La procura sudcoreana ha respinto la richiesta di mandato d’arresto presentata dalla polizia nei confronti di Bang Si-hyuk, fondatore e presidente di HYBE. La decisione è arrivata venerdì, dopo che le autorità giudiziarie hanno valutato come insufficienti le prove raccolte finora a sostegno delle accuse di compravendita irregolare di azioni.
Le indagini si erano concentrate su presunte operazioni di insider trading e manipolazione del mercato che avrebbero coinvolto i vertici della società durante fasi delicate di acquisizioni societarie e movimenti azionari. Nonostante la polizia avesse sollecitato la custodia cautelare citando il rischio di inquinamento delle prove, i pubblici ministeri hanno stabilito che gli elementi presentati non giustificano una misura restrittiva della libertà personale in questa fase del procedimento.
Il rifiuto del mandato rappresenta un momento di sollievo per HYBE, che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una forte pressione mediatica e istituzionale, ma non chiude definitivamente il caso. La procura ha infatti richiesto ulteriori approfondimenti investigativi, lasciando aperta la possibilità di nuove azioni legali qualora dovessero emergere riscontri più solidi.
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