La gioia di ammirare la bellezza, la passione di rimanere umile e imparare, la determinazione a combattere l’autocompiacimento: l’essenza della giovinezza, l’essenza di RM.
di Kim Narang
maggio 2023
traduzione di Koreana
Trattandosi di un’intervista scritta, immagino che tu stia rispondendo a queste domande nel momento che ti è più congeniale. Può dire ai lettori da dove stai scrivendo e che ora è? Cosa vedi intorno a te in questo momento?
Non volevo scrivere le mie risposte sul telefono, quindi ho aspettato di poter tornare nel mio studio e accendere il computer. Sono le 22.30 di sabato e sono seduto nel mio studio, dopo essermi allenato in palestra e aver lavorato su alcune canzoni. Guardandomi intorno, vedo un quadro di Yun Hyong-keun che da tempo decora la mia parete e l’attrezzatura dello studio. Sono circondato da oggetti familiari.
È previsto un servizio di copertina per Vogue Korea, gli scatti saranno realizzati al Korea Furniture Museum. I tuoi fan si aspettano che partecipi a questi servizi fotografici per uno scopo che va oltre la semplice produzione di belle immagini. A cosa miri con la prossima copertina di Vogue?
In realtà è la prima volta che appaio su una copertina da solo. E la rivista sarà Vogue, tra tutte! I miei fan hanno ragione ad aspettarsi non solo foto piacevoli alla vista, ma foto che esprimano chi sono, cosa penso, a cosa credo. Ci sono sicuramente tante altre persone che sarebbero più piacevoli da guardare in copertina di me. Dato che lo faccio con Bottega Veneta, spero che anche la filosofia del marchio emerga, ma in modo non scontato.
Un artista spesso è da solo durante il processo di creazione ed espressione, ma alcuni processi creativi, come il prossimo servizio fotografico, possono essere al contrario molto collaborativi e coinvolgere molte persone. Quali sono le tue regole per collaborare con altri per raggiungere un determinato risultato artistico?
In questi giorni mi capita di incontrare e lavorare con un’ampia gamma di persone nuove. È una cosa piuttosto rinfrescante e stimolante, perché ero abituato a lavorare da solo, o con poche persone. Per quanto riguarda le regole… direi che ci sto ancora lavorando. L’unica regola che mi viene in mente ora è quella di assicurarmi che le storie che mi riguardano trasmettano le mie convinzioni creative, qualunque sia poi il risultato. Per trasmettere questo, credo di dover considerare la mia vita da più punti di vista e vivere ogni giorno nel modo più completo possibile. Credo che la creatività derivi da un impegno nei confronti della vita, un impegno a voler stare al gioco. Cerco di non dimenticare che la creazione artistica è un lavoro, come tutti gli altri.
Hai avuto uno scambio di commenti su Instagram con Matthieu Blazy, direttore creativo di Bottega Venetta, e Blazy le ha dato il benvenuto nella famiglia del marchio postando le immagini della sua campagna. Tu ha risposto che eri felice di partecipare all’iniziativa. Lo scorso febbraio hai partecipato alla sfilata Autunno/Inverno 2023 di Bottega Veneta a Milano. Il tuo look, completamente nero, rappresentava allo stesso tempo Bottega Veneta e RM. In molte occasioni hai parlato di musica e arte, ma non hai mai condiviso molto sulla moda. Che cosa significa per te la moda?
Ricordo che rimasi piuttosto colpito quando sentii dire da qualche parte “la moda è ideologia”. Potrebbe sembrare un’iperbole, ma ci ho visto del vero. Ho sempre pensato alla moda come a una dichiarazione del proprio carattere. Non si può andare in giro nudi, no? La moda offre uno strumento elegante e sottile per l’espressione di sé, ma non in un modo che costringa gli altri a considerarti e a seguirti. In questi giorni, però, cerco di non dare troppo peso ad ogni cosa, in parte perché ho imparato che questo tipo di abitudine può consumarmi. Tuttavia, amo la moda e ne vedo l’importanza. Il mio stile si è evoluto nel tempo, dallo street style al gothic, al casual americano, al minimal.
Sei noto per il tuo amore per le belle arti, in particolare per le opere di artisti coreani. Nella tua ultima intervista a Vogue hai detto che “appendere un’opera d’arte a casa è un’esperienza spirituale”. Personalmente, ho avuto il mio primo incontro intimo con l’arte in occasione della mostra su Mark Rothko allestita all’Hangaram Art Museum nel 2015. Le sue astrazioni rosse sembravano inghiottirmi. Ho persino sentito un bambino che si trovava lì vicino dire: “Voglio dipingere colori come quelli”. Hai avuto un’esperienza simile? Un primo incontro potente con l’arte?
Poiché i nostri ricordi tendono a modificarsi da soli, non posso garantire per l’accuratezza dei miei, ma credo di aver avuto un momento simile mentre guardavo i dipinti di Monet, van Gogh e Seurat all’Art Institute di Chicago. Credo sia stato verso la fine del 2018. All’epoca ero in tournée, ma quel giorno decisi di utilizzare un po’ di tempo libero per visitare un museo. Quando ho visto quei quadri, che avevo visto solo nei libri d’arte o su Internet, e ne ho percepito effettivamente le matrici e la presenza, ho capito di aver fatto la scelta giusta. Non ho alcun talento artistico, quindi non ho potuto fare a meno di stupirmi, con la mascella a terra, degli incredibili colori e delle tecniche di quei maestri. Per qualche motivo, sono rimasto piuttosto scossa da Una domenica sulla Grande Jatte.
Le mostre che visiti e le opere d’arte che fotografi e posti sulla pagina Instagram sono diventate virali. Questo fenomeno probabilmente ti mette sotto pressione, ma ti rende anche orgoglioso di poter usare la tua piattaforma per far conoscere grandi opere d’arte al pubblico. C’è qualche motivo particolare per cui ti piace condividere con il pubblico l’arte che vedi alle mostre?
Ne ho parlato più volte altrove, ma penso a un account Instagram – soprattutto se di un personaggio pubblico – come a un canale di curatela. Mostra ciò che interessa al titolare dell’account, ciò che vuole raccontare ed esprimere di sé. Sì, a volte trovo pesante il mio ruolo di influencer d’arte, ma pubblico queste mostre e opere nella speranza che anche le persone che mi amano e mi seguono sui social media ne traggano piacere. Soprattutto perché vorrei che i membri della giovane generazione, me compreso, si interessassero di più all’arte coreana moderna e contemporanea e alle forme d’arte più antiche.
Sembra che tu sia più interessato alla pittura e all’artigianato che all’arte digitale o performativa. Perché?
Beh, mi sembra che media art e performance art siano più difficili e richiedano uno sforzo maggiore per essere apprezzate. Penso che sia importante vedere e sperimentare l’arte negli spazi in cui è destinata a essere esposta, come i musei. E’ difficile per me passare un’ora o più a guardare una mostra multimediale o una performance artistica in un s luogo. Tuttavia, man mano che mi affeziono all’arte, mi aspetto di sviluppare un maggiore interesse per queste forme d’arte. Trovo molto affascinanti le opere di Nam June Paik, Lee Seung-taek, Hito Steyerl e Bruce Nauman. Non ho ancora visto nessuna performance artistica dal vivo. Quello che vedo su YouTube mi sembra un po’ debole. Mi piace andare alle mostre d’arte non solo per l’arte, ma anche come passatempo, per cambiare ambiente. Mentre osservo i dipinti e l’artigianato, mi piace interpretare e analizzare i materiali e le storie di fondo. Diciamoci la verità i dipinti e l’artigianato sono più belli e accessibili, non è vero? Credo sia difficile negarlo.
La tua passione per l’apprendimento e l’acquisizione di saggezza è stata messa in mostra durante la tua partecipazione al talk show coreano The Dictionary of Useless Human Knowledge. Quando le persone acquisiscono esperienza e raggiungono una certa reputazione o un certo livello di successo nel loro lavoro, possono diventare chiuse e smettere di ascoltare gli altri. Anche essere una superstar mondiale come te può avere questo effetto. Quindi, è ancora più bello e sorprendente vedere come ti sforzi di mantenere una mentalità aperta e di continuare a imparare Perché pensi sia importante imparare? Di cosa ti stai interessando in questi giorni?
Anche per me è così, mi stupiscono le persone che mantengono una mentalità aperta anche a 50, 60 o addirittura 70 anni. Un bombardamento di informazioni come quello a cui siamo sottoposti oggi può rendere chiuso anche un trentenne. Cerco di essere consapevole dei miei difetti e delle mie debolezze. Cerco di andare oltre l’iniziale senso di disagio o di pregiudizio che posso provare quando incontro cose nuove. Per quanto riguarda il mio desiderio di conoscenza, penso che sia naturale voler imparare e studiare per tutta la vita. Ci sono così tante cose di cui non so quasi nulla e che trovo interessanti. Credo di poter diventare una persona migliore e più saggia studiando la storia dell’arte, l’estetica, l’architettura, la storia del mondo, la storia della Corea e altre materie. In questo periodo sono affascinato dalla fotografia e dall’arte antica.
Mi piace la canzone su cui hai lavorato con So!YoON! per il suo ultimo album. Mi piacciono anche i brani del tuo album da solista con Youjeen e Parkjiyoon. Ascoltando queste canzoni, non posso fare a meno di pensare che sei un’artista che non si pone limiti, uno spirito libero. Con quali musicisti ti piace collaborare?
Credo che in passato avessi degli standard di artisti cui avrei voluto lavorare, ma ora non ne sono più così sicuro. In ogni cosa che faccio, però, tendo a essere attratto da persone sicure di sé e che allo stesso tempo lottano per qualcosa di più grande, da persone che non hanno solo il desiderio, ma anche la capacità e il talento di forgiare il proprio percorso. Probabilmente è attraverso queste persone che cerco di trovare la mia storia, che abbiano o meno nomi affermati.
Hai detto che il tuo sogno è vivere nel presente. Da dove nasce questo sogno? Quali sforzi fai per concentrarsi sul qui e ora?
Ora che mi occupo di musica e arte da un po’ di tempo, continuo a pensare che tutti questi sforzi siano tentativi di esistere nell’atemporalità. A un certo punto, però, ti rendi conto che l’ironica scorciatoia per l’eternità è essere completamente immersi nel presente. Al giorno d’oggi – o forse soprattutto in Corea – la nostra mente tende a vagare verso il passato o il futuro. Rimpiangiamo, desideriamo e sogniamo il futuro. Rimpiangiamo, desideriamo e sogniamo cose che non ci sono più o che potrebbero non materializzarsi mai, anche se siamo bloccati nel presente. Può capitare che un giorno passi senza fare nulla di significativo, ma alla fine della giornata cerco di dire a me stesso che ho fatto tante piccole cose e pensato tanti piccoli pensieri. Cerco anche di evitare consapevolmente di essere troppo eccitato per le cose belle che mi aspettano o troppo spaventato per le cose brutte che potrebbero accadere. È estremamente importante stabilire una routine e rispettarla. In questi giorni, mantengo una routine basata su alcune parole chiave, come lavoro, bere, mostre d’arte, esercizio fisico e passeggiate, aggiungendone altre e sottraendone altre quando necessario. Non è poi così male.
Hai detto che tieni molto all’equilibrio tra lavoro e vita privata e che ti stressi quando questo equilibrio viene meno. Per gli artisti non è così facile mantenere questo equilibrio, vero? Cosa significa per te equilibrio tra lavoro e vita privata?
Lo ripeto sempre, l’arte nasce dalla vita. Credo di poter creare qualcosa di fantastico solo continuando a mettere in primo piano la vita, lo stare al gioco. Non voglio perseguire la musica per amore della musica, l’arte per amore dell’arte, ecc. La vita viene sempre al primo posto e questo crea l’equilibrio necessario per lavorare in modo proficuo. Penso sempre a me stesso come se fossi in piedi su una trave d’equilibrio e cerco di godermela il più possibile. Creare è come una punizione. Ma cerco di sopportarla con piacere, ritenendomi fortunato a fare un lavoro creativo. Cerco di diventare una persona migliore.
Nel suo racconto breve 30, Kim Ae-ran scrive: “Come sono cambiata finora? Temo di essere diventata solo una persona che spende un po’ di più, una persona che non si fida degli altri, una persona che è perspicace solo quando si tratta della qualità dei beni che sta per comprare. Temo di essere diventata un’adulta patetica”. Cosa significa per una persona come te diventare una persona migliore?
Credo che cercare di diventare una persona migliore sia un’abilità passiva che tutti applichiamo alla nostra vita. Tutti vogliamo diventare persone migliori. Ma abbiamo bisogno della nostra definizione di “persona migliore”, proprio come l’amore è molto più importante delle parole “ti amo”, per esempio. Scommetto che la risposta varia da persona a persona. Ho citato le parole chiave su cui baso la mia routine e la mia vita. Cerco di concentrarmi su queste parole chiave per rimanere equilibrato, continuare a imparare, interagire con gli amici ed essere gentile con chi mi circonda. È molto difficile diventare una persona migliore, anche perché è un viaggio che dura tutta la vita. Per questo ammiro chi ha vissuto a lungo ma continua a cercare di migliorarsi. Mi sembra quasi di vedere delle aureole intorno alle loro teste. Se ci fossero più persone così, il mondo non sarebbe un posto migliore?
Hai provato qualcosa di nuovo di recente, qualcosa che ti è piaciuto? C’è qualcosa che non hai ancora provato ma che vorresti provare in futuro?
In questi giorni sto incontrando molte nuove persone, faccio amicizia con loro e inizio a lavorare con loro. Credo che la mia vita sociale fosse piuttosto limitata fino alla metà dell’anno scorso. Conoscere nuove persone può sembrare molto faticoso, mi fa sentire in imbarazzo e a volte persino timido, ma sento che queste nuove interazioni mi stanno cambiando. Finché manterrò il mio equilibrio durante questi nuovi incontri, credo che i risultati saranno positivi sia per me che per gli altri. Fare da modello per la copertina di Vogue è un’esperienza molto nuova anche per me. Sono grato per questa opportunità.
Statemi bene!
Fonte originale qui
Pictures cortesy of Vogue Korea



















