Il viaggio di j-hope continua – WKorea

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di Kim Min-ji, Jeon Yeo-ul (WKorea)

traduzione di Simodreams

THE SHOW MUST GO ON

Durante la sfilata della collezione uomo F/W 2025 di Louis Vuitton, il finale si è aperto in un’atmosfera di silenziosa eccitazione, mentre LV Bag di J-hope risuonava in tutta la location. Questa traccia, nata dalla collaborazione con Pharrell Williams, sembrava quasi un’anteprima affascinante del nuovo album solista di J-hope, in uscita a breve.

Sulla scia dell’energia travolgente della sfilata, J-hope è pronto a dare il via al suo primo tour mondiale da solista, che lo porterà in 15 città in tutto il mondo.
Lo show continuerà, così come il viaggio di J-hope.

Intervista con W Korea

Hai realizzato un servizio fotografico con W Korea in un pomeriggio piovoso a Parigi. Dove e cosa ti piace fare in una giornata leggermente nuvolosa a Parigi?
Parigi è davvero la città del romanticismo. Amo ogni suo angolo, ma ciò che preferisco è sorseggiare un bicchiere di vino in un ristorante, con le persone che amo, mentre osservo le gocce di pioggia scivolare sul vetro della finestra.

Hai presentato il tuo nuovo brano, LV Bag, durante il finale della sfilata di Louis Vuitton, sorprendendo tutti con questa uscita inaspettata. Hai persino collaborato con Pharrell Williams e Don Toliver. Come è nato questo progetto?
Pharrell mi ha contattato per propormi di lavorare insieme alla musica per la sfilata. Lui è stato il mio idolo fin dall’infanzia e continua a essere uno dei miei artisti preferiti, quindi ho accettato con entusiasmo. Il brano ufficiale non è ancora stato rilasciato, ma percepisco già molta attesa da parte del pubblico. Ho discusso con Pharrell e Don anche il momento giusto per pubblicarlo.

C’è qualche conversazione memorabile che hai avuto con loro durante la collaborazione?
Pharrell mi ha diretto personalmente durante la registrazione e mi ha detto che la mia voce ha un’energia speciale. Questo mi ha reso davvero orgoglioso (ride). Ho incontrato Don per la prima volta alla sfilata di Louis Vuitton e abbiamo parlato della possibilità di lavorare insieme su un grande brano in futuro. Questa canzone ha un significato particolare per me perché parla della mia borsa Louis Vuitton preferita. Credo che una borsa completi un outfit e, forse perché le vedo sin da bambino, ho sempre sentito un’attrazione istintiva per le borse Louis Vuitton.

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Il tuo primo tour mondiale da solista, Hope On The Stage, inizierà il 28 febbraio a Seoul e toccherà 15 città in tutto il mondo. Come ti senti di fronte a questa grande avventura?
Ho sempre avuto sete di stare sul palco. Ho un desiderio fortissimo di esibirmi e di mostrare me stesso sul palco. Ormai sono pronto per tutto. Adesso è il momento di incendiare la scena.

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Durante il tour eseguirai anche brani del tuo album Hope On The Street Vol.1, uscito lo scorso anno. Personalmente, penso che Jack In The Box abbia mostrato la tua ambizione artistica, mentre Hope On The Street Vol.1 sia stato più simile a un diario segreto di Jung Hoseok.
La mia musica nasce dalla danza, e Hope On The Street Vol.1 è un album che ha avuto origine proprio dalla danza. Fin da piccolo ho sempre espresso la musica attraverso il movimento. Ho sempre avuto il desiderio di trasmettere l’energia viva della musica attraverso la danza, perché credo che la buona musica faccia ballare le persone. Con questo album ho cercato di integrare danza e musica.

Guardando indietro, oltre alla danza, ci sono altre cose che hanno influenzato le tue radici?
Mio padre. Quando si appassiona a qualcosa, colleziona tutto ciò che vi è legato. Da piccolo, la nostra casa era piena di DVD che lui raccoglieva. Aveva anche l’hobby di collezionare pietre, e ora colleziona piccole statuette. Crescendo con lui, ho imparato naturalmente la gioia e l’importanza di costruire una collezione personale.

Cosa ti sta influenzando in questo momento?
Essendo un musicista, traggo spesso ispirazione da tutto ciò che riguarda la musica. Ultimamente sono rimasto affascinato dall’album vincitore di un Grammy, Alligator Bites Never Heal di Doechii. Ho visto quasi tutte le sue performance dal vivo. È la mia artista preferita in questo periodo. Inoltre, i video del tour Chromakopia di Tyler, The Creator mi stanno dando una scarica di ispirazione. Queste influenze stanno accrescendo la mia ambizione di creare album e spettacoli sempre migliori.

Nel documentario del tuo ultimo album hai detto: “Mi sentirei meno ansioso se potessi semplicemente divertirmi e ballare felice”. Oltre alla danza, c’è qualcosa che ti dà stabilità nei momenti di ansia?
Le aspettative e gli sguardi delle persone che mi seguono mi mantengono saldo e calmo, indipendentemente dalla situazione. E, naturalmente, tra queste persone ci sono gli ARMY. Io esisto perché loro esistono.

Hai sempre parlato del tuo processo creativo come qualcosa di naturale e organico. Ci sono regole che segui rigidamente quando componi musica?
Cerco di catturare completamente le emozioni e l’atteggiamento che provo nel momento in cui creo la musica. Per questo motivo, anche dopo tanto tempo, mi sento ancora legato ai brani che ho realizzato. Certo, a volte mi capita di provare un po’ di imbarazzo (ride), ma penso che questo approccio sia autentico e serva da base per la mia crescita musicale.

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C’è una canzone che senti più vicina con il passare del tempo?
Direi i wonder… (con Jung Kook dei BTS). Non mi stanco mai di ascoltarla. La partecipazione di Jung Kook crea un’armonia perfetta. In particolare, il verso rap diventa sempre più piacevole da ascoltare col tempo. Questo brano ha un significato speciale per me, perché ho creato personalmente tutte le melodie principali.

Nei versi di i wonder… si legge: “Mi chiedo come diventeremo, come saremo e che tipo di vita vivremo”. C’è qualcosa di te che pensi non cambierà mai in futuro?
Jung Hoseok e j-hope dei BTS ameranno e vivranno sempre per la musica. Questo non cambierà mai.

Dopo il congedo militare sei partito subito per Los Angeles e hai condiviso alcuni momenti del tuo viaggio su YouTube. Cosa cercavi in quel periodo?
Avevo programmato da tempo di andare a LA dopo il congedo. L’idea iniziale era lavorare alla musica, incontrare persone e studiare inglese, ma non è andata esattamente come previsto. In quel momento volevo immergermi rapidamente nella cultura che amo e prepararmi per il mio ritorno. Volevo anche collaborare con produttori di tutto il mondo, perché sentivo che era in linea con la direzione musicale che volevo intraprendere. Ho qualche rimpianto, ma sono comunque soddisfatto di alcuni progetti divertenti che ho potuto realizzare solo negli Stati Uniti.

Sono passati 11 anni dal tuo debutto. Guardando indietro, quale momento o decisione è stata una svolta per te?
Il periodo delle promozioni di Jack In The Box nel 2022 è stato una svolta enorme. Ho organizzato un listening party per la prima volta e ho avuto l’opportunità di interagire con artisti di generi diversi. Guardando indietro, è stata una scelta audace. Ancora oggi mi chiedo come abbia fatto a lanciarmi in quell’avventura (ride).

Il tuo nuovo album sta per uscire. Qual è il complimento che vorresti ricevere?
Mi piacerebbe sentire qualcuno dire: “Questa è musica che vale la pena ascoltare a lungo.”

Il 18 febbraio è il tuo compleanno. Come vorresti trascorrerlo quest’anno?
Lo scenario ideale sarebbe una cena con i miei genitori e la mia famiglia. E sarebbe ancora più bello poter condividere questi momenti con gli ARMY!

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Team delle traduzioni di Koreami.org