Lee Ho Kyung, conosciuta in Italia come Elena Lee, laureata in microbiologia e Korean Food chef & Consultant, ha portato nel nostro Paese la cucina tradizionale coreana di qualità.
E’ emigrata dalla Corea del Sud 33 anni fa per seguire suo marito, studente presso un’università di Milano.
Nel corso degli anni, la signora Elena, mamma di tre figli, è diventata una figura di rilievo nel campo della diffusione della cultura coreana attraverso il suo lavoro con il Centro Ricerche Culturali fra Corea e Italia (CRICCI, fondato nel 1996 da suo marito, il professore Cho Min Sang).
Il compito della signora Lee era quello di organizzare varie attività culturali e di curare la pubblicazione del mensile “Noi, Cricci”, periodico bilingue dedicato alla cultura coreana e italiana.
Inoltre, l’associazione si occupava dell’insegnamento della lingua italiana ai coreani e del coreano agli italiani, promuovendo così lo scambio linguistico e culturale tra i due Paesi.
Nel 2009, decide di intraprendere un nuovo percorso nel settore della ristorazione al fine di far conoscere la cultura culinaria del suo Paese, una passione coltivata fin da giovane. Apre così il ristorante coreano “Lee’s Nagrin” a Milano, dove si impegna a presentare la cucina tradizionale coreana utilizzando solo ingredienti di alta qualità. Grazie alla sua dedizione, il ristorante diventa presto un punto di ritrovo per gli appassionati (anche per noi, abbiamo molti bei ricordi al Nagrin) e guadagna la fama di “miglior ristorante coreano in Italia”.
Tuttavia, la pandemia colpisce duramente il suo ristorante e, a causa delle difficoltà causate dal proprietario del locale, la signora Lee si è trovata costretta a chiudere l’attività nel 2022.
Nonostante questa dura prova, non si è lasciata abbattere. Ha utilizzato il suo tempo libero per dedicarsi ad un nuovo progetto e prendersi maggior cura della sua salute.
Nel 2023 ha deciso di lanciare il suo nuovo progetto, il “Corso di cucina coreana a domicilio”, studiato per permettere agli italiani di avvicinarsi alla cucina tradizionale e alla cultura del Paese del calmo mattino.
Il progetto nasce dalla necessità di rispondere alla mancanza di ristoranti coreani in molte città italiane e dalla volontà di diffondere la vera essenza culinaria coreana, portando la sua cucina direttamente nelle case degli italiani.
Attraverso il suo corso, la signora Lee desidera offrire ai suoi clienti l’opportunità di imparare a preparare piatti coreani sani, con proposte dedicate anche ai celiaci e ai vegani, utilizzando ingredienti facilmente reperibili in Italia: una vera esperienza culinaria coreana “lontana dai fraintendimenti spesso presenti nei video e nelle informazioni online”, mi ha detto.
Elena Lee crede fermamente nell’importanza di diffondere la conoscenza della cucina salutare e di una corretta alimentazione. Con il suo nuovo progetto spera di trasmettere la sua grande passione per la cucina e avvicinare gli italiani ad una cultura culinaria differente, ricca di fascino e storia.
L’interesse per la cucina coreana è in forte aumento.
Abbiamo chiesto alla signora Lee una sua opinione in merito. Ecco cosa ci ha detto:
Negli ultimi decenni, l’interesse globale verso la cultura coreana ha subito una straordinaria espansione. Un ruolo di rilievo in questa scoperta della cultura popolare coreana è stato svolto da piattaforme come YouTube e Netflix, che hanno contribuito a diffondere i K-drama e il K-pop. In particolare, i K-drama hanno permesso agli italiani di scoprire gradualmente i principi della sana cucina coreana, in cui la tecnica di fermentazione riveste un ruolo predominante. Pertanto, nutro un grande desiderio di diffondere i cibi fermentati, come il kimchi.
Quando mi chiedono quali sono i punti di forza della cucina coreana, io rispondo: le salse.
La nostra cucina vanta centinaia di salse, chiamate “jang” in coreano, tra cui le tre principali sono la ganjang (salsa di soia), la doejang (pasta di soia fermentata) e la gochujang (pasta piccante). Queste salse vengono prodotte con il meju, un cubo essiccato di soia lessa.
L’elemento distintivo della cucina coreana è proprio rappresentato da queste salse, tutte fermentate. Un altro punto di forza è rappresentato dalla filosofia dell’armonia tra Yin e Yang nella scelta degli ingredienti, che è sviluppata con grande precisione. Pertanto, anche io cerco di preparare cibi che apportino benefici alle persone, e ogni volta che riesco a infondere questa filosofia, mi sento orgogliosa di essere coreana. Dato che i miei genitori vivono ancora in Corea del sud, viaggio occasionalmente per assicurarmi che stiano bene. Quando mi trovo in Corea, mi diverto a visitare vari tipi di ristoranti coreani. È interessante notare come ogni ristorante sia specializzato e offra piatti rappresentativi della propria cucina. Quindi, se visiti la Corea, puoi divertirti a scegliere tra ristoranti specializzati in molluschi, carne alla brace, pesce crudo, granchi, spaghetti coreani, zuppe di carne, piatti tradizionali e molti altri. I coreani amano particolarmente condividere i pasti insieme ai loro familiari e amici, e spesso ci riuniamo per mangiare. In passato ci riunivamo in una casa, ma oggigiorno è diventato difficile organizzare un grande pranzo in casa a causa del ritmo frenetico della vita moderna e della mancanza di tempo per preparare i piatti. Di conseguenza, preferiamo andare tutti insieme in un ristorante rinomato del momento. Non posso negare che mi mancano molto i piatti preparati da mia madre, che ormai ha 89 anni. Sono piatti deliziosi e carichi di affetto; mi fanno ricordare i miei anni da adolescente”.
Con la sua esperienza, conoscenza e amore per la cucina coreana, Elena Lee continua a ispirare e promuovere una nuova consapevolezza alimentare, rendendo la cucina coreana un ponte di connessione tra culture e gusti. La cucina coreana è un meraviglioso universo di profumi e sapori che noi, appena tornare da Seoul, consigliamo vivamente di provare.