Joshua è tornato a parlare dal palco dell’UNESCO a Parigi.
A nome dei tredici membri dei SEVENTEEN, ha preso la parola durante l’evento UNESCO x SEVENTEEN: Celebrating Youth, Creativity and Well-Being Together, riportando al centro un tema importante: i giovani non devono solo essere sostenuti, ma messi nelle condizioni di guidare il cambiamento.
“È la nostra terza visita qui, e ogni volta ha un significato diverso” ha detto Joshua. Poi si è fermato su quel punto che accompagna il gruppo fin dall’inizio della collaborazione con l’UNESCO. L’idea che la creatività non sia un contorno, ma uno strumento reale di trasformazione.
Il progetto Going Together – For Youth Creativity and Well-Being, nato con una donazione da un milione di dollari dopo la nomina del gruppo come Goodwill Ambassador for Youth, continua a crescere. Finanzia iniziative portate avanti direttamente dai ragazzi. Musica, arte, sport, salute mentale, comunità. Tutto parte da lì, da ciò che vivono ogni giorno.
E non è solo una questione di fondi. Joshua lo ha sottolineato con decisione: “Non sono i numeri che contano, ma le storie”.
Racconti di giovani che usano la musica per guarire, il movimento per ritrovare fiducia, l’arte per avere uno spazio in cui tornare a respirare. Piccole realtà che diventano qualcosa di più grande quando si incontrano.
C’è poi un aspetto che il gruppo ha osservato con particolare attenzione. La dimensione collettiva. Nessuno lavora davvero da solo. Si costruisce insieme, si cresce insieme e si sbaglia insieme.
Joshua lo ha intrecciato anche alla loro esperienza. Tredici strade diverse che, per più di dieci anni, hanno scelto di restare insieme. Tra cambiamenti, pressioni, continue trasformazioni. Fino a una consapevolezza chiara, costruita nel tempo: niente si regge da solo, tutto trova forza nel legame con gli altri.
“Abbiamo imparato che la crescita non è mai individuale. Vive nella fiducia”.
I SEVENTEEN continueranno a esserci. A ricordare, in modi diversi, che i sogni non sono qualcosa da tenere in un cassetto.
“Canteremo, sussurreremo, a volte grideremo,” ha detto Joshua. “Per dirvi che i vostri sogni contano. Per voi, per il mondo, e anche per noi”.


