j-hope dei BTS torna sul palco del Lollapalooza dopo tre anni e conquista Berlino con 90 minuti di energia pura, chiudendo in bellezza il suo tour mondiale.
Domenica 14 luglio, l’Olympiastadion di Berlino è diventato il cuore pulsante del K-pop.
Il membro dei BTS ha infiammato il palco di uno dei festival musicali più grandi d’Europa, con 60.000 persone presenti ad applaudirlo e cantare con lui, chiudendo in grande stile la sua tournée “Hope on the Street”.
Era dal 2022, anno del suo iconico debutto solista al Lollapalooza di Chicago, che non calcava quel palco.
Ha aperto con “What if…” e “Pandora’s Box”, dando subito il ritmo a uno show che non ha mai perso intensità.
“Are you ready to go crazy tonight? Then let’s go!” ha gridato. E la risposta è stata un boato.
La scaletta? Pazzesca.
23 brani, tra cui i suoi pezzi solisti più amati e il nuovissimo “Killin’ It Girl”, insieme a classici intramontabili dei BTS come “MIC Drop”, “Dynamite” e “Butter”.
Il pubblico ha cantato in coreano, agitando lightstick e cuori. Nessuna barriera linguistica. Solo musica.
A fine concerto, visibilmente emozionato, j-hope si è rivolto al pubblico con parole semplici, ma piene di gratitudine:
Quest’anno ha significato molto per me. Ho portato questo set in giro per il mondo così tante volte, e ora lo concludo per l’ultima volta qui, al Lollapalooza, insieme a voi. Mi sento come a casa.
Grazie per aver fatto parte di questo viaggio indimenticabile. Rendiamolo davvero prezioso e concludiamolo nel modo migliore.
Con questo show, j-hope ha chiuso ufficialmente il suo tour mondiale, partito dalla Corea a febbraio e passato per Stati Uniti, Messico, Giappone, Sud-est asiatico e oltre.
A giugno, il gran finale in patria: due serate al Goyang Stadium, accompagnato dai suoi compagni di band, ormai tutti congedati dal servizio militare.
E adesso? Si “torna a casa”.
j-hope ha annunciato che si concentrerà sulla musica con i BTS, pronti a ricominciare insieme nel 2026 con un comeback tra i più attesi di sempre.
Il palco del Lollapalooza è stato il perfetto punto d’arrivo.
E forse, anche un nuovo inizio.