di Mary Siroki per Consequence
novembre 2024
traduzione di Koreana
Jin dei BTS è sceso in pista con il suo nuovo progetto solista, Happy. L’album, composto da sei canzoni, è il primo lavoro da solista del membro più anziano del gruppo, e con Happy Jin continua a ricordarci che questa “pausa” dei BTS non ha affatto le sembianze di una pausa.
Nel corso degli ultimi due anni, i membri dei BTS hanno sperimentato uscite soliste che attraversano i generi, le lunghezze e le componenti visive, e la puntata di Jin ci porta ufficialmente al punto in cui tutti e sette i membri del gruppo hanno offerto un progetto individuale da aggiungere. Ascoltate Happy qui e continuate a leggere per scoprire alcuni dei punti salienti di questo brillante album che è più che all’altezza del suo nome.
01. Jin l’attore
Sin da The Astronaut, Jin ha sempre dato il massimo nei video musicali. Naturalmente, si è impegnato in tutti i concept del team BTS – non abbiamo ancora superato l’era HYYH – ma le sue canzoni da solista lo hanno messo particolarmente sotto i riflettori. Il video del brano principale dell’album, “Running Wild”, lo vede procedere verso fine del mondo con un amico peloso al suo fianco. È un’immagine apocalittica con il giusto accenno alla speranza, Jin ne è convinto. Sarebbe davvero un piacere vederlo un giorno affrontare un ruolo da attore più importante, se mai si sentisse ispirato a farlo.
02. Pdogg continua a spaccare
Il produttore Pdogg, collaboratore di lunga data dei BTS, è presente in questo album. C’è qualcosa di speciale nella sua collaborazione con i BTS, che forse deriva dal fatto che lavora da molto tempo con i membri del gruppo; è stato coinvolto con la band fin dall’inizio, svolgendo un ruolo strumentale nella loro formazione. Proprio come il suo lavoro con Jimin su FACE e MUSE, il contributo di Pdogg a Happy è un’ulteriore conferma del fatto che vede in modo chiaro la visione che ogni membro ha del proprio lavoro da solista e si impegna a darle vita.
03. Jin & WENDY: un’accoppiata perfetta nel paradiso vocale
Per “Heart on the Window”, Jin ha reclutato la vocalist WENDY, membro delle Red Velvet, nota per avere una delle migliori voci del K-pop. Tra il forte tenore di Jin e i contributi sempre raffinati di WENDY, la canzone risulta ampia e invitante. È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo sentito un membro dei BTS collaborare con una vocalist di questo tipo, ricorda un po’ quel che SUGA fece con IU per la sognante “eight” nel 2020.
04. Jin si avvicina al rock nostalgico
Una delle cose più divertenti dell’era dei progetti solisti dei BTS è stato vedere quali direzioni hanno preso i membri. È stata una sorpresa molto divertente vedere j-hope prendere una strada più ispirata al rock; Jung Kook ha sperimentato un album pop interamente in inglese, mentre V, un po’ meno sorprendentemente, ha giocato con elementi jazz. E se nella discografia dei BTS Jin gravita spesso verso le ballads, la maggior parte di Happy è più vicino a canzoni come “Moon”. Dal singolo di lancio “I’ll Be There” fino alla batteria verso la fine di “Falling”, Jin evoca un rock brillante e contagiosamente energico.
05. Ma le ballate!
Detto questo, Jin riesce comunque a ritagliarsi del tempo per rallentare un po’. Tra i brani dell’album che si avvicinano alle ballate, “I will come to you” è il pezzo forte; quando Jin si abbandona alle parti più respirate della sua voce, le cose si fanno particolarmente magiche. Scritto da Jin, Joshua Thompson e Leon Else, il testo è notevolmente tenero: “Il giorno in cui è caduta la neve bianca/ Il giorno in cui ti ho lasciato/ Centinaia di volte al giorno, quelle parole che dico ogni giorno/ Mi manchi così tanto”. Non è il caso di passare la giornata di oggi a pensare ossessivamente al fatto che il giorno in cui Jin è partito per l’esercito ha effettivamente nevicato,… un riconoscimento di passaggio può bastare.
06. Gratitudine, riflessione e onestà
Con Happy, gli ascoltatori hanno la possibilità di trascorrere del tempo a sbirciare nella vita interiore del cantante in un modo nuovo. La musica di Jin include spesso dettagli personali – si pensi in particolare ad “Abyss” o “Awake” – e ci sono alcuni temi generali che corrono lungo tutto Happy, in particolare l’introspezione che in alcuni punti vira verso la vulnerabilità. In “Another Level” canta di labirinti e ruote per criceti, cercando di sfuggire alla sensazione di essere intrappolati: “Salterò con tutta la mia forza, senza limiti/ Brucerò verso la fine/ Continuerò a combattere/ Anche se sono guidato all’infinito, non mi fermerò mai”, promette.
07. Il titolo è la verità
In una recente intervista, Jin è stato molto diretto sulla base da cui ha preso vita il progetto: “Ho un’idea molto chiara del tipo di emozioni che voglio condividere con i nostri fan”, ha spiegato. “Voglio che i nostri fan, i nosti ARMY, siano felici”. Quando ha esordito con “I’ll Be There”, ha sottolineato che il suo obiettivo era “dare felicità”. Si può ben dire che ci sia riuscito.
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