Jang Shin yu, un avvocato colpito da una maledizione millenaria, incontra Lee Hong Jo, un’impiegata pubblica della cittadina di Onju, che è destinata ad essere l’unica donna che potrà spezzare il maleficio.
Il drama, che vede come protagonisti il talentuoso ed affascinante Rowoon (interpreta Shin yu), ex idol degli SF9 visto nei recenti “King’s of affection” e “Tomorrow”, e la bravissima e bellissima Jo Bo ah (“Tale of the nine tailed” – interpreta Hong Jo), é una tipica commedia romantica nella quale il primo impatto, anzi per meglio dire scontro, tra i personaggi principali sarà l’inizio di una serie infinita di cliché che tanto piacciono agli appassionati del genere, me compresa.
Tutta la storia ruota attorno alla vita nella sede comunale di Onju, e gli altri personaggi fanno da contorno alla vicenda principale, mettendo spesso in piedi scenette sulla cui comicità ci sarebbe da discutere e che, secondo me, senza approfondire e soffermarsi più di tanto sulle loro vicende personali, finisce per svilire ulteriormente il loro ruolo già marginale, a tratti inutile.
Un personaggio che invece ho trovato molto interessante é il collega di lavoro di Hong Jo, Kwon Jae Kyung, interpretato dal bravissimo Ha Jun (visto in “Arthdal Chronicles”): un uomo all’apparenza freddo e indifferente, ma del quale si scopriranno lati del carattere che lo faranno apparire del tutto diverso, e il suo personaggio avrà un ruolo inaspettato nella vicenda.
Detto questo, credo che la vera forza di questo drama risieda totalmente nell’intesa dei protagonisti, attraverso la quale riescono a creare una relazione genuinamente dolce, divertente, a tratti persino commovente.
La loro indiscutibile alchimia riesce a trasmettere allo spettatore tutta la bellezza e l’intensità di una storia che, pur non eccellendo per originalità, riesce comunque a mantenere viva l’attenzione durante quasi tutta la narrazione e a tenere un ritmo equilibrato tra emozioni forti e momenti più leggeri e sereni.
L’unica pecca, che spesso contraddistingue questo genere di drama, é la lentezza degli episodi centrali, che nel caso di “Per amore e per destino” risultano un po’ ridondanti e ripetitivi, con l’unico scopo di “allungare il brodo”, e giungere al sedicesimo episodio.
Fortunatamente tutto questo patimento viene egregiamente compensato dall’infittirsi della trama, soprattutto dal decimo episodio in poi, quando si entra nel vivo della vicenda.
A questo punto sorge spontanea una domanda: vale davvero la pena investire circa 16 ore della propria vita per vedere “Per amore e per destino”?
Posso dire in tutta onestà di si.
É un drama piacevole e leggero, come solo le produzioni coreane sanno essere.
La storia di Jang Shin Yu e Lee Hong Jo si intreccia tra passato e presente, con ambientazioni incantevoli e romantiche; tutta l’avventura che i protagonisti intraprendono per poter spezzare la maledizione si svolge con il sottofondo delle dolci note di OST emozionanti, come “I’ll always be with you” di Lyn, una delle canzoni più intense che abbia ascoltato in un drama negli ultimi mesi. Stupenda.
Pertanto, questo drama è consigliato a chiunque cerchi qualcosa di leggero e romantico, a tratti profondo, sicuramente commovente.
Buona visione!