE ME e GYRO-DROP avrebbero potuto essere scelte più audaci e rappresentative dell’essenza dell’artista.

A mio avviso, si fa sentire la mancanza di una traccia puramente rap, simile a Bulls**t del suo EP del 2017 Kwon Ji-yong. Questo, insieme ad alcune scelte produttive più sicure rispetto ai suoi lavori precedenti, fa sì che l’album non raggiunga le vette artistiche rivoluzionarie attese dopo una così lunga pausa.

Nonostante ciò, l’album rimane più che godibile. Ogni traccia rappresenta un tassello diverso del mosaico artistico di G-Dragon, dimostrando ancora una volta la sua capacità di spaziare tra generi diversi mantenendo una coerenza stilistica riconoscibile. Vediamole assieme, traccia x traccia.

1. HOME SWEET HOME (feat. TAEYANG & DAESUNG)

Il brano d’apertura è un perfetto ponte tra passato e presente, con G-Dragon che si riunisce con TAEYANG e DAESUNG, suoi compagni nei BIGBANG. Una traccia che mescola elementi rock nostalgici con armonie stratificate, creando un’atmosfera che richiama i fasti del passato ma con una produzione moderna. Il ritornello, dove TAEYANG dichiara che i “Golden Days sono ancora vivi“, sembra una dichiarazione d’intenti per tutto l’album: G-Dragon è qui per dimostrare che, nonostante gli anni di assenza, è ancora una forza dominante nel k-pop. La combinazione delle tre voci crea momenti di pura magia musicale, ricordando ai fan perché i BIGBANG erano – e sono – considerati rivoluzionari nel loro genere.

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2. POWER

Secondo brano e singolo pre-release, POWER è un’affermazione di forza e resilienza. Con la sua produzione colorata e sicura, G-Dragon rappa sulla sua capacità di resistere alle avversità e di emergere più forte che mai. Il testo è un chiaro riferimento alla filosofia dell’übermensch, con frasi come “Dimostro a tutti che si sbagliano, ho tutte le ricevute” che esemplificano perfettamente il tema centrale dell’album. Musicalmente, è un pezzo che cattura l’essenza del G-Dragon più spavaldo e sicuro di sé, con beat incisivi e una performance vocale che alterna momenti di aggressività a passaggi più melodici.

3. TOO BAD (feat. Anderson .Paak)

La collaborazione con Anderson .Paak porta una ventata di freschezza all’album. Un brano funk-heavy con groove irresistibili, TOO BAD è probabilmente la traccia più orientata al club dell’intero progetto. La chimica tra i due artisti è palpabile, con G-Dragon che mostra il suo lato più giocoso e Anderson .Paak che aggiunge il suo inconfondibile tocco. Il video musicale, con la partecipazione speciale di Karina delle aespa, amplifica ulteriormente l’energia contagiosa del brano. Nonostante sia stata scelta come title track, la canzone sembra manchevole di quel fattore sorpresa che ci si aspetterebbe da un singolo di ritorno dopo uno hiatus così prolungato.

4. DRAMA

Un cambio di atmosfera totale con questa ballata pianistica emotivamente intensa. G-Dragon si mette a nudo, raccontando le pressioni di trovarsi costantemente sotto i riflettori. Nel video, la sua rappresentazione come bambola a carica meccanica è una potente metafora dell’industria dell’intrattenimento che lo costringe a esibirsi anche quando esausto. Vocalmente, G-Dragon mostra una versatilità impressionante, cantando tra l’altro in ben tre lingue diverse: inglese, cinese e coreano. Nonostante la potenza introspettiva del brano, pare una scelta insolita come seconda title track di un album così significativo, che avrebbe potuto beneficiare di un singolo più d’impatto.

5. IBELONGIIU

Una canzone d’amore che evoca sensazioni più spensierate. G-Dragon racconta di una dedizione totale al/la proprio/a amante, con un’energia positiva che pervade l’intera traccia. La combinazione di note alte e versi rap crea un dinamismo che mantiene alta l’attenzione dell’ascoltatore. La produzione leggera e ariosa contrasta con l’intensità emotiva di DRAMA, offrendo un momento di leggerezza all’interno dell’album.

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6. TAKE ME

Per quanto mi riguarda, il gioiello nascosto dell’intero album. Si tratta di una traccia pop-rock arricchita di positive vibes che ci propone un G-Dragon sotto una luce completamente diversa. La produzione è impeccabile, con chitarre e batteria potenti che sostengono la sua performance vocale appassionata. Il culmine arriva con un assolo di chitarra finale che eleva il brano a livelli straordinari. La semplicità del ritornello “Take me, take me, take me, I’m yours” contrasta con la complessità degli arrangiamenti, creando un equilibrio perfetto tra accessibilità e ricercatezza musicale. Vogliamo poi parlare di quel leggero graffiato nel “Babe” ripetuto? Un brano che avrebbe meritato maggiore attenzione come potenziale singolo.

7. BONAMANA

Con BONAMANA G-Dragon torna alle sue radici hip-hop, ma con un approccio più maturo. Il brano si apre con una chitarra calma che presto lascia spazio a uno dei pezzi più duri dell’album. La pronuncia e la cadenza di G-Dragon qui brillano particolarmente, ricordandoci perché è considerato uno dei migliori rapper del k-pop. I testi provocatori e la produzione minimalista creano un’atmosfera intima ma potente, permettendo alla sua performance vocale di essere al centro dell’attenzione.

8. GYRO-DROP

L’album si chiude con un brano synthpop che funge da perfetto epilogo per questo viaggio musicale. GYRO-DROP (che condivide le iniziali “GD” con G-Dragon) presenta versi rap fluidi su una produzione retro-futuristica. La traccia sintetizza perfettamente l’essenza di G-Dragon: innovativa ma radicata nella tradizione, sperimentale ma accessibile. La produzione di alta qualità e il ritmo coinvolgente lasciano l’ascoltatore con un senso di soddisfazione. Uno dei momenti più alti dell’album.

Übermensch è un lavoro che dimostra ancora una volta il talento e la versatilità di G-Dragon, con produzioni eccelse e performance vocali di alto livello. L’attesa – ricordiamolo, di dodici anni – ha però generato un hype quasi impossibili da soddisfare, e l’album non raggiunge a mio avviso quella trascendenza che il titolo prometteva.

I momenti migliori, come HOME SWEET HOME, TAKE ME e GYRO-DROP, mostrano lampi di genio che ricordano senza ombre di dubbio perché G-Dragon è considerato il re del k-pop. Ciò detto, la mancanza di brani davvero rivoluzionari e un hype esasperato potrebbero impedite a Übermensch di entrare nell’olimpo dei lavori indimenticabili. 

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net