di Oh Minji per Weverse Magazine
luglio 2024
traduzione di Koreana
Fedele alla parola data in occasione del 10° anniversario del debutto, la prima cosa che Jin ha fatto una volta congedato dall’esercito è stata quella di andare su weverse LIVE per parlare con ARMY. Li ha poi salutati di persona il giorno successivo alla BTS FESTA, l’evento che ha celebrato gli 11 anni dal debutto del gruppo. Jin ha rimandato tutti i piani post-servizio tranne quelli che riguardavano ARMY, lavorando giorno e notte per otto giorni di fila, senza un solo giorno di riposo. Tuttavia, lo ha fatto con un sorriso sincero, chiarendo che non c’è nulla di pesante nel lavorare tante ore per dimostrare ai suoi fan quanto siano importanti per lui. “E’ così che si fa, sapete? È questo il senso dell’essere una superstar”.
Congratulazioni per aver terminato il servizio militare!
Jin: Mi sembra di essere in licenza e di dover tornare alla base. Non mi sembra ancora di essere veramente fuori. È piuttosto disorientante, in realtà. Ho chiesto ai miei amici e mi hanno detto che passerà dopo un mese o due, o forse tre. Mi hanno detto: “Vedrai, dirai “voglio tornare a casa” per abitudine, anche una volta fuori”. E lo faccio davvero! (ride)
Ti attieni ancora alla stessa routine che avevi quando eri nell’esercito?
Jin: Mi viene ancora sonno verso le 10 o le 11 di sera, ma devo riprendere il mio programma di lavoro, quindi a volte vado a letto tardi o mi sveglio alle cinque del mattino. Sembra che mi stia riadattando abbastanza velocemente. Sono passati circa otto giorni da quando sono uscito e ho lavorato tutti i giorni, tranne uno.
Non è stata dura?
Jin: Ma è così che si fa, sai? Sono una superstar! (ride)
Beh, signor Superstar, era incorniciato dalla canzone dei BTS “Dynamite” mentre veniva congedato, giusto? RM suonava il sassofono accanto a te. (ride)
Jin: Non mi ero nemmeno accorto che stesse suonando, e ho scoperto che la canzone suonata era “Dynamite” solo quando ho visto il video, più tardi. Ero un sergente istruttore, quindi ero abituato a sentire sempre il sassofono nelle registrazioni della banda dell’esercito, come nelle cerimonie di congedo e di arruolamento. Così, quando ho sentito la musica, ho pensato che fosse la stessa musica di congedo di sempre. Stavo piangendo, e ho dovuto fare il saluto qua e là perché c’erano i giornalisti, ed ero così sopraffatto che non avevo idea di cosa stesse succedendo. Poi mi sono girata a guardare, ho visto Namjoon e ho pensato: “Eh?”. Era il Namjoon di sempre, ma indossava qualcosa di super strano! (ride) Ho pensato: “Cosa? Comunque, grazie per essere venuto. Va bene, Namjoon, andiamo, andiamo”.
Quando ti sei arruolato eri l’unico soldato del gruppo, e ora sei l’unico civile.
Jin: Sì, [alla cerimonia] i ragazzi continuavano a dirmi che erano invidiosi, e le persone del team di gestione che sono sempre in giro mi hanno detto che non avevano mai visto uno sguardo di invidia così genuino nei loro occhi. Tutti avevano quello sguardo, dicevano. Quindi non me ne sono vantato o altro, li ho solo presi molto in giro. Era troppo bello vederle agitarsi per questo. Ho continuato per circa 30 minuti (ride).
Il giorno del congedo hai abbracciato le nuove reclute e hai detto loro: “Abbiamo fatto un buon lavoro”. Penso che sia una testimonianza di quanto tu sia stato impegnato durante il servizio militare. E devi essere stato un ottimo soldato senior perché, a quanto pare, uno dei giovani stava piangendo a dirotto.
Jin: Non solo quel ragazzo, ma tutti gli altri nella nostra caserma sotto di me, e sotto di loro, e sotto di loro, piangevano. Tutta la nostra baracca era in lacrime. La gente non piange sempre, ovviamente, ma lo fa quando i senior buoni se ne vanno. Secondo me nel mio caso non era tanto perché fossi stato un bravo senior, quanto piuttosto perché sono popolare. (ride) Eravamo tutti assistenti del sergente istruttore, non eravamo in molti. Eravamo solo noi 25, e nel nostro gruppo c’erano solo sei o otto persone alla volta. C’era un ragazzo che aveva solo quattro anni meno di me ed era entrato esattamente nello stesso periodo di Hobi, quindi solo quattro mesi dopo di me. Siamo diventati molto amici, nel corso di 10 mesi.
Qual è stato il tuo segreto per essere così popolare?
Jin: Ho speso la mia paga militare, e anche qualcosa in più, per comprare cibo per tutti. (ride) Molti di loro avevano appena compiuto 19 anni e non avevano mai avuto un lavoro prima, ma io sono più stabile finanziariamente, quindi dicevo: “Dovete mangiare bene per rimanere in salute. Dai, offro io” e pagavo loro il cibo. Ho comprato così tanto pollo fritto, jokbal e pizza da farglieli venire a noia. Portavo anche persone di altri gruppi a fare il barbecue. A volte i ragazzi scherzavano e dicevano: “Sergente Kim, hai fatto qualcosa di diverso dal dormire oggi?”. E io rispondevo: “Di quale gruppo sei? Ti avrei offerto la cena stasera, ma ora non più. Non verrai con me!”. E loro rispondevano: “Oh no, scusa, signore!”. Ci divertivamo così, e io offrivo comunque la cena a tutti. (ride) Questo ha fatto sì che la gente della mia squadra arrivasse a chiamarmi dio, non dico per vantarmi. Appena mi vedevano, dicevano: “Ti adoro!”. (ride)
Ti hanno scritto dei messaggi per il tuo congedo, tra cui uno in cui si dice che hai comprato del cibo per loro così spesso che non riescono nemmeno a ricordare tutti i diversi menu che hai offerto. È già abbastanza difficile prendersi cura di se stessi quando si è nell’esercito, cosa ti ha spinto a prenderti cura degli altri soldati arruolati in questo modo?
Jin: Quei ragazzi sono sempre stati buoni con me, così ho mantenuto un attitudine positiva per tutto il servizio e ho detto loro: “Ci sta, tutti commettono errori. Non avete fatto nulla di davvero sbagliato. Onestamente, il fatto che io sia entrato nell’esercito sei mesi prima non mi rende migliore di voi. Io per dire sono nell’industria dell’intrattenimento già da 10 anni e ci sono ancora molte cose che non so. Faccio degli errori, come tutti”. C’è stata solo una volta in cui ho perso le staffe.
Che cosa è successo?
Jin: Un soldato ha fatto qualcosa di sbagliato ma continuava a scherzare e a dire: “Ora risolvo tutto, signore”, e io gli ho detto: “Va bene se fai degli errori. Non è che io sappia tutto. Anch’io faccio degli errori. Ma se un soldato senior ti dice di fare qualcosa, devi almeno fingere di ascoltare. Non puoi continuare a fare lo scemo in questo modo. Lo capisco, ognuno è diverso. Ma devi almeno capire perché hai commesso quell’errore. Ti dirò come fare un’altra volta, quindi vedi di fare attenzione e non scherzare più”.
Sei stato così gentile con i tuoi allievi! Non c’è da stupirsi che ti abbiano chiamato “dio”. (ride)
Jin: Anche gli altri soldati del mio livello erano fantastici. Quando eravamo circa a metà del nostro servizio, nessuno veniva più segnalato nella cassetta delle segnalazioni anonime, sia gli ufficiali che il personale arruolato hanno classificato il loro livello di soddisfazione intorno al 98 o 99%. Ho sentito dire che di solito è solo del 38 o 40%. Tutti erano piuttosto invidiosi della nostra squadra. Dicevano che andavamo molto d’accordo.
Scommetto che tutti nell’esercito sono stati dispiaciuti di vederti andare via, non solo le nuove reclute. (ride) Ti sei anche guadagnato il titolo di “soldato d’élite”, vero?
Jin: Varia a seconda del campo, ma nel nostro avevamo la possibilità di esercitarci con le armi da fuoco ogni volta che arrivavano nuove reclute. Così ho avuto modo di esercitarmi a sparare, e facevo sempre esercizi come addominali o flessioni da solo, così sono diventato progressivamente più forte. Dovevamo correre con gli allievi, e gli assistenti del sergente istruttore non possono restare indietro, quindi mi sono imposto di continuare a correre finché non sono diventato più bravo. Mentre stavo lavorando per ottenere il titolo di assistente del sergente istruttore, i miei soldati senior si sono avvicinati a me e mi hanno detto: “Non mangiare la cena o il tuo stomaco sarà sottosopra e non sarai in grado di correre domani”. Allora ho detto che avrei mangiato solo un po’ e loro mi hanno risposto: “No. O se proprio devi, limitati a un solo cucchiaio”. Poi, la mattina dopo, mi hanno detto: “Oggi è il grande giorno. Non bere più acqua”. Allora ho detto: “Solo un sorso!”. E loro: “Solo un sorso, allora, e non di più”. E poi mi hanno detto: “Ecco, questo farà in modo che tu non lo senta quando le gambe inizieranno a farti male, e quindi potrai correre molto bene”, e poi mi hanno ricoperto di spray gelido.
Sembra che lì ti abbiano davvero amato. Questo dimostra quanto sei stato bravo anche con tutti loro.
Jin: Cosa posso dire… Sono proprio adorabile. (ride)
Eri amato dai tuoi coetanei nell’esercito, e ora che sei fuori, sei amato dai tuoi fan, gli ARMY, che hai recentemente incontrato di persona alla BTS FESTA.
Jin: Quando sei nell’esercito, ci sono molte restrizioni e nessuna delle cose che hai è tua, il che non è sempre facile. Ma una volta sul palco, avevo i miei fan di fronte a me, il mio microfono e le mie cuffie, e tutto sembrava proprio come me lo ricordavo. Ho sentito di essere a casa. Tutti immaginano come è per una superstar sentire la gente che li acclama sul palco. Io so già come ci si sente, è una cosa che posso recuperare con il tempo, ma quando ero nell’esercito non riuscivo a sentirla. Così, quando sono tornato, ho pensato: “Ci siamo, il cuore che batte forte, l’eccitazione nervosa, il boato della folla”.
Come ci si sente a tornare sul palco, a sentire di nuovo quegli applausi?
Jin: I fan potrebbero non volerlo sentire, ma mi sono impegnato molto per non lasciar trapelare la sensazione. Voglio dire, era il giorno successivo a quello in cui sono uscito dall’esercito. Non avevo molto tempo per esercitarmi ed era passata una vita dall’ultima volta che avevo cantato. Mi sarei potuto mettere a piangere non appena iniziato a cantare, se mi fossi agitato troppo e se avessi iniziato a commuovermi. Dovevo fare un bello spettacolo per i fan, quindi non potevo permettermi di soffocare fino al punto di non riuscire a cantare. Così ho alzato di proposito il volume dei miei auricolari per cercare di soffocare le emozioni e ho chiuso gli occhi durante la prima canzone. In realtà avevo fatto un test con la cheongsimhwan (pillola medicinale tradizionale coreana con effetti calmanti) proprio per prepararmi a quella performance. (ride)
Cosa intendi con “un test di cheongsimhwan”?
Jin: Sapevo che il mio cuore sarebbe stato in fibrillazione una volta salito sul palco, così ho provato a prendere un cheongsimhwan quando stavo tornando alla base dopo aver preso un po’ di ferie. Volevo vedere in anticipo se l’assunzione di un cheongsimhwan mi avrebbe seccato o meno la gola e quanto avrebbe potuto rallentare il battito del mio cuore. Alla fine, in effetti, mi ha reso la gola molto secca e temevo che la mia voce si sarebbe potuta incrinare durante l’esibizione, quindi ho cercato rapidamente qualcos’altro da prendere e l’ho preso il giorno stesso. Il mio cuore, però, continuava a battere all’impazzata.
Eppure, nonostante tutto, hai cantato “Super Tuna” con la seconda strofa per la prima volta. E questo con un solo giorno di preparazione.
Jin: La canzone era già pronta, quindi ho continuato ad ascoltarla con la seconda strofa. Ma si può ancora capire quanto fossi nervoso. (ride) Oh! E sto lavorando duramente al mio nuovo album. Fortunatamente, tutti i ragazzi hanno finito di fare i loro album prima di arruolarsi, e ora sta per uscire quello di Jimin. Questo mi ha fatto pensare che sarebbe meglio non aspettare troppo per pubblicare il mio dopo l’uscita del suo, quindi sto lavorando per farlo in fretta. Sarebbe bello anche partecipare a qualche spettacolo di varietà. Inoltre, dato che ARMY non vede la mia faccia da così tanto tempo, volevo metterla in un posto dove ARMY potesse vederla bene e in grande, quindi ho preso appositamente degli spazi pubblicitari sui cartelloni più grandi che ho trovato.
Hai fatto tutto questo e la BTS FESTA il giorno dopo essere stato congedato, e sono passati solo otto giorni?
Jin: È così che si fa. Non si smette di respirare solo perché l’aria è cattiva (ride). Ho pensato che bisogna fare quello che si deve fare, anche se non sempre nelle migliori circostanze.
Hai detto che la BTS FESTA era una di quelle cose a cui non avresti mai rinunciato. Devi aver dovuto continuare a esercitarti quando eri in congedo dall’esercito, durante le pause quando eri lì, e anche subito dopo il congedo. Deve essere stata dura.
Jin: C’era molta pressione e sì, è stata dura. È stata dura, visto che non ho potuto esercitarmi nel mondo esterno con abbastanza tempo a disposizione. L’ho fatto solo per amore. (ride)
Questo è vero amore. (ride) Mi ricorda qualcosa che hai scritto nella lettera per il decimo anniversario del tuo debutto: “Dieci anni sono sufficienti per spostare fiumi e montagne, come dice il proverbio, ma l’amore tra BTS e ARMY non cambia mai, e questo è semplicemente fantastico”.
Jin: Anche se gli ARMY dovessero lasciarci, in un futuro lontano, noi non potremmo mai lasciare gli ARMY. Come ho detto prima, stare con ARMY è come stare a casa. Ci fanno sentire sicuri. Voglio dire loro che farò sempre del mio meglio e chiedere loro di restare al nostro fianco per molto tempo. Voglio anche ringraziarl* per averci aspettato.
Come siete riusciti a spingervi a fare del vostro meglio ogni singolo giorno per 11 anni di fila?
Jin: Per l’amore che i BTS hanno nei confronti di ARMY. È logico che si faccia del proprio meglio per le persone che si amano, no? Pensa a come ti senti quando ti piace davvero qualcuno: dai assolutamente il massimo per loro. Ed è lo stesso nel nostro caso. Ha senso?
Dovrebbe, ma non è sempre così. Anche se si ama qualcuno e si fa del proprio meglio per lui/lei, altre cose possono finire per avere la priorità.
Jin: Quando ho lasciato l’esercito, ho rimandato tutto per poter incontrare i fan. Ho detto in anticipo alla mia famiglia e ai miei amici: “Devo vedere ARMY, quindi vi sarei grato se non mi chiedeste di organizzare feste per il mio congedo fino a dopo questa settimana”. La gente mi ha detto: “Sei appena uscito, dovresti prenderti una pausa. Incontriamoci”. Sono uscito mercoledì e non ho fatto alcun piano fino a dopo domenica. Tutte le altre cose potevano aspettare. Vedere i miei fan è la mia priorità assoluta: devo mostrare la mia gratitudine prima di fare qualsiasi altra cosa, credo. Non c’è dubbio. È sempre stato così, quindi ora è quello che tutti si aspettano. ARMY mi sostiene e mi rende davvero felice. Sono incredibilmente importanti per me, quindi è logico che io pensi a mettere il mio tempo con loro al primo posto.
Mi sembra notevole che tu abbia continuato a sentirti così per 11 anni di fila.
Jin: Quando penso a quanto sono incredibilmente felice in questo momento, e mi chiedo il motivo, la risposta è perché sono nei BTS. E il motivo per cui i BTS esistono è in definitiva grazie ad ARMY. Ho sempre adorato ARMY per questo motivo, e li/le amo ogni giorno di più, e spero che anche loro siano ancora più felici. Per questo mi impegno al massimo per loro.
Se da un lato è logico che tu esprima il tuo amore alle ARMY, dall’altro è meno scontato che tu riceva tanto amore in cambio, e credo sia questo che ti spinge a lavorare così duramente.
Jin: Il fatto che io piaccia alla gente, che gli altri soldati si sentissero abbastanza bene con me da avvicinarsi a me, che riceva cibo gratis quando esco a mangiare, che le persone mi trattino bene… tutto questo è dovuto al fatto che faccio parte dei BTS. O forse perché sono bello. (ride)
Che cosa significa per te la felicità? Una volta ti è stato chiesto cosa pensavi sarebbe arrivato alla fine di questo bel momento e hai risposto che credevi che un bel momento significasse che ce ne sarebbero stati altri in futuro, ma che, allo stesso tempo, desideravi che quello attuale non finisse mai.
Jin: Ho deciso di non pensarla più così. (ride) Perché se c’è davvero un momento più bello nella vita, una volta finito non ci sarà più niente di ancor più bello dopo di esso, capisci? Ma in realtà, non è che la mia vita precipiti improvvisamente in qualche orribile e oscuro abisso. E le cose sono abbastanza buone e belle anche in questo momento, quindi sembra che non abbia molto senso pensare al futuro o al prossimo momento bello. Sarò pure una star mondiale oggi, ma anche più avanti se diventassi una star di quartiere, o anche solo una star a casa mia, conta solo che io sia felice. Questo mi farebbe cadere nella disperazione? Non ci sarebbe mai più un altro momento bello? Ho capito che non c’è bisogno di pensare così. Se continuerò a vivere la mia vita in questo modo fino a quando non diventerò una stella minore, finché sarò felice potrò vivere dei bei momenti. Così ho deciso di vedere la mia vita come un unico, lungo momento bellissimo.
Se il momento più bello della vita non è affatto un momento, ma qualcosa che dura per sempre, come ti senti in questo momento?
Jin: Come sempre, felice. (ride)
CREDITS
Articolo Oh Minji
Intervista Oh Minji
Direttore creativo Kim Minkyoung
Coordinatore Oh Minji
Team creativo visivo Kim Gaeun, Kim Leehyun, Kim Minchae(BIGHIT MUSIC)
FotografiaYoon Songyi(@ARTHUBTEO) / Assist. Park Sungen, Baek Juwon, Shin Hyeoni
Video Jo Yunmi, Seo Yujeong
Capelli Hansom / Assist. Taei
Trucco Kim Dareum / Assist. Kim Sunmin
Stilista Kim Youngjin / Assist. Kim Yesong
Scenografia ROH HAUS
Artista Team Protocal Kim Subin, An Dasol, Lee Seungbyeong, Lee Hyeonki, Jeing Daeseong, Jeong Taejin, Lee Jusang, Song Jaekeun
Fonte originale qui
