L'ex Presidente Yoon (Fonte: The Korea TImes)

Richiesta la pena di morte per l’ex presidente Yoon nel processo per insurrezione

Elisa
By Elisa
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Ilprocuratore speciale della Corea del Sud ha richiesto oggi, martedì 13 gennaio 2026, la pena di morte per l’ex presidente Yoon Suk Yeol. L’accusa formale è di insurrezione, legata alla controversa dichiarazione della legge marziale avvenuta il 3 dicembre 2024. Il verdetto finale del tribunale distrettuale centrale di Seoul è previsto per il prossimo 19 febbraio.

L’accusa: “Distruzione dell’ordine costituzionale”

Durante l’udienza finale, i procuratori speciali hanno descritto l’azione di Yoon come un “atto grave e senza precedenti di distruzione costituzionale”. Secondo l’accusa, l’ex presidente ha tentato di sovvertire l’ordine democratico mobilitando le forze armate e la polizia per bloccare il Parlamento e impedire ai legislatori di votare la revoca del decreto, un atto che configura il reato di ribellione secondo il Codice Penale sudcoreano.

Per il reato di “capo di un’insurrezione”, la legge sudcoreana prevede opzioni di condanna estremamente limitate: la morte, l’ergastolo con lavori forzati o l’ergastolo senza lavori forzati. L’accusa ha sostenuto che la massima pena è necessaria poiché Yoon “non ha mostrato alcun segno di rimorso”, continuando a negare le proprie responsabilità e attribuendo la colpa ai suoi subordinati e all’opposizione politica.

La reazione della folla radunata all'esterno dell'Assemblea Nazionale a Seul il 4 dicembre 2024, dopo che il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha dichiarato la legge marziale d'emergenza. (Fonte: Il Messaggero)
La reazione della folla radunata all'esterno dell'Assemblea Nazionale a Seul il 4 dicembre 2024, dopo che il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha dichiarato la legge marziale d'emergenza. (Fonte: Il Messaggero)

La difesa di Yoon: la lotta contro le “forze anti-stato”

La linea difensiva dell’ex presidente si è mantenuta coerente con le dichiarazioni rilasciate durante la crisi del 2024. Yoon e i suoi legali sostengono che la legge marziale fosse una misura disperata ma necessaria per proteggere il paese dalla paralisi politica e da quelle che Yoon ha definito “forze anti-stato” (riferendosi all’opposizione del Partito Democratico e a presunte simpatie nordcoreane). La difesa ha argomentato che l’intento non era un colpo di stato, ma la salvaguardia della nazione di fronte a un blocco legislativo che, a suo dire, minacciava la sicurezza nazionale.

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Il contesto: i fatti del 3 dicembre 2024

La vicenda giudiziaria affonda le radici nella notte del 3 dicembre 2024, quando Yoon annunciò a sorpresa l’imposizione della legge marziale, accusando l’opposizione di controllare il parlamento e di simpatizzare con la Corea del Nord. Il decreto portò a scene drammatiche, con truppe delle forze speciali che tentarono di fare irruzione nell’Assemblea Nazionale, mentre i cittadini e i parlamentari bloccavano fisicamente l’accesso. Il Parlamento riuscì infine a riunirsi e a votare all’unanimità per revocare la legge marziale poche ore dopo, rendendo nullo il decreto e innescando la caduta politica di Yoon.

A seguito di quegli eventi, Yoon è stato messo in stato di accusa dal Parlamento e successivamente rimosso dall’incarico dalla Corte Costituzionale nell’aprile 2025, aprendo la strada alle elezioni anticipate di giugno che hanno visto la vittoria di Lee Jae-myung.

La richiesta della pena di morte per un ex presidente ha una risonanza storica profonda in Corea del Sud. L’ultimo precedente risale al 1996, quando gli ex presidenti Chun Doo-hwan e Roh Tae-woo furono processati per il colpo di stato del 1979 e il massacro di Gwangju del 1980. In quell’occasione, Chun fu condannato a morte (sentenza poi commutata) e Roh a una lunga pena detentiva; entrambi ricevettero in seguito la grazia presidenziale.

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Il caso di Yoon segna un punto di svolta per la democrazia sudcoreana moderna: è la prima volta che un leader democraticamente eletto nell’era post-militare affronta accuse di ribellione per aver tentato di usare l’esercito contro le istituzioni civili. Sebbene la Corea del Sud osservi una moratoria di fatto sulle esecuzioni dal 1997, la richiesta dell’accusa sottolinea la gravità con cui il sistema giudiziario intende trattare qualsiasi minaccia all’ordine costituzionale.

Oltre a Yoon, i procuratori hanno richiesto l’ergastolo per l’ex Ministro della Difesa Kim Yong-hyun, accusato di aver avuto un ruolo chiave nell’esecuzione degli ordini militari quella notte.

L’attenzione di tutto il paese è ora rivolta al 19 febbraio, data in cui i giudici decideranno se accogliere la richiesta dell’accusa o optare per l’ergastolo.

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net