Sarò onesta. Ho conosciuto B.I solo l’anno scorso, grazie alla meravigliosa, impossibile da non notare, iconica BTBT (sigla che, non sorprendentemente, rimanda all’espressione coreana ‘bituel bituel’, “sbalorditivo”). Mi sento titolata a scrivere di lui? Assolutamente no. Ma questo è un trauma che devo superare. D’altronde essendo diventata ARMY solo nel 2020, direi che quella di essermi persa la maggior parte del “succo” delle cose è una sensazione che conosco fin troppo bene. Diciamo quindi che considererò l’uscita del suo nuovo album, “To die for” il 1 giugno scorso, una buona occasione per il “nostro” inizio.
E quindi eccoci qui, io e Kim Han Bin, nato a Gyeonggi il 22 ottobre 1996, “rapper, cantautore e produttore discografico”, cit. Wikipedia.
Mi sono informata: la sua carriera inizia, ebbene sì, nel lontano 2011, quando giovanissimo – 15 anni – entra a far parte della YG Entertainment in qualità di trainee. Debutterà qualche anno dopo, nel 2014, con gli IKON. La sua carriera sembra promettente: gli IKON pubblicano, piacciono, e lui vince anche qualche premio in qualità di songwriter.
Tutto bene quindi? Futuro brillante, successo, classifiche, concerti in tutto il mondo ecc ecc? Nah.
Proprio no. Nel 2019, Dispatch ha avuto la brillante idea di rendere pubblica una conversazione privata tra B.I. e un conoscente, risalente a tre anni prima, nella quale si discuteva dell’acquisto di droga. Nella conversazione B.I. sembrava aver cercato di comprare dell’LSD per uso personale.
La pubblicazione di queste chat ha sollevato un polverone, e ha innescato un’indagine da parte delle autorità sudcoreane. Ricordiamo infatti che in Corea del Sud tutto ciò che ha che fare con le droghe è illegale, e come stiamo vedendo nel caso di Yoon Ah In, uno scandalo ad esse correlato può portare a gravi conseguenze legali e sociali.
Poco dopo lo scoppio della bomba B.I., che all’epoca aveva 20 anni, ha rilasciato una dichiarazione ammettendo di aver considerato, nel bel mezzo di un periodo molto duro per lui personalmente e professionalmente, di fare uso di droghe stimolanti, ma asserendo di essersi spaventato all’idea e di non averle quindi mai assunte.
Tuttavia, alla fine la pressione mediatica e le reazioni scandalizzate del pubblico lo hanno portato a prendere la decisione di lasciare iKON e YG Entertainment.
Il contratto, a quanto pare, fu rescisso di comune accordo fra le parti. In seguito, B.I. ha più volte chiesto scusa pubblicamente per il suo comportamento (… aver avuto un momento di smarrimento ma essere stato abbastanza forte da non cadere nella trappola della droga è forse un comportamento di cui scusarsi, mi chiedo io? In Corea del Sud evidentemente sì), esprimendo rimorso per aver deluso i suoi fan. Nonostante il fatto provato che l’artista non avesse mai fatto uso di sostanze – la stessa YG Entertainment ha confermato che tutti i test antidroga ai quali sottoponeva regolarmente gli artisti avevano sempre avuto esito negativo – lo scandalo ha avuto un impatto significativo sulla carriera di B.I., così come sul gruppo iKON.
Dopo il suo allontanamento dagli iKON e dalla YG Entertainment, B.I. ha trascorso un periodo di tempo lontano dalla scena pubblica per riflettere sulla sua situazione e cercare di riprendere in mano la sua carriera. Nel 2020 ha fondato la sua etichetta, la 131 Label, e ha annunciato il suo ritorno come artista solista. Da allora ha rilasciato nuove tracce, fra cui la sopracitata BTBT nel maggio 2022 – main trak dell’EP “Love or Loved pt. 1” uscito nel novembre 2022, cercando di ricostruire la sua reputazione e riacquistare la fiducia dei fan, molti dei quali hanno comunque sempre dimostrato vicinanza e comprensione per il giovane artista.
“To die for”, secondo full album in studio dopo “Waterfall” (2021), segna il definitivo ritorno di B.I. sulle scene: in occasione dello showcase live streaming tenutosi poco prima della release dell’album, B.I. ha colto l’occasione per chiedere nuovamente scusa per le sue azioni. Durante l’incontro con la stampa ha detto ai giornalisti
Non ho altro da dire se non che mi dispiace. Non è passato un solo giorno in cui mi sono sentito a mio agio. Rifletto sempre su me stesso e mi pento (…) Promuovo quest’album con il cuore, per ripagare il debito. Non credo che l’auto-riflessione e il pentimento finiranno mai. So che è una questione soggettiva, ma personalmente vivrò con il cuore pesante per il resto della mia vita.
A quanto pare però la sua gente, e il pubblico in generale, lo ha già perdonato: “Dare to Love (feat. Big Naughty)” ha raggiunto la prima posizione nella classifica di iTunes in molti stati nel mondo, e anche “Die for Love (feat. Jessi)” sta andando bene.
L’album (lo potete ascoltare qui) include 15 tracce e molti ospiti, oltre ai citati Big Naughty e Jessi: i rapper Kid Milli e Lil Cherry in “Wave” e “Beautiful Life” e la band punk sudcoreana Crying Nut. Un bellissimo duetto è quello con Colde per NERD.
Per celebrare l’uscita di “To Die For”, B.I ha pubblicato su Youtube un cortometraggio nel quale le canzoni del nuovo disco fanno da colonna sonora alla narrazione del complicato rapporto tra B.I e un (metaforico o meno) interesse amoroso. Inoltre, sul canale di 131 Label sono state pubblicare le dance practice delle due title track perché sì, il nostro giovine è anche un ottimo, sublime ballerino.
Han Bin ha solo 26 anni e ha già vissuto due vite, almeno professionalmente. Il suo talento e l’affetto delle persone che hanno visto in lui qualcosa di buono gli hanno permesso di rinascere dalle ceneri, e ora si è definitivamente trasformato in una meravigliosa, matura e potente fenice.
E’ proprio il caso che io lo dica, quindi: è un piacere averti trovato, caro B.I.