Jiselle e SUMMER CAKE (Credits: THE SSR)

Lasciar parlare gli altri: Jiselle e SUMMER CAKE chiudono il cerchio di Girl’s Hood con LET THEM

Elisa
By Elisa
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Il secondo singolo di Girl’s Hood è uscito il 12 settembre. Un brano afrobeats che parla di lasciar perdere il giudizio altrui, con due artiste che si completano senza annullarsi.

Jiselle & SUMMER CAKE, THE SSR / SEOUL
Jiselle (dx) & SUMMER CAKE (sx), THE SSR / SEOUL

Prima di diventare il titolo di un singolo R&B, “let them” era già ovunque. Il bestseller di Mel Robbins, uscito nel 2024 e trasformatosi nel 2025 in uno dei fenomeni editoriali più venduti al mondo, aveva reso quelle due parole una specie di formula da ripetersi allo specchio: smettere di controllare cosa pensano e fanno gli altri, per riprendere in mano l’energia spesa a inseguirli.

Nessuna fonte ufficiale collega il nuovo singolo di Jiselle e SUMMER CAKE al libro di Robbins, ma il meccanismo che quel libro descrive – lasciare che il giudizio altrui scorra senza doverlo intercettare, per concentrarsi sulle proprie scelte – è esattamente quello su cui THE SSR costruisce LET THEM, il secondo capitolo di Girl’s Hood, il progetto che dal maggio scorso tiene insieme le carriere delle due artiste. Un nuovo punto di partenza che suona quasi da manuale di crescita personale, e che il brano riesce comunque a trasformare in qualcosa di più stratificato: la storia di due percorsi arrivati, per strade opposte, allo stesso bisogno di smettere di giustificarsi.

Uscito il 12 settembre attraverso THE SSR, collettivo musicale che si definisce radicato nei generi neri d’origine afroamericana, LET THEM arriva a quattro mesi da Circle in Me, il singolo che aveva aperto Girl’s Hood lo scorso 19 maggio. Se quel primo capitolo cercava un terreno comune nell’emotività condivisa, in quella capacità di riconoscersi nelle fragilità di un’altra persona anche partendo da vissuti diversi, LET THEM fa un passo oltre: prende quella solidarietà e la trasforma in una posizione. Il titolo, tradotto alla lettera, significa lasciare che gli altri dicano, pensino e giudichino quello che vogliono. È un atteggiamento che richiede tempo per essere guadagnato, e infatti arriva da due artiste che il tempo, nella scena R&B coreana, lo hanno accumulato in modi molto diversi tra loro.

Due strade verso lo stesso microfono

Jiselle debutta nel febbraio 2019 con Missed Call, feat. Chancellor, sotto l’etichetta Million Market, allora da pochi mesi entrata a far parte dell’universo SM Entertainment come sub-label. È un ingresso nel mercato quasi silenzioso, senza il clamore che accompagna i debutti idol: la sua è da subito una proposta da cantautrice R&B/soul, costruita su un timbro calmo e trattenuto e su una scrittura che preferisce l’accenno alla dichiarazione. Negli anni successivi Jiselle amplia il proprio vocabolario sonoro, muovendosi dal trap R&B onirico verso sonorità funk e pop più retrò, e costruisce buona parte della propria identità attraverso le armonie vocali e i pad che lei stessa compone, il vero strumento con cui la sua voce, già di per sé riservata, riesce comunque a occupare spazio. Nel percorso arrivano collaborazioni con CHANGMO, pH-1, BewhY, PENOMECO, BIG Naughty e Seori, oltre a un EP, Therapy Session, uscito nel settembre 2022. Sono quasi tutte collaborazioni con voci maschili: guardando alla sua intera discografia, un incontro paritario con un’altra artista donna era semplicemente un tassello mancante.

Il riconoscimento critico, per Jiselle, è arrivato più dai margini che dal centro delle classifiche: interviste su testate come Rolling Stone Korea e Arena Korea, una copertina firmata Vogue Korea, presenze in festival come lo Ulsan Rock Festival e il Park Music Festival, e nel 2023 il ruolo di opening guest nel tour asiatico di pH-1. Sono tutti segnali di un’artista che la scena ha imparato a trattare come una voce di riferimento del K-R&B più intimista, anche restando fuori dai riflettori principali. Lo scorso anno Jiselle si mette per la prima volta alla prova in un contesto apertamente competitivo, partecipando come una delle dieci “artiste senza titolo” di House of Girls, survival musicale di ENA andato in onda tra maggio e luglio: un’esperienza che, in un percorso fin lì costruito quasi interamente in studio, la porta a misurarsi pubblicamente con il palco e con il confronto diretto.

Jiselle (Credits: THE SSR)
Jiselle (Credits: THE SSR)
Jiselle (Credits: THE SSR)
Jiselle (Credits: THE SSR)

SUMMER CAKE arriva a quello stesso microfono da una strada molto più accidentata. Prima di diventare SUMMER CAKE è Kim Min-kyung, ed è con quel nome che nel 2017 partecipa a Mixnine, il survival di JTBC, e che nello stesso periodo vede sfumare un debutto già annunciato: doveva far parte di HighColor, girl group a quattro con Heo Chan-mi, un progetto che salta prima ancora di arrivare al pubblico. Segue un tentativo di debutto in solitaria altrettanto naufragato, prima che nel 2020 Kim Min-kyung si presenti di nuovo, questa volta a The Voice of Korea, dove nel team di Dynamic Duo arriva fino alla finale, classificandosi tra le prime quattro concorrenti. Solo alla fine di questo percorso a ostacoli, nel dicembre 2021, nasce ufficialmente SUMMER CAKE, che debutta con il singolo Love Villain sotto l’etichetta TSC. Da quel momento in poi la sua carriera cambia completamente di segno: SUMMER CAKE scrive, compone e produce la maggior parte della propria musica, muovendosi con disinvoltura tra R&B alternativo, pop e hip-hop, come dimostrano singoli come Dirty My Clothes, Not In Public (che secondo i suoi stessi dati resta a oggi il suo brano più ascoltato in streaming), Squat, I Got U e Bake, uscito nell’agosto 2025, oltre all’EP LIMINAL, pubblicato nel febbraio dello stesso anno. È un catalogo cresciuto rapidamente e con costanza, quello di un’artista che sembra aver recuperato in pochi anni tutto il tempo perso tra progetti annullati e piazzamenti di talent show, imponendo ogni volta con più chiarezza una scrittura personale, spesso ironica, quasi mai remissiva.

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SUMMER CAKE (Credits: THE SSR)
SUMMER CAKE (Credits: THE SSR)
SUMMER CAKE (Credits: THE SSR)
SUMMER CAKE (Credits: THE SSR)

Messe fianco a fianco, le due carriere raccontano qualcosa che va oltre le rispettive biografie. Jiselle ha costruito la propria voce dentro un sistema strutturato, quello di un’etichetta, restando fedele a un registro intimo e sfumato anche mentre il contesto attorno a lei cambiava. SUMMER CAKE ha dovuto conquistarsi lo stesso diritto all’autorialità passando attraverso audizioni, progetti cancellati ed eliminazioni in diretta televisiva, fino a diventare artista completa proprio nel momento in cui ha smesso di dipendere dal giudizio di una giuria. Sono due forme diverse di resistenza alla stessa pressione: quella di un’industria che, come ricordano più voci della critica R&B coreana, continua a essere un ambiente in cui le artiste donne faticano più dei loro colleghi uomini a imporre un’identità musicale realmente propria, anche quando il talento non è in discussione. Che le due si ritrovino oggi a cantare insieme un pezzo sul non doversi più giustificare sembra la conseguenza naturale di due percorsi arrivati, per strade opposte, alla stessa conclusione.

Cosa succede davvero dentro LET THEM

THE SSR descrive la produzione di LET THEM come minimale, potente e attraversata da un groove di matrice afrobeats: una definizione che, ascoltando il brano, si rivela tutt’altro che uno slogan promozionale. Il pezzo non cerca l’impatto immediato attraverso l’accumulo, come farebbe una title track pensata per i music show; costruisce invece la propria tensione sottraendo elementi, lasciando che il ritmo respiri e che le due voci trovino spazio l’una accanto all’altra senza doversi mai scontrare per il primo piano. È una scelta produttiva coerente con il tema dichiarato del brano: se LET THEM parla della libertà di smettere di reagire al giudizio altrui, anche la struttura della canzone rifiuta l’ansia della dimostrazione muscolare, preferendole un controllo rilassato.

Sul piano del groove, la scelta minimale si traduce in una sezione ritmica che lavora più su micro-variazioni di accento che su cambi drastici di intensità: la canzone non punta a un ritornello che esploda per contrasto rispetto alle strofe, ma a una progressione più orizzontale, dove l’energia si accumula attraverso la ripetizione controllata piuttosto che attraverso l’aggiunta di strati. È una struttura che richiede pazienza da parte di chi ascolta, ma che premia proprio chi la asseconda: più il brano avanza, più la sensazione di agio tra le due voci si consolida, fino a diventare l’unico vero elemento distintivo della canzone.

È in questo spazio sottratto che si misura davvero l’incontro tra i due timbri. Il registro caldo e trattenuto di Jiselle, quello stesso costruito per anni su ambient R&B e armonie sussurrate, non prova a contenere l’energia più diretta e ritmicamente sicura di SUMMER CAKE, e viceversa: le due linee vocali si intrecciano restando riconoscibili, si scambiano il primo piano senza gerarchie evidenti, in un botta e risposta che assomiglia più a una conversazione tra pari che a un duetto costruito per mettere in mostra doti tecniche. È un equilibrio che richiede fiducia reciproca, oltre che mestiere: entrambe le artiste, va ricordato, sono performer rodate dal vivo, abituate a portare la propria voce fuori dallo studio, e si sente nella naturalezza con cui gestiscono gli spazi lasciati vuoti dalla produzione.

L’ibridazione tra R&B coreano e sonorità afrobeats è una delle direzioni in cui la scena si sta muovendo con più insistenza negli ultimi anni, complice l’influenza globale che il genere ha ormai acquisito ben oltre i propri confini d’origine. In LET THEM questa scelta stilistica resta funzionale al racconto, più che puramente estetica: il modo in cui il ritmo afrobeats invita al movimento senza mai forzarlo, lasciando che sia chi ascolta a scegliere quanto assecondarlo, rispecchia esattamente l’attitudine di cui parla il testo. La forma della canzone mette in pratica il concetto, invece di limitarsi a illustrarlo dall’esterno.

C’è poi un ultimo strato, più sottile, che riguarda proprio il modo in cui THE SSR ha scelto di sequenziare Girl’s Hood. In Circle in Me la produzione lasciava più spazio a un impasto vocale continuo, quasi a voler far coincidere le due voci in un unico corpo sonoro; in LET THEM quello stesso impasto si allenta, e le due timbriche tornano a essere riconoscibili l’una dall’altra anche quando cantano insieme. È una regressione solo apparente: il primo singolo cercava l’unione, il secondo la co-esistenza, che è un traguardo più difficile da raggiungere e, musicalmente parlando, molto più interessante da ascoltare.

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Girl’s Hood e il posto delle donne nell’R&B coreano

Girl’s Hood nasce, secondo le parole della stessa THE SSR, per portare più attenzione alle donne nell’R&B e per contribuire a nuovi movimenti creativi all’interno della scena. È una dichiarazione d’intenti che, isolata, potrebbe suonare come pura retorica da comunicato stampa. Diventa invece un discorso più solido se la si osserva nel contesto in cui si inserisce: quello di una scena R&B coreana che negli ultimi anni ha visto emergere con costanza artiste donne di forte personalità, ma che resta storicamente più permeabile alla presenza maschile ai vertici, tanto nella produzione quanto nella scrittura. Trovare cantanti donne il cui suono viene in parte definito da produttori uomini è tutt’altro che raro; imbattersi in un progetto che mette insieme due artiste già pienamente autrici della propria musica, senza subordinare l’una all’altra e senza trasformarle in una girl unit nel senso tradizionale del termine, lo è molto di più.

Proprio in questo Girl’s Hood si distingue: non è un gruppo, non ha una formazione fissa oltre alle due protagoniste, non propone un’identità unica in cui sciogliere le differenze tra Jiselle e SUMMER CAKE. È piuttosto una piattaforma pensata per far dialogare due voci che restano, di brano in brano, riconoscibilmente distinte. Il primo capitolo, Circle in Me, lavorava sull’empatia condivisa; il secondo, LET THEM, sposta l’attenzione sull’autonomia individuale. Sono due facce della stessa proposta: prima ci si riconosce nell’altra, poi si rivendica il diritto di restare sé stesse anche restando in compagnia. È una progressione che dà al progetto un arco narrativo reale invece di una sequenza di uscite slegate tra loro, e che apre la possibilità (tutta da verificare nei prossimi mesi) che Girl’s Hood non si esaurisca in un episodio isolato ma diventi un formato ricorrente, capace di ospitare altre coppie di artiste in futuro.

Quello che rende credibile l’operazione, al netto delle intenzioni dichiarate, è che a portarla avanti sono due artiste che quella credibilità se la sono già guadagnata altrove, ciascuna a modo suo. Jiselle non ha bisogno di Girl’s Hood per dimostrare di saper scrivere con finezza emotiva; SUMMER CAKE non ha bisogno del progetto per dimostrare di saper produrre e cantare con personalità. Il valore aggiunto sta nella possibilità, rara nella scena K-R&B, di osservare due sensibilità già mature confrontarsi alla pari, senza che una debba fare da spalla all’altra.

Il pubblico a cui questa operazione sembra parlare aggiunge un ulteriore livello di lettura. I dati di ascolto raccolti dalle due artiste negli ultimi anni raccontano un seguito che guarda ben oltre i confini della Corea del Sud: per Jiselle, la crescita più marcata su YouTube e Instagram arriva da mercati come Indonesia, Stati Uniti e Sud-est asiatico; per SUMMER CAKE, il mercato primario su Spotify è addirittura quello statunitense, seguito dall’Indonesia. Girl’s Hood sembra quindi rivolgersi tanto al pubblico coreano più affezionato al genere quanto a un ascolto R&B internazionale che negli ultimi anni ha imparato a seguire la scena coreana con la stessa naturalezza con cui segue quella americana o britannica, e che probabilmente troverà nel groove afrobeats di LET THEM un punto d’accesso più immediato rispetto a produzioni più marcatamente locali.

LET THEM funziona su due livelli che si rinforzano a vicenda: quello del singolo brano, dove la produzione minimale e afrobeats-inspired mette in scena concretamente il tema della libertà dal giudizio altrui, e quello del progetto più ampio, dove due carriere arrivate da direzioni opposte trovano finalmente un terreno comune senza dover rinunciare a nulla di sé stesse. Rispetto al fenomeno editoriale da cui il titolo prende involontariamente in prestito due parole, la differenza sta proprio qui: Jiselle e SUMMER CAKE non stanno vendendo una formula, la stanno semplicemente applicando a sé stesse, davanti a un microfono, dopo anni passati a guadagnarsela sul campo.

Il video ufficiale di LET THEM è disponibile su YouTube

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net