Vent’anni dopo la sua ultima volta in concorso al Lido, Park Chan-wook è tornato al Festival del Cinema di Venezia e lo ha fatto con il botto. La sua nuova opera, ‘No Other Choice’, ha ricevuto una standing ovation di oltre 9 minuti nella Sala Grande, con un pubblico che non ha smesso di applaudire e urlare il suo entusiasmo.
Il regista sudcoreano, considerato uno dei maestri del cinema contemporaneo, è arrivato al fianco del protagonista Lee Byung-hun (Squid Game) e di un cast che unisce alcune delle star più amate della Corea: Son Ye-jin (Crash Landing on You), Park Hee-soon (My Name), Lee Sung-min e Yeom Hye-ran. L’ingresso del gruppo in sala è stato accolto da applausi fragorosi ancora prima che il film iniziasse, segno dell’attesa e della curiosità che circondavano questo ritorno.
Il film, un adattamento del romanzo ‘The Ax’ di Donald E. Westlake, racconta la storia di Man-su (Lee Byung-hun), un manager che dopo 25 anni di lavoro in una cartiera viene licenziato all’improvviso. Umiliato, disperato e con una famiglia da mantenere, l’uomo escogita un piano folle: eliminare fisicamente tutti i candidati che potrebbero ostacolare il suo rientro nel mondo del lavoro. Una premessa brutale che Park trasforma in una commedia nera intrisa di satira sociale, capace di alternare risate fragorose a momenti di orrore.
La proiezione non ha deluso. In sala si sono susseguite risate, mormorii e persino esclamazioni di disgusto davanti a certe scene cruente. Pochi registi come Park sanno giocare con il contrasto tra humour e violenza, e, secondo la critica, qui lo fa con una precisione chirurgica. Tra sangue, colpi di scena e momenti di ironia amara, ‘No Other Choice’ ha tenuto lo spettatore incollato allo schermo per oltre due ore.
Le reazioni della critica internazionale sono state immediatamente positive.
Il The Guardian ha definito il film “il miglior titolo visto finora in concorso”, mentre la BBC lo ha già ribattezzato “il nuovo ‘Parasite’”, sottolineando la capacità del regista di raccontare le ansie del capitalismo moderno con uno sguardo feroce e universale.
La scelta del regista Park di tornare al cinema commerciale arriva tre anni dopo il successo di ‘Decision to Leave’, che gli era valso la Palma per la miglior regia a Cannes 2022.
In conferenza stampa, il regista ha spiegato che ci sono voluti vent’anni per portare avanti questo progetto principalmente per una questione di budget:
La risposta è semplice: soldi. Serviva il giusto sostegno economico, ma sapevo che il tema avrebbe sempre avuto risonanza, perché tutti temiamo la precarietà del lavoro.
Oltre alla ricezione calorosa, ‘No Other Choice’ porta con sé una grande aspettativa: riuscirà a rompere il digiuno di 13 anni del cinema coreano al Leone d’Oro? Dopo l’exploit mondiale di ‘Parasite’ nel 2020, la presenza della Corea nei grandi festival è calata drasticamente, con esclusioni clamorose e poche vittorie. Per questo, l’accoglienza a Venezia ha un sapore speciale, quasi di riscatto.
Sul red carpet, Park Chan-wook e il suo cast hanno regalato immagini iconiche: sorrisi, eleganza e un’atmosfera da grande famiglia, culminata con il lungo abbraccio tra il regista e i suoi attori al termine della proiezione. Una celebrazione che ha ricordato a tutti perché Park viene considerato non solo un genio visionario, ma anche un autore capace di leggere il presente con una lucidità che non conosce confini.
Il Festival di Venezia è ancora in corso, ma una cosa è già chiara: ‘No Other Choice’ è entrato di diritto tra i titoli da battere.


