Dimenticate le formalità del tè, per Woongcha tutto ruota intorno all’infuso – Kim Hae-yeon

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di Kim Hae-yeon
maggio 2023

traduzione di Sirio

Nel tranquillo quartiere residenziale di Eungpyeong-gu, a Seoul, a pochi passi dalla stazione di Eungam, si trova un gioiello nascosto. L’esterno poco appariscente mostra il calore che c’è all’interno, con un’insegna che ricorda la lettera coreana “woong”, abilmente modellata con una tazza e una credenza.
Quando gli ospiti varcano l’ingresso, vengono accolti da Park Jung-woong, 32 anni, il cordiale proprietario di una sala per la condivisione del tè. Qui le conversazioni e i piccoli discorsi hanno la precedenza sui menu, una rarità nella frenetica Seoul o nei caffè delle città metropolitane.
Sin dall’apertura di Woongcha nel 2021, Park ha sostenuto con passione una visione unica: liberare la cultura del tè dai confini di concetti come “mindfulness” o “guarigione” e integrarla con disinvoltura nella nostra vita quotidiana.
“Sebbene amassi il gusto del tè, da bambino odiavo la rigidità della cultura del tè, il fatto di dovermi sentire obbligato a presentarmi con un certo atteggiamento o mentalità”, ha dichiarato Park al The Korea Herald prima di iniziare la sua sessione di degustazione del tè, il 12 maggio. “Non ci avviciniamo al caffè o alla birra con motivazioni filosofiche elevate, e credo che il tè non dovrebbe essere diverso”.
Questa filosofia lo ha portato a fondare Woongcha, dove il tè viene assaporato senza pretese o pressioni. Nelle lezioni di Woongcha, della durata di un giorno, non si parla solo di tè, ma si promuove un senso di comunità e di connessione. Park invita un massimo di otto ospiti a intraprendere un viaggio di tre ore nel mondo del tè.
Il corso inizia illustrando una breve storia di come l’uomo ha iniziato a gustare il tè con alcuni supporti visivi. Park guida poi i visitatori attraverso le nuances dei tipi di tè, dal bianco delicato al nero robusto, incoraggiandoli a scoprire le proprie preferenze lungo il percorso.

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Nella seconda parte della lezione, Park presenta una serie di strumenti per la preparazione del tè, spiegando lo scopo di ciascuno, tra cui un “dagwan”, una teiera di terra, e un “gaiwan”, una ciotola con coperchio senza manico. Infine, vengono distribuiti agli ospiti sei diversi tipi di foglie di tè, per esercitarsi nella preparazione del tè.
“Per chi è alle prime armi, il mio obiettivo è permettere loro di familiarizzare con il tè”. Ha detto Park. Ha poi condiviso il suo punto di vista personale, secondo cui i coreani non hanno pienamente abbracciato la loro cultura del tè in una società che si sta evolvendo rapidamente, in contrasto con l’immensa popolarità del caffè e del vino.
“Molti coreani non sanno che il tè nero viene prodotto in Corea, ma in realtà è così, e vantiamo anche i nostri straordinari profili di sapore”. Park ha spiegato che tra le nazioni produttrici di tè, la Corea si distingue per avere uno dei climi più freschi. Sebbene questo possa essere percepito come uno svantaggio significativo dagli amanti del tè alle prime armi, secondo Park offre un netto vantaggio, poiché contribuisce alla natura leggera e delicata del tè nero coreano.
“Il tè nelle regioni calde ha il potenziale per sviluppare un sapore amaro e astringente, che si traduce in un gusto robusto. In Corea, invece, il tè nero ha una caratteristica opposta, essendo straordinariamente leggero e delicato al palato”. Ha detto Park, insistendo sul fatto che non ci sono regole per il grado e l’entità del gusto di ciascun tipo di tè.

Nonostante il distacco rispetto a Paesi vicini come Cina e Taiwan in termini di superficie e di produzione di tè, Park sostiene che i consumatori non sono spinti principalmente dall’efficienza dei costi, ma piuttosto dal fascino dell’originalità e dell’unicità.
“All’inizio degli anni 2000, quando sono cresciuto, i film coreani non erano della migliore qualità. Grazie al costante consumo e alla critica degli spettatori, alla fine sono stati riconosciuti a livello mondiale. Credo che lo stesso possa accadere per il tè coreano”.
Il viaggio di Park verso la creazione di Woongcha è stato tutt’altro che semplice. Dopo aver trascorso tre anni a lavorare come impiegato in un’importante impresa edile, un fine settimana la sua vita ha preso una piega inaspettata. Durante una visita a un tempio vicino, gli fu offerta una tazza di woojeon, un tè verde tipicamente coreano.

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“È stato un momento di grande rivelazione. Adoro il tè verde, ma non era paragonabile alle mie esperienze con il tè verde che di solito si ottiene dalle bustine”. Ha detto Park. Da quel momento, Park è stato determinato ad aprire uno spazio per la cultura del tè nella sua casa di Eungpyoung-gu, per approfondire lo studio del tè e condividerlo con gli altri.
Oltre alle lezioni di tè, Park si confronta con gli appassionati di tè attraverso l’account di Woongcha sui social media e li invita regolarmente a partecipare a eventi e viaggi dedicati al tè.
Domenica prossima, quattro clienti abituali di Woongcha e Park partiranno per un viaggio di due giorni a Hadong, nella provincia di South Gyeongsang, per visitare le fattorie di tè locali.
Mentre Woongcha è in continua evoluzione, Park ha in programma di introdurre un nuovo servizio di abbonamento al tè entro la fine di quest’anno, che offrirà tre diverse varietà di tè una volta al mese.
Il corso di tè di un giorno ha un costo di 50.000 won a persona. Chi ha imparato a conoscere le basi del tè può iscriversi alle sessioni regolari tramite Instagram di Woongcha, per telefono o di persona.

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Team delle traduzioni di Koreami.org