In un contesto globale di rapida urbanizzazione e crescenti sfide climatiche, la Biennale di Urbanistica e Architettura di Seoul (SBAU) si afferma come piattaforma internazionale per ripensare il futuro delle città. Fondata nel 2017, la Biennale unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e tradizione, trasformando Seoul in un laboratorio di soluzioni urbane all’avanguardia. Attraverso sedi iconiche come il Dongdaemun Design Plaza (DDP) e il Museo di Architettura e Urbanistica, l’evento promuove il dialogo tra professionisti e cittadini, affrontando temi cruciali come resilienza climatica, spazi condivisi e pianificazione a lungo termine.
Le edizioni passate hanno esplorato i “commons urbani” (2017), la città collettiva (2019), la resilienza urbana (2021) e un masterplan centenario per Seoul (2023). Nel 2025, sotto la direzione di Thomas Heatherwick, la Biennale si focalizzerà su città più umane e inclusive, con installazioni partecipative come Jogakbo e il Progetto Soundscape sull’Isola Nodeul, che fonde natura, arte e tecnologia.
Con oltre 3 milioni di visitatori, la SBAU dimostra come le biennali possano essere catalizzatori di cambiamento, offrendo modelli per città sostenibili, resilienti e capaci di migliorare la qualità della vita. Un esempio di come l’architettura e l’urbanistica possano rispondere alle esigenze globali, integrando creatività, partecipazione e visione a lungo termine.
In un’epoca di rapida urbanizzazione e sfide climatiche crescenti, le città sono chiamate a reinventarsi per garantire sostenibilità, resilienza e qualità della vita. In questo scenario globale, la Corea del Sud si distingue per il suo approccio innovativo all’architettura e all’urbanistica, con Seoul che emerge come laboratorio vivente di soluzioni urbane all’avanguardia. La Biennale di Urbanistica e Architettura di Seoul rappresenta la vetrina internazionale di questo fermento creativo, un evento che unisce visione, tecnologia e tradizione per immaginare le città del futuro.
Un ponte tra tradizione e innovazione
Seoul, una metropoli nota a livello mondiale per la sua cultura delle quattro “K” — k-pop, k-drama, k-beauty e k-food — è anche un centro di eccellenza nel campo dell’architettura e dell’urbanistica. La capitale sudcoreana rappresenta un laboratorio vivente dove tradizione e modernità si fondono, dando vita a soluzioni innovative che rispondono alle sfide urbane contemporanee. In questo contesto, la Biennale di Urbanistica e Architettura di Seoul (SBAU) si è affermata come un forum internazionale di grande rilevanza.
Inaugurata nel 2017, la Biennale si propone di esplorare le sfide urbane del nostro tempo, con particolare attenzione al futuro sostenibile delle città. Non si tratta semplicemente di una mostra di progetti architettonici, ma di una piattaforma di dialogo e collaborazione tra progettisti, urbanisti e comunità globali, che affronta questioni cruciali come il cambiamento climatico, la resilienza urbana e l’innovazione sostenibile.
Le sedi: spazi di dialogo e creatività
La Biennale si svolge abitualmente ogni due anni nel periodo autunnale, tra settembre e novembre, in diverse sedi emblematiche della città. Il Dongdaemun Design Plaza (DDP), progettato dall’architetto Zaha Hadid, è uno dei principali luoghi dell’evento, con la sua forma futuristica che simboleggia la vocazione innovativa di Seoul. Questo complesso ospita le esposizioni più importanti, unendo architettura, arte e design.
Il Museo di Architettura e Urbanistica di Seoul è un’altra sede centrale, dedicata esclusivamente a questi temi e alle loro interconnessioni con la vita urbana. A questi spazi si aggiungono la Seoul City Hall e numerose gallerie nei quartieri di Insadong e Gangnam, che ospitano workshop, installazioni artistiche e conferenze, diffondendo l’evento in tutta la città e stimolando la partecipazione pubblica.
La SBAU nel contesto globale
La Biennale di Seoul si inserisce in un panorama globale di eventi simili che contribuiscono a definire le tendenze e le innovazioni nel campo dell’architettura contemporanea. Tra questi, la Biennale di Architettura di Venezia (dal 1980) è considerata una delle più prestigiose al mondo, seguita dalla Biennale di Chicago, quella di São Paulo (con un forte focus sulle problematiche sociali e ambientali dell’America Latina), la Biennale di Shenzhen-Hong Kong (che esplora la fusione tra design, urbanistica e sviluppo tecnologico in Asia) e la Biennale di Rotterdam. Ciò che distingue la Biennale di Seoul è la sua particolare attenzione alle sfide dell’urbanizzazione in contesti ad alta densità e la capacità di integrare prospettive asiatiche e occidentali nella riflessione sul futuro delle città.
Il percorso tematico: le edizioni passate
Ogni edizione della Biennale è caratterizzata da un tema centrale che guida le mostre, i workshop e le conferenze:
2017: Imminent Commons
Curata da Alejandro Zaera-Polo e Hyungmin Pai, la prima edizione ha esplorato i “commons urbani”, ossia le risorse condivise fondamentali per la vita cittadina, come aria, acqua, spazio pubblico e infrastrutture digitali. Progetti significativi come “The Air Commons” e “Digital Commons” hanno evidenziato l’importanza di un approccio sostenibile alle risorse condivise.
2019: Collective City
Con i curatori Lim Jaeyong e Jeffrey Johnson, questa edizione ha indagato la dimensione collettiva delle città, concentrandosi su come la collaborazione sociale e la co-creazione possano migliorare la vita urbana. I progetti “The Shared City” e “Resilient Networks” hanno messo in luce il potenziale delle infrastrutture sociali per favorire la solidarietà e la partecipazione cittadina.
2021: Crossroads: Building the Resilient City
Sotto la direzione di Dominique Perrault, questa edizione si è focalizzata sulla resilienza urbana, esplorando come le città possano adattarsi a crisi globali come i cambiamenti climatici e le pandemie. Progetti come “Flood-Resilient Architecture” e “Adaptive Urban Landscapes” hanno proposto soluzioni innovative per affrontare sfide ambientali sempre più pressanti.
2023: 100-Year Masterplan for Seoul
Curata da Katherine Harvey, l’edizione si è dedicata alla pianificazione urbana a lungo termine, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’integrazione della natura negli ambienti urbani. Il progetto “Hyper-Abundant City” ha proposto un piano per il quartiere di Apgujeong che trasforma il lungofiume del fiume Han in un ecosistema resiliente, integrando infrastrutture verdi e spazi pubblici aperti.
L’Edizione 2025: Nuove Visioni per Città più Umane
La quinta edizione della Biennale, in programma dal 1° settembre al 31 ottobre 2025, vedrà Thomas Heatherwick nelle vesti di Direttore Generale e curatore. L’architetto e designer britannico, noto per il suo approccio innovativo e multidisciplinare, intende trasformare l’evento in una piattaforma accessibile, capace di coinvolgere direttamente i cittadini di Seoul nel dialogo sulla progettazione urbana.
Il tema centrale sarà la creazione di città più gioiose, coinvolgenti, più umane. Attraverso un programma di coinvolgimento pubblico, dieci team multidisciplinari collaboreranno con le comunità locali per rispondere a due domande fondamentali: “Come ci fanno sentire gli edifici?” e “Come possono essere trasformati per favorire un senso più profondo di connessione?“.
La Biennale 2025 sarà articolata in diverse sezioni:
- Mostra Tematica: Curata da Byoung Soo Cho ed Eui Young Chun, si concentrerà su “Land Architecture” e “Land Urbanism”, esplorando come l’architettura possa adattarsi e integrarsi con la natura.
- Mostra del Piano Maestro di 100 Anni di Seoul: Curata da Byoung Soo Cho, presenterà una visione a lungo termine per lo sviluppo urbano di Seoul.
- Mostra delle Città Ospiti: Curata da Jinyoung Lim e Sang Hoon Youm, metterà in evidenza studi di caso su densità urbana e spazi pubblici in diverse città globali.
- Global Studios: Curata da Leif Høgfeldt Hansen, coinvolgerà scuole di architettura di tutto il mondo, tra cui il Politecnico di Milano e l’Università di Roma Sapienza.
- Progetto On-site: Curato da Sara Kim, proporrà installazioni nel Songhyeon Green Plaza, trasformando lo spazio in un luogo di consapevolezza e interazione pubblica.
Tra gli eventi principali, spicca l’installazione Jogakbo, una struttura pubblica di 90 metri di lunghezza e 16 metri di altezza, ispirata al tradizionale patchwork coreano, che simboleggerà la narrazione collettiva della vita urbana.
Il Progetto Soundscape: una fusione tra urbanistica e arte
Parallelamente alla Biennale, Heatherwick sarà anche responsabile del Progetto Soundscape, una trasformazione dell’Isola Nodeul sul fiume Han (di cui abbiamo scritto qua). Questo intervento rappresenta una fusione unica tra natura, tecnologia e arte, mirata a trasformare l’isola in un centro culturale innovativo che celebra l’ambiente sonoro.
Il cuore del progetto è un’installazione artistica che raccoglie e trasforma i suoni provenienti dal fiume, dal vento, dalla vegetazione e dalle attività umane circostanti, utilizzando tecnologie avanzate per modulare e amplificare questi suoni in tempo reale. I visitatori saranno coinvolti in un’esperienza multisensoriale che esplora la percezione del suono come parte integrante del paesaggio.
L’isola, caratterizzata da una biodiversità arricchita e un’architettura ispirata alle onde sonore e al paesaggio montuoso di Seoul, avrà anche una passerella sospesa di 1,2 km che offrirà viste panoramiche sulla città e sul fiume. Il progetto, che dovrebbe essere completato entro il 2027, rappresenta un modello di sostenibilità e inclusività.
Il valore delle Biennali: un impatto su più livelli
Con oltre 3 milioni di partecipanti nelle prime quattro edizioni, la Biennale di Seoul ha dimostrato il suo ruolo di leadership nella riflessione sulle sfide urbane globali. Ma qual è il valore di questi eventi per gli addetti ai lavori e per la società in generale?
Per architetti, urbanisti, ingegneri e professionisti del settore, le biennali rappresentano un’occasione unica di scambio e aggiornamento professionale. Sono laboratori di idee che permettono di confrontarsi con le ultime tendenze e innovazioni, di creare reti professionali internazionali e di esporre i propri progetti a un pubblico qualificato. Come sottolinea l’architetto coreano Kim Joon,
La Biennale di Seoul è un laboratorio di idee che esplora la capacità delle città di rispondere a esigenze in continua evoluzione.
Per la società nel suo complesso, questi eventi hanno il merito di portare il dibattito sull’urbanistica fuori dagli ambienti accademici e professionali, coinvolgendo i cittadini in una riflessione sul futuro delle loro città. L’approccio inclusivo della Biennale di Seoul, in particolare, promuove una maggiore consapevolezza sulle sfide urbane contemporanee e stimola la partecipazione pubblica alle decisioni che riguardano lo spazio urbano.
Inoltre, in un momento storico segnato dall’urgenza della crisi climatica, le biennali di architettura hanno assunto un ruolo cruciale nel promuovere modelli di sviluppo urbano sostenibili e resilienti.
Come osserva l’urbanista Richard Sennett,
Le città che costruiremo oggi determineranno non solo il nostro modo di vivere, ma anche quello delle generazioni future. La Biennale di Seoul sta tracciando la rotta verso città che siano al contempo resilienti e inclusive.
Un crocevia di idee per il futuro
La Biennale di Urbanistica e Architettura di Seoul si è affermata come un crocevia di idee e pratiche per costruire un futuro più equo, sostenibile e umano per le nostre città. Con la sua capacità di raccogliere esperti di diverse discipline, da urbanisti a sociologi, da architetti a filosofi, offre un’opportunità unica per esplorare il futuro delle città in modo multidisciplinare e inclusivo.
L’edizione 2025, con il suo focus sulla creazione di città più umane e sulla partecipazione pubblica, promette di ampliare ulteriormente il dialogo tra professionisti e cittadini, contribuendo a immaginare e realizzare città che rispondano non solo alle necessità funzionali ma anche al benessere psicologico degli abitanti.
In un mondo sempre più urbanizzato e confrontato con sfide ambientali e sociali senza precedenti, eventi come la Biennale di Seoul non sono solo vetrine di progetti innovativi, ma veri e propri catalizzatori di cambiamento, capaci di influenzare il modo in cui pensiamo, progettiamo e viviamo le nostre città.