Weverse magazine
Article: Kang Ilkwon (Music Critic)
Photo Credit: BIGHIT MUSIC
Anche dopo essere salito alla ribalta mondiale come membro dei BTS, l’identità principale di j-hope continua a ruotare intorno alla street dance.
L’ultimo album dell’artista, HOPE ON THE STREET VOL.1, è una testimonianza del suo indissolubile legame con il mondo della danza. L’uscita è presentata come “un album speciale” e il formato non potrebbe essere più azzeccato. L’album include sia nuovi brani che nuove versioni di vecchi successi, come la versione solista di j-hope di “on the street” – originariamente una collaborazione con J. Cole – e un remix di “what if…”.
Per chiunque ami le nuove versioni e i remix delle canzoni precedentemente pubblicate, così come le tracce completamente nuove, questo album presenta la tracklist perfetta.
Il primo brano che gli ascoltatori probabilmente noteranno è “NEURON“, con gli artisti hip hop coreani ultra-talentuosi Gaeko e Yoonmirae che aggiungono un’irresistibile strato di rap. j-hope apre la traccia con un rap roco che coinvolge subito l’ascoltatore, con Gaeko che punteggia la canzone con il suo flow magistralmente tagliente e denso come sempre e Yoonmirae che conclude il tutto perfettamente con un rap euforico.
Il titolo “NEURON” è un triplo gioco di parole, che allude al tipo di cellula del sistema nervoso, al nome della dance crew di j-hope e alle parole “New run” nel testo, che a loro volta significano un nuovo inizio.
Poi c’è il valore di produzione mozzafiato della canzone. Il brano presenta somiglianze superficiali con “on the street”, ma il suo arrangiamento più pieno lo fa risaltare, combinando il suono boom bap prevalente nell’hip hop della East Coast tra la metà degli anni Novanta e gli anni Duemila con un rap pop melodico, e inserendo anche un talk box nel ritornello, un suono comunemente sentito nell’hip hop della West Coast. Inoltre, nelle battute che precedono il rap di Yoonmirae troviamo un’abbondanza di variazioni accattivanti.
Con accenti emozionanti, come il modo in cui i riff di tastiera scendono dal ritornello pop quando la canzone passa a un nuovo ritmo, il singolo è un’incomparabile lettera d’amore di j-hope all’hip hop.
“i wonder...”, con il compagno Jung Kook dei BTS, è una sapiente fusione di funk ed elettropop. Sostenuti da una produzione sonora brillante e vivace, il canto rap in autotune di j-hope e la voce melodica di Jung Kook trasmettono il loro risoluto amore e la loro fiducia nei confronti dei fan, nonché i loro sentimenti reciproci, avendo viaggiato insieme finora come membri dello stesso gruppo idol, un tributo particolarmente toccante per chi li ha seguiti per tutto questo tempo.
A seguire immediatamente è la traccia “lock / unlock” (con Benny Blanco e Nile Rodgers), un colpo di genio che enfatizza le basi funk condivise dai due brani.
Mentre “lock / unlock” è il brano più ballabile dei due e più vicino alle definizioni standard di funk, la struttura delle sezioni ritmiche di entrambe le tracce è comparabile, dando l’impressione di due parti della stessa canzone che esprimono stati d’animo distinti in tempi diversi.
La combinazione tra la voce dell’artista poliedrico Benny Blanco e la chitarra della leggenda vivente del soul/funk Nile Rodgers si integra perfettamente con la voce di J-Hope, dando vita a un brano particolarmente adrenalinico. Le due canzoni funk back-to-back aumentano gradualmente il ritmo dell’album, culminando nella traccia successiva, “i don’t know” con HUH YUNJIN de LE SSERAFIM.
Lo stile patinato della deep house, la performance di j-hope, l’incantevole monologo francese e la voce di HUH YUNJIN sono assolutamente squisiti.
Le nuove versioni mixate dei brani inclusi in questa release regalano alle orecchie il tipo di scelte sonore che solo un progetto come questo, che si distingue dai normali album in studio, può offrire.
La versione solista di “on the street” VOL.1 vede j-hope riempire lo spazio in cui un tempo si esibiva J. Cole con versi e rap pieni di nuovi testi intelligenti, che permettono all’artista di infondere al suo messaggio una portata ancora maggiore. La versione solista è un tributo alla street dance, che rappresenta le radici dell’idol, i luoghi in cui è stato lungo la strada, l’ispirazione che lo spinge al livello successivo e un omaggio alla strada che gli dà lezioni di vita, il tutto racchiuso in una nuova versione che dà ai fan una seconda possibilità di ascoltare una canzone per la quale hanno già riversato tanto amore.
La frase più significativa di tutto l’album mozzafiato proviene da questi nuovi versi:
C’è una differenza tra conoscere il sentiero e percorrerlo.
A volte nella vita pensiamo di sapere come ottenere ciò che vogliamo – come realizzare i nostri sogni – ma mettere in pratica quel piano è tutta un’altra cosa.
È una frase breve, ma rimane davvero impressa nell’ascoltatore.
L’amatissima canzone “What if...”, contenuta nell’album Jack In The Box del 2022 di j-hope, si reincarna in quest’ultima release sotto forma di mix dance, campionando l’iconica “Shimmy Shimmy Ya” del compianto Ol’ Dirty Bastard, in una botta e risposta tra hip hop newyorkese ed elettronica senza uscire dai binari dell’originale ad alto numero di ottani.
La novità di questo remix è rappresentata dal contributo del cantautore e produttore JINBO, le cui aggiunte supportano la visione di j-hope e forniscono una pausa rinfrescante.
Approfondiamo un attimo il discorso su JINBO.
È uno dei pochi artisti in Corea che ha compreso appieno l’anima neo soul e hip hop e ne ha fatto buon uso in una carriera che ha sempre oscillato tra hip hop/R&B e K-pop. I suoi vocalizzi morbidi e soul servono a lenire la parte finale di una canzone principalmente punteggiata dai profondi e velocissimi rap e dai ritmi aggressivi di j-hope.
HOPE ON THE STREET VOL.1 è una master class su come bilanciare l’appeal di massa con un’esplorazione più profonda di generi specifici. Al suo interno, le ambizioni che j-hope trasmette sono semplici e si può sentire quanto sia genuino – l’amore eterno per le sue radici artistiche di street dance, l’orgoglio per se stesso come ballerino, il rispetto e la dedizione per il rap/hip hop e la sincera dedizione per i fan che lo hanno sostenuto in ogni momento – in ogni nota di ogni canzone grazie a quelle umili aspirazioni. Richiama la famosa citazione di Martin Scorsese pronunciata da Bong Joon Ho agli Oscar:
Il più personale è il più creativo
j-hope non sta facendo un ostentato brindisi alla street dance o all’hip hop, tuttavia non dimentica mai da dove è partito e ricorda costantemente a se stesso, con gioia, apertura e onestà, il viaggio che sta percorrendo.
