È difficile non perdersi nella luminescenza del nuovo album degli SKZ, inebriante e dal titolo appropriato
di Crystal Bell
giugno 2023
traduzione di Koreana
Al primo ascolto, il terzo album in studio degli Stray Kids vi farà sentire come se foste arrivati a una festa già in pieno svolgimento: l’atmosfera è elettrica se non addirittura inebriante, l’aria densa di chiacchiere vivaci e di bassi pesanti che vi rimbombano nel petto, mentre vagate da una stanza all’altra cercando di orientarvi. ‘5-Star’ è disorientante, in questo senso. Ma una volta che i sensi si adattano alla frenesia e il corpo si sincronizza con il ritmo, ci si perde nella sua luminescenza.
Da quando si sono formati nel 2017, gli Stray Kids hanno adottato una mentalità “play hard, work harder”. Il trio di produttori Bang Chan, Changbin e Han, noti come 3RACHA, ha creato di proposito il suono unico del gruppo, dando vita a gran parte della loro prolifica opera ed espandendo la loro variegata tavolozza sonora al di là delle linee di genere. La loro musica è spesso definita dall’intensità, dall’umorismo e dalla propensione a far saltare i timpani: un’onda anomala di gioia di vivere servita su un piatto di grinta.
Questa genuina energia ha fatto guadagnare all’ottetto due (e andiamo per il terzo) album al numero 1 della Billboard 200, rendendoli uno dei gruppi più eccitanti e più venduti del K-pop. Il loro più grande punto di forza, tuttavia, è sempre stata la volontà di sperimentare pur rimanendo fedeli al loro stile personale. ‘5-Star’ dimostra questo abile gioco di equilibri attraverso una serie di brani che sottolineano la grandezza e la portata dell’ambizione degli Stray Kids.
Forse nessuna canzone rappresenta questa nuova era meglio del singolo principale, “S-Class”, un guazzabuglio di parti apparentemente incongrue fuse insieme dall’abilità di produzione musicale di 3RACHA. È un intricato puzzle di rap rimbombante, bassi tambureggianti, electro sensuale, hip-hop anni ’90, pop frizzante e club music tetra, un cubo di Rubik sonoro tanto complesso quanto affascinante.
In “S-Class” si paragonano alla stella più speciale del cielo (il titolo coreano, “특”, significa “speciale”). “The odd one, that’s me” (“quello strano, sono io”) gridano, in continuazione con i temi esplorati in “Oddinary” dello scorso anno. Celebrando la loro singolarità, invitano anche voi a fare lo stesso: “Siate voi a brillare invece di inseguire ciò che luccica”, dice Han su un ritmo boom-bap, a testimonianza dell’etica del gruppo.
Maldisposti a seguire le tendenze, gli Stray Kids si muovono in un’arena tutta loro, dove l’unico concorrente sono loro stessi. Questa determinazione a essere al top si manifesta nei brani “Hall of Fame” e “Topline”, quest’ultimo con l’aiuto del leggendario rapper Tiger JK. “Hall of Fame” è un viaggio esaltante, coi suoi synth vorticosi e le melodie vocali celestiali (la voce di I.N è deliziosa), le sue percussioni grintose e ai suoi florilegi in distorsione. “Topline” inserisce invece la loro impenetrabile fiducia in sé stessi nel contesto di un flow più rilassato. Gli Stray Kids non sono mai stati più disinvolti e composti.
In “5-Star” c’è un livello di coesione che in precedenza era sfuggito al gruppo. ‘ITEM’, un altro pezzo forte dell’album, continua a mettere in luce la tenacia degli Stray Kids. “Ho iniziato dal basso, l’ho fatto mio”, canta Seungmin nello splendido pre-chorus. Il brano si apre con un riff di synth che sembra uscito direttamente da un videogioco e sfocia immediatamente nel gancio, pronunciato da Changbin con forza staccata. “Do tutto quello che ho, non vedrò mai la perdita”, dice Hyunjin con una destrezza sintonizzata. “Sfoggio il mio talento, quello che voglio è in entrambe le mani”.
Il successo del brano in inglese “Super Bowl” – sorprendentemente, l’originale “God’s Menu” – si basa sul carisma interstellare del gruppo. Solo gli Stray Kids potevano rendere affascinante un testo come “Finger lickin’, yeah, we cookin’ up a Super Bowl / In the kitchen, Michelin, irresistible”. Alcuni artisti potrebbero essere disposti a cambiare la loro identità per conformarsi a un nuovo mercato musicale, ma non gli Stray Kids, che invece raddoppiano la posta.
Han sfodera la sua penna in “Get Lit” e “Collision”. Dal punto di vista sonoro, non potrebbero suonare in modo più diverso, ma l’impronta di Han è presente ovunque. “Get Lit” è un chiassoso inno party-rock con un taglio esistenziale, mentre “Collision” è la proposta più adulta dell’album: un’interpretazione delicatamente sensuale dell’amore perduto, i cui resti rimangono nel cielo come polvere interstellare. Questa combinazione di lirismo sofisticato e R&B è il punto in cui Han brilla, e potrebbe costituire per gli Stray Kids un interessante terreno di gioco da esplorare ulteriormente nelle prossime uscite.
Il talento di 3RACHA si fa sentire anche nei momenti più soft dell’album. ‘DLC’ è puro dance-pop guidato dal pianoforte con influenze europee, grazie a Changbin; ‘FNF’ mescola un EDM scintillante con temi di coscienza sociale (scritta dai membri australiani Bang Chan e Felix, la canzone è dedicata alla natura e alla fauna selvatica persa negli incendi del 2019); e ‘Youtiful’ è sentimentale senza essere troppo dolce.
Secondo le parole di Changbin, la loro musica è così “divertente e fastidiosa da offuscare il tuo senso del giudizio”. Il loro sound è l’equivalente sonoro di una Kombucha Girl o del mese di agosto: una stridente alternanza tra euforia e il “WTF”. Eppure, in un settore affollato che abbraccia sempre più la pochezza, l’arte polarizzante richiede una risposta. Positiva o negativa, non ha molta importanza, visto che hanno già la vostra attenzione – gli Stray Kids volano così in alto rispetto alla folla che si trovano in una galassia tutta loro, dove le feste sono infinite e le vibrazioni sono sempre a cinque stelle.
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