L’artista dei BIGBANG, nominato ambasciatore promozionale della 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, ha portato a Busan un messaggio che unisce cultura, arte e responsabilità verso le generazioni future.
Preservare il patrimonio non significa soltanto conservare il passato, ma creare la pace per il futuro
Con queste parole G-Dragon ha aperto il suo intervento alla cerimonia inaugurale della 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, svoltasi il 19 luglio al BEXCO di Busan.
Un momento storico. Per la prima volta la Corea del Sud ospita questo importante appuntamento internazionale dedicato alla tutela dei patrimoni culturali e naturali dell’umanità.
Nominato recentemente dalla Korea Heritage Service come ambasciatore promozionale dell’evento, G-Dragon è salito sul palco con un elegante completo bianco e un fazzoletto blu, scegliendo un’immagine simbolica per rappresentare il legame tra la Corea, la cultura e il dialogo globale.
“Esprimo la mia profonda gratitudine all’UNESCO, che da lungo tempo protegge il prezioso patrimonio dell’umanità, e a tutte le persone presenti oggi qui”, ha dichiarato l’artista.
Nel suo discorso ha poi ricordato il significato speciale della città ospitante.
“Busan è un luogo straordinario che ha trasformato una storia dolorosa di guerra in una città di pace e speranza”, ha detto, facendo riferimento anche al United Nations Memorial Cemetery in Korea, l’unico cimitero commemorativo delle Nazioni Unite al mondo.
Proprio da Busan, secondo G-Dragon, può nascere una nuova promessa, quella di proteggere insieme il patrimonio mondiale.
“Preservare il patrimonio non significa semplicemente custodire ciò che appartiene al passato. Significa creare pace per il futuro”.
L’artista ha sottolineato anche il ruolo dell’arte come forza capace di superare confini e generare cambiamenti.
“L’arte muove il cuore delle persone, e quei cuori uniti hanno il potere di cambiare il mondo”.
Un messaggio particolarmente significativo in un momento in cui molti patrimoni culturali sono minacciati dai conflitti e dalla crisi climatica.
“Come artista sudcoreano, spero di poter contribuire anche solo con una piccola parte del mio impegno alla protezione del patrimonio mondiale in pericolo. Spero che i piccoli cuori nati a Busan diventino un legame di pace capace di connettere il mondo”.
Busan celebra il patrimonio coreano con il padiglione K-Heritage House
Durante la 48ª sessione del Comitato UNESCO, che si svolgerà dal 19 al 29 luglio, il Korea Heritage Service organizza una serie di mostre ed eventi all’interno del padiglione K-Heritage House, allestito presso il BEXCO Exhibition Hall 1.
L’obiettivo è raccontare la ricchezza del patrimonio coreano attraverso esperienze interattive, esposizioni e performance tradizionali.
Tra le iniziative più importanti:
– Gli National Archives of Korea presenteranno 20 patrimoni inclusi nel registro UNESCO “Memoria del Mondo” e circa 100 documenti storici.
– Il Ministero degli Oceani e della Pesca racconterà i getbol, le distese di maree coreane riconosciute patrimonio mondiale UNESCO, insieme alla cultura gastronomica legata ai prodotti del mare.
– Il Ministero dell’Agricoltura presenterà la tradizione della fermentazione del jang, patrimonio culturale immateriale UNESCO.
– Saranno valorizzati anche importanti luoghi del patrimonio buddhista coreano, tra cui i monasteri di montagna Sansa e il tempio Haeinsa Temple, custode delle celebri tavolette lignee della Tripitaka Koreana.
Spazio anche alla campagna Heritage in Peace, promossa dalla Justpeace Foundation, di cui G-Dragon è presidente onorario, che punta a diffondere il valore del patrimonio culturale come strumento di pace e connessione tra le persone.
Il programma prevede inoltre 38 spettacoli tradizionali in dieci giorni, tra cui la danza delle maschere Cheoyongmu e la danza del leone di Bukcheong, oltre a rievocazioni delle cerimonie delle guardie reali e delle processioni di corte.
I visitatori potranno anche ricevere un “tatuaggio del patrimonio” temporaneo ispirato a uno dei 17 siti UNESCO della Corea oppure ottenere una cartolina speciale condividendo sui social una foto scattata all’interno del padiglione.
Con la sua partecipazione, G-Dragon ha portato sul palco UNESCO non solo il nome della Corea, ma una visione della cultura come memoria, dialogo e ponte verso un futuro condiviso.


