RM condivide perché ha voluto essere “completamente libero e onesto” nel nuovo documentario — e cosa significa per i BTS – PEOPLE

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di Mackenzie Schmidt – PEOPLE
Dicembre 2024

Traduzione di Simodreams 

Gli ARMY possono aspettarsi di scoprire aspetti della superstar del K-pop che finora hanno intravisto solo a tratti nel suo nuovo film — e c’è un motivo preciso per questo, secondo RM.

“Right People, Wrong Place” è un nuovo documentario incentrato sulla realizzazione del secondo album solista di RM, membro dei BTS, intitolato Right Place, Wrong Person.

In un’esclusiva sessione di domande e risposte condivisa con PEOPLE, RM si apre sul documentario, dichiarando:
“Voglio esprimere pienamente la mia storia… e desidero essere più me stesso.”

RM è conosciuto tra i fan dei BTS per la sua sincerità, una qualità che, con il linguaggio del 2024, potrebbe essere affettuosamente descritta come quella di un “chiacchierone”.

È una caratteristica che spesso diverte gli ARMY (il fandom dei BTS) e che probabilmente tiene svegli i manager del gruppo durante la notte.

Parla direttamente ai fan delle sue difficoltà personali e professionali durante dirette notturne improvvisate, e affronta i temi universali della sua generazione sul palco delle Nazioni Unite. Condivide idee e ispirazioni come se non potesse farne a meno — e, a volte, si mette nei guai svelando accidentalmente dettagli sui piani futuri del gruppo.

In “RM: Right People, Wrong Place”, il documentario (uscito il 5 dicembre) dedicato alla realizzazione del suo acclamato secondo album solista Right Place, Wrong Person, RM si mostra più aperto e sincero che mai. E, per la prima volta, sembra esserne completamente a suo agio.

“Ci sono stati molti aspetti della mia vita in cui non sono riuscito ad essere onesto,” racconta RM, 30 anni, riflettendo sulle origini del progetto durante un’intervista esclusiva con PEOPLE. Quando parlo di queste esperienze, non sono sicuro di come le percepiranno i miei fan o le persone al di fuori, ma sento il bisogno di condividere la mia storia. Voglio esprimere appieno ciò che ho vissuto… e desidero essere più autentico, più vicino al mio vero io.”

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“Come gruppo, abbiamo lavorato molto su ‘Love Yourself’,” prosegue, riferendosi alla serie di album dei BTS che ha ispirato una sorta di missione collettiva volta a promuovere l’amore per se stessi e l’accettazione. “Ma alla fine, per amare davvero te stesso, devi essere il più onesto possibile con te stesso, perché è la chiave per riuscirci.”

Il suo album, pubblicato a maggio 2024, e il documentario, presentato in anteprima al Busan International Film Festival lo scorso ottobre, sono stati realizzati nell’arco di otto mesi. Questo periodo si è collocato tra l’annuncio della pausa dei BTS a giugno 2022 (per permettere ai membri di lavorare su progetti solisti e adempiere al servizio militare obbligatorio in Corea) e l’arruolamento di RM a dicembre 2023.

Senza i suoi sei compagni a riempire lo spazio intorno a lui e senza un’agenda frenetica che lo tenesse costantemente in movimento, RM (nato Kim Namjoon) appare libero, spontaneo, spesso riflessivo e talvolta felicemente privo di una direzione precisa.

Diversamente dai documentari solisti pubblicati dai suoi compagni di band, il film del leader dei BTS non include esibizioni dal vivo delle canzoni dell’album, poiché quest’ultimo è stato pubblicato dopo l’inizio del suo servizio militare. Questo rende l’intero documentario molto intimo, quasi soffocante a tratti, mentre gli spettatori vivono insieme all’artista l’altalena di dubbi ed entusiasmo, ottimismo e apatia.

Collaborando con un collettivo di musicisti e produttori, tra cui il suo principale collaboratore, il direttore creativo San Yawn, gli spettatori vedranno RM sperimentare nuovi generi e sonorità — e un ritmo più lento, che lui stesso definisce come un’opportunità per essere creativo e senza schemi per la prima volta nella sua carriera ultradecennale.

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“Sono l’icona degli alti e bassi,” scherza nel documentario. “Sono l’icona del tutto o niente, del partire a razzo o fermarsi di colpo. Ma penso che il mio ruolo di leader dei BTS mi abbia aiutato a tenere un po’ sotto controllo questa tendenza. Mi ripetevo sempre: concentrati sull’equilibrio… Ma anche questa mia volatilità emotiva è parte di me. Quindi, cosa faccio con questa parte di me?”

Anche mentre lavora ai suoi progetti solisti, RM pensa sempre ai BTS e a cosa riserverà loro il futuro quando si riuniranno nel 2025.

“Credo che l’esperienza di poter essere completamente libero e onesto avrà una buona influenza sul nostro gruppo quando i BTS passeranno al prossimo capitolo,” condivide nell’intervista.

“Credo che tutto accada per una ragione, quindi penso di essere nella direzione giusta e che questi eventi avranno inevitabilmente un’influenza positiva quando torneremo insieme,” aggiunge. “È così che vivo: sapendo che capisci il valore di ciò che hai solo dopo averlo perso e che puoi toglierti qualcosa solo dopo averlo indossato. Quindi, questa volta, proverò a togliermelo.”

Nei primi giorni dei BTS, il nome d’arte di RM stava per “Rap Monster”, ma successivamente si è chiesto se potesse significare “Real Me”, un nome che racchiudeva le sue molteplici identità: rapper, idol, cantautore, filantropo, collezionista d’arte, leader e, occasionalmente, vagabondo.

Verso la fine del documentario, parlando alla telecamera, RM confida:
“Sento di essere davvero me stesso per la prima volta dopo tanto tempo.”

Fonte originale qui

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Team delle traduzioni di Koreami.org