La città di Seoul ha avviato una stretta sui controlli delle strutture ricettive situate vicino al luogo dell’atteso evento di ritorno dei BTS.
Secondo quanto comunicato domenica dal governo metropolitano della capitale sudcoreana, diverse violazioni delle normative sugli alloggi sono state individuate durante una serie di ispezioni condotte nelle aree circostanti la sede del concerto, previsto per il 21 marzo a Gwanghwamun Square.
I controlli si sono concentrati in particolare nei distretti centrali di Jongno-gu e Jung-gu, dove sono state ispezionate 83 strutture ricettive. Di queste, 18 sono risultate non conformi alle normative vigenti.
Le infrazioni più comuni riguardano la mancata esposizione dell’elenco dei prezzi o del certificato di registrazione dell’attività, documenti che per legge devono essere chiaramente visibili all’interno della struttura.
La normativa sudcoreana stabilisce infatti che gli operatori del settore alberghiero debbano esporre il certificato di registrazione e indicare in modo chiaro i prezzi delle camere alla reception, applicando poi esattamente le tariffe dichiarate.
La città aveva iniziato a monitorare le strutture ricettive nelle zone vicine al luogo del concerto già a gennaio, dopo che la Korea Heritage Service aveva approvato in modo condizionato l’utilizzo di siti storici per l’evento dei BTS.
L’obiettivo è prevenire aumenti eccessivi dei prezzi e mantenere stabili i costi degli alloggi durante il periodo dell’evento, che attirerà inevitabilmente fan da tutto il mondo.
Le 18 strutture individuate durante l’ultima ispezione saranno ora oggetto di ulteriori indagini e potrebbero affrontare accuse penali. In caso di violazione confermata, la legge prevede sanzioni fino a sei mesi di carcere o multe fino a 5 milioni di won (circa 3.400 dollari).
Le autorità hanno inoltre annunciato che chiederanno ai governi distrettuali locali di adottare eventuali sanzioni amministrative contro le attività che non rispettano le regole.
Nel frattempo, la città di Seoul continuerà a raccogliere segnalazioni da parte dei cittadini riguardo operazioni di alloggio illegali, come affitti non autorizzati negli officetel o strutture che non espongono o non rispettano i prezzi dichiarati. Le segnalazioni potranno essere inviate tramite il portale civico dedicato fino al 21 marzo.
Chi fornirà prove significative di violazioni potrà ricevere una ricompensa che, dopo la revisione delle autorità, potrà arrivare fino a 200 milioni di won (circa 115.000 – 118.000 euro).
(Fonte Korea Herald)