Mentre continua la disputa tra NJZ (ex NewJeans) e la loro agenzia Ador, cinque grandi organizzazioni dell’industria musicale coreana hanno ribadito la loro posizione contro le interferenze esterne nei contratti esclusivi. Durante un incontro a Seoul, hanno sottolineato l’importanza della fiducia tra artisti e agenzie, affermando che il rispetto dei contratti è essenziale per un’industria sostenibile.
Steve Choi, segretario generale della Korea Music Content Association (KMCA), ha introdotto il principio “3ECT” (Connect, Respect, Protect) come codice etico per il settore. Ha denunciato il rischio che finanziatori esterni e altre agenzie spingano gli artisti a rescindere i contratti, indebolendo così il sistema attuale.
Il caso NJZ è stato affrontato direttamente, in particolare le accuse di maltrattamenti subiti da Hanni da parte di un manager di Belift Lab, altra sussidiaria di HYBE. Pur dichiarandosi neutrali, le associazioni hanno insistito sul fatto che nessun contratto dovrebbe essere sciolto prima di una sentenza legale. Tuttavia, la conferenza stampa, tenutasi poco prima dell’udienza del 7 marzo sulla risoluzione del contratto tra NJZ e Ador, è stata vista come un tentativo di influenzare il dibattito a favore di HYBE.
L’assenza di voci degli artisti e delle fan community ha sollevato critiche. Il gruppo di fan “Team Bunnies” ha accusato le organizzazioni di rappresentare solo gli interessi di HYBE e Ador, piuttosto che l’intero settore. Secondo loro, il problema non riguarda solo le interferenze contrattuali, ma anche le presunte violazioni contrattuali da parte della società madre nei confronti della sua affiliata.
I fan chiedono una rappresentanza equa di tutte le parti coinvolte, esortando le associazioni a mediare il conflitto invece di prendere posizione a favore delle agenzie.
Fonte: the korea times
