Murale esposto a Gwangju che rappresenta i fatti di maggio 1980 e la liberazione dalle truppe, cr. May 18 Memorial Foundation.

46 anni dalla rivoluzione di Gwangju: 4 media per scoprire il 5.18

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Oggi, 18 maggio – 5.18 -, cade il quarantaseiesimo anniversario dell’insurrezione di Gwangju, evento storico di importanza fondamentale per la storia della Corea del Sud e del suo cammino verso la democrazia. Durante le diverse rivolte del mese di maggio, gruppi di cittadini, in particolare studenti, si sono opposti con forza alla dittatura militare. Separare la storia di una nazione dai suoi prodotti culturali è impossibile: spesso, anzi, film, libri e serie tv diventano strumenti fondamentali per scoprire e comprendere la portata di simili avvenimenti politici.

Murale che rappresenta i fatti di gwangju
Murale esposto a Gwangju che rappresenta i fatti di maggio 1980 e la liberazione dalle truppe, cr. May 18 Memorial Foundation.

La storia

La società democratica sudcoreana è nata proprio in risposta al governo autoritario che teneva in scacco la nazione, assumendo l’elemento della resistenza come sua caratteristica principale. Questo è emerso anche in tempi recenti, quando l’ex presidente Yoon Suk-yeol, il 3 dicembre 2024, ha proclamato la legge marziale scatenando una forte risposta della popolazione. Prima di allora, la legge marziale era stata invocata nel 1979, sotto Chun Doo Hwan, portando alla rivolta del 5.18.

Nell’inverno del ‘79, Chun Doo Hwan prese il controllo totale di ogni parte degli organi governativi e della stampa tramite colpo di stato. Il suo regime ridusse drasticamente la possibilità di avvicinarsi ad un governo di tipo democratico, anche attraverso la limitazione dei diritti fondamentali dei cittadini, come ad esempio quello di parola, assemblea e stampa. Questo, inevitabilmente, creò malcontento e l’insorgere di movimenti anti-governativi, condotti soprattutto da studenti e cittadini di classe medio bassa.

Gwangju 5.18

Tra la fine di aprile e l’inizio di maggio 1980, le manifestazioni contro il governo aumentano di numero, intensità e violenza. Le richieste dei cittadini erano sempre le stesse: il sollevamento della legge marziale e la rimozione di Chun dal potere. Non furono accolte e il 18 maggio la situazione precipitò. Quel giorno passò alla storia come l’Incidente” di Gwangju.

Il sentimento anti-governativo era particolarmente forte in questa città, la più importante della regione del Jeolla, che diventò il cuore del risentimento verso Chun e i suoi predecessori a causa della negligenza delle istituzioni, particolarmente sentita in quella zona della penisola.

Nella tarda mattinata del 18 maggio, gli studenti della Chonnam National University di Gwangju scesero in strada per chiedere la scarcerazione dei compagni arrestati senza processo. Se inizialmente i manifestanti erano poche centinaia, nel pomeriggio il loro numero superò il migliaio, spingendo il regime a schierare le forze speciali dell’esercito. Anziché riportare la calma, i militari attaccarono violentemente la folla sparando sui civili e scatenando il panico. Le strade si riempirono rapidamente di morti e feriti, ma i soccorsi erano frenati dal timore di ritorsioni letali da parte delle truppe. La dura repressione, tuttavia, non fermò le proteste: al contrario, spinse molti altri cittadini a unirsi alla rivolta per difendere la città da quelli che venivano percepiti come i “soldati arrivati a sterminare la gioventù del Jeolla” (Chong Sik Lee, A survey of Asia in 1980).

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Uomo delle forze militari aggredisce un giovane
Un soldato delle forze militari governative colpisce un giovane manifestante, cr. TheJapanTime

Scoprire il 5.18 attraverso i media popolari

Parlare di questo periodo storico è stato a lungo un tabù. A causa della censura governativa, il velo si è sollevato solo negli anni Novanta, nonostante i cittadini sudcoreani abbiano sempre rivendicato con orgoglio il proprio passato di resistenza. I fatti del 1980 restano una pagina complessa e ricca di sfumature: rappresentano uno dei momenti più bui per il paese, ma anche uno dei più fieri. Sebbene questa parte di storia sia spesso esclusa dalle narrazioni più commerciali, il massacro di Gwangju continua a essere raccontato e analizzato ancora oggi.

Lim Chul-Woo – BomNal (lett. Giorno di Primavera)

Raccolta di storie brevi che si focalizza sui postumi del 5.18, senza citare però mai direttamente l’insurrezione; all’epoca della pubblicazione infatti l’argomento era considerato tabù. La Storia è ricostruita tramite una narrazione corale che prende in considerazione il punto di vista di un gruppo di studenti universitari, la fetta demografica maggiormente coinvolta nelle proteste e nella strage di Gwangju

Tramite le parole e i racconti del personaggio principale, Gilsu, e le pagine di diario di Sangju, che è perseguitato dal fantasma dell’amico Myeongbu, morto durante il massacro, si ricostruiscono i fatti del 5.18, ma si evidenziano soprattutto le conseguenze di quanto accaduto sulle persone comuni, soffermandosi anche sui sensi di colpa di chi sopravvive ad eventi del genere.

Lo scrittore Lim Chul-Woo, nativo della regione del Jeolla, visse in prima persona i fatti di Gwangju.

Kang Full – 26nyeon (lett. 26 Anni)

Manhwa (fumetto web) del 2006 che racconta i retroscena politici e sociali che hanno portato al 5.18, con il brutale regime totalitario e la proclamazione della legge marziale. La trama segue un gruppo di sopravvissuti al violento attacco delle forze militari che, 26 anni dopo i fatti, decide di pianificare la sua vendetta contro l’ex presidente della Corea del Sud, mandante della strage.

L’ex presidente Chun Doo- hwan non viene mai nominato direttamente, ma viene chiamato “quell’uomo” probabilmente per evitare la censura o ripercussioni.

Nel 2012, nonostante il tema del 5.18 fosse stato trattato in modo molto audace e provocatorio, è stato prodotto un film tratto dal fumetto. La produzione è stata finanziata da più di quindicimila donatori spontanei, dato che nessuna casa di produzione voleva rischiare investendo nella realizzazione.

Copertina del manhwa
Una delle versioni della copertina del manhwa, cr. NamuWiki
Poster del film
Poster promozionale del film tratto dal manhwa di Kang Full, cr. Namu Wiki

Youth of May, 2021

K-drama diretto da Song Min-yeob andato in onda nel 2021, ambientato per gran parte durante maggio 1980 nella città di Gwangju. Molto popolare, ha avvicinato tante persone alla storia della città e della democratizzazione della Corea del Sud.

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Viene narrata la storia d’amore tra i due protagonisti e le vite quotidiane delle persone a loro vicine, il tutto costantemente intrecciato alle lotte politiche, alle manifestazioni e gli scontri con il potere militare, che andranno poi a culminare con l’insurrezione del 18. Sono numerosi e costanti i riferimenti alla Storia, che crescono di pari passo con l’aumento dei tumulti fino a diventare fondamentali per la trama.

Il k-drama propone uno spaccato di vita ordinaria dei giovani del periodo, che si ritrovano, di proposito o meno, coinvolti in prima linea in un momento terribile e fondamentale della storia della loro nazione.

foto promozionale del drama
Foto promozionale del k-drama che vede raffiguarti gli attori principali, cr. PrimeVideo

May 18, 2007

Diretto da Kim Ji-hoon, primo film a rappresentare in maniera aperta e diretta Gwangju 1980 e quanto accaduto il 18 maggio sotto la legge marziale.

Tutti i personaggi sono ispirati a vittime reali della brutalità militare e, a differenza delle altre rappresentazioni, non sono studenti in protesta ma cittadini “semplici” di Gwangju. I protagonisti si ritrovano da un momento all’altro coinvolti nel caos violento causato dagli attacchi militari e sono costretti ad armarsi per difendersi. L’accuratezza di quanto raccontato è stata resa possibile grazie al coinvolgimento di chi ha vissuto in prima persona quelle giornate nella creazione del film.

Atti Umani - Adelphi
Atti Umani - Han Kang - Edizione Adelphi
Locandina A Taxi Driver
Locandina A Taxi Driver

Non si può chiudere questa rassegna senza citare le due opere che hanno portato la memoria di Gwangju all’attenzione del pubblico internazionale, diventando veri e propri punti di riferimento culturali.

Romanzo della scrittrice premio Nobel per la Letteratura Han Kang — nativa proprio di Gwangju — Atti umani è un’opera dolorosa e poetica che affronta il massacro attraverso una struttura a più voci. Ogni capitolo dà la parola a un personaggio diverso: dal fantasma di un ragazzo ucciso alla madre che ne piange la scomparsa, fino ai sopravvissuti tormentati dal trauma a distanza di anni. Il libro non si limita a documentare la cronaca dei fatti, ma scava nelle domande universali sulla crudeltà umana e sulla dignità della resistenza, rendendo il “5.18” un simbolo globale di lotta contro l’oppressione.

Diretto da Jang Hoon e uscito nel 2017, Taxi driver racconta l’insurrezione da una prospettiva unica e ravvicinata: quella di un tassista di Seoul (interpretato da Song Kang-ho) che, ignaro di cosa stia succedendo, accetta di accompagnare a Gwangju un giornalista tedesco intenzionato a documentare le violenze dell’esercito. Basato sulla storia vera del reporter Jürgen Hinzpeter, il film è fondamentale perché mostra il passaggio dall’indifferenza alla presa di coscienza politica di un uomo comune, specchio di un intero paese a cui il regime stava nascondendo la verità.

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Neolaureata in Oriental Languages and Cultures, ho seguito la mia passione per la Corea del Sud specializzandomi in Studi Coreani. Dal K-pop alla Storia, il mio amore per questa cultura mi ha portata a studiarne tutte le sue sfumature. Non vedo l’ora di condividerle e di continuare ad esplorare questo mondo sempre più! Nel tempo libero mi trovate sicuramente con un libro in mano o con le cuffie sulle orecchie, probabilmente ascoltando un vecchio album dei BTS.