j-hope: BTS, progetti solisti & Tour | Zane Lowe – Intervista – Apple Music

Simona
By Simona
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In questa intervista profonda e sincera con Zane Lowe per Apple Music, j-hope apre il cuore e parla del suo percorso artistico e umano: dal ritorno sul palco dopo il servizio militare al valore della gratitudine, dalla nascita del suo progetto Jack in the Box alle emozioni che guidano la sua musica.
Con la consueta energia positiva, ma anche con una nuova consapevolezza, l’artista racconta la sua evoluzione creativa, i momenti di riflessione, l’importanza della gratitudine e di restare autentico.
Hoseok parla anche dei BTS,  riconoscendo quanto forte sia ancora il legame che li unisce.
Tra ricordi, ambizioni e nuove sfide, questa conversazione svela lati intimi e ispiranti di j-hope, confermando la forza gentile che lo distingue nel panorama musicale globale.

Zane Lowe: Grazie per essere qui e per condividere questo momento con me. È davvero bello, da fan della musica sono sempre grato quando un artista ci mette il suo tocco personale. Quindi grazie.

j-hope: Grazie a te.

Zane Lowe: Questa è una grande opportunità per parlare di musica, di ciò che hai in arrivo, su cosa hai lavorato e cosa ti ha ispirato fino a questo punto della tua vita. Iniziamo dagli ultimi traguardi: parliamo del tuo tour da solista.
Com’è stato essere sul palco ogni sera? Riesci a catturare il momento e a ricordarlo per te stesso?

j-hope: Sì, è stato davvero significativo sotto molti aspetti: la mia prima tournée da solista e recentemente anche il mio primo concerto da solista in uno stadio, quindi ha avuto un grande valore per me.
Incontrare i fan di tutto il mondo dopo il servizio militare è stato emozionante.
Ero molto curioso di vedere quanto fossi cambiato prima e dopo l’esperienza militare.
Ho capito quanto sia importante il mio lavoro e, dopo il congedo, ho iniziato a sentire ancora più gratitudine per ciò che faccio. Questo sentimento mi accompagna sempre e mi dà la forza di andare avanti, verso i fan, verso la mia famiglia, verso chi mi è vicino. Più ci penso, più mi rendo conto di quanto sia fondamentale per me.

Zane Lowe: Mi piace la tua energia e il tuo entusiasmo. Com’eri da bambino? Avevi già questa passione?

j-hope: Grazie, sono felice che si percepisca.
Anche da piccolo ero molto positivo. Ho sempre vissuto per i miei sogni, con passione e interesse per ciò che amavo.
E anche se le cose non andavano bene, non ho mai pensato in negativo.
Credo che l’ambiente familiare abbia avuto un ruolo importante, mi ha dato ispirazione e motivazione fin da piccolo.
Dopo il debutto e aver assunto il nome “j-hope”, questo lato del mio carattere si è rafforzato. Ho sentito una responsabilità nel trasmettere emozioni positive agli altri, sia attraverso la musica che nelle interviste.
Per me è diventato importante condividere questa energia.

Zane Lowe: Parliamo di “Jack in the Box”. Quando ascolto la canzone “More”, sento una grande energia, quasi un’aggressività nel ritornello. Da dove viene questa energia?

j-hope: L’album “Jack in the Box” racchiude molte delle mie ambizioni, passioni e desideri.
Se prima volevo trasmettere principalmente vibrazioni positive, con questo progetto ho voluto mettermi alla prova e mostrare nuovi lati di me, una mia versione più profonda, più cruda.
Sentivo il bisogno di uscire dalla mia “scatola”, di mostrare la mia visione musicale e il mio mondo interiore.
È un album intenso, che riflette ciò che volevo esprimere in quel momento. Ovviamente ogni ascoltatore ha gusti diversi, ma per me è un lavoro molto significativo, contiene molto di me e mi ha insegnato tanto.

Zane Lowe: Se la musica non avesse funzionato, dove ti saresti visto? Quale sarebbe stata la tua altra passione?

j-hope: È difficile immaginarlo, ma probabilmente avrei lavorato comunque in un campo creativo, magari in qualcosa di diverso ma sempre legato all’arte. Oppure avrei fatto un lavoro più “normale”, stabile, come un impiegato pubblico.

Zane Lowe: I tuoi genitori devono essere increduli di fronte a tutto questo successo. Parli mai con loro di ciò che hai raggiunto?

j-hope: Sì, sono sempre molto grati e orgogliosi di me.
Da piccolo mio padre era piuttosto severo e aveva idee diverse sui miei sogni, ma ora mi sostiene più di chiunque altro. Mi dice spesso quanto sia fiero di me e mi incoraggia ad avere fiducia e responsabilità in quello che faccio.
Io e i miei genitori parliamo spesso di quanto sia importante il ruolo che ho avuto nel K-pop e quanto sia un onore poter ispirare altri artisti. Questa responsabilità mi dà forza per andare avanti.

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Zane Lowe: Si parla tanto del duro lavoro che serve per arrivare a certi livelli. Ma quanto ti sei divertito durante il percorso, dalla formazione fino a oggi?

j-hope: Fondamentalmente ho iniziato perché mi piaceva, e questo ha reso tutto più felice. Ovviamente ci sono stati momenti difficili, sarebbe una bugia dire il contrario, ma il fatto di amare ciò che faccio mi ha permesso di accettare le difficoltà e andare avanti. Le ispirazioni che ricevo superano le fatiche, ed è per questo che continuo a fare musica con passione.

Zane Lowe: Dopo il servizio militare, hai deciso di pubblicare singoli invece di un intero progetto. Perché questa scelta?

j-hope: Avevo delle buone canzoni pronte e volevo condividerle il prima possibile con i fan che mi stavano aspettando. Così ho pensato a un progetto di tre singoli, ognuno con un ordine preciso e una linea emotiva ben definita.
L’ultimo singolo, che deve ancora uscire, è quello che preferisco e spero che piaccia anche agli altri.

Zane Lowe: Dalla tua prima uscita da solista a oggi, cosa hai imparato di più dal punto di vista creativo?

j-hope: Ogni volta che faccio musica, penso a quali emozioni sto vivendo e che tipo di musica voglio fare in quel momento.
Ogni periodo ha il suo colore musicale.
Riascoltando i miei brani, mi ricordo esattamente come mi sentivo quando li ho scritti.
All’inizio volevo mostrare il lato più solare di j-hope, poi ho sentito il bisogno di esprimere anche il mio lato più intenso e le mie passioni.
Dopo “Jack in the Box”, mi sono chiesto quale fosse la radice della mia musica, e sono tornato a riflettere su come tutto sia iniziato dalla danza.
Dopo il servizio militare, ho voluto collaborare con produttori che ammiro, per vedere che tipo di musica sarebbe venuta fuori da queste collaborazioni. Lavorare direttamente con loro mi ha permesso di creare musica autentica e sincera.
Per questo sono andato a Los Angeles. Per me è stato un processo importante.

Zane Lowe: Quanto è stato importante scegliere collaboratori che ti dessero fiducia per essere più personale e vulnerabile nelle tue performance?

j-hope: È stato fondamentale. Volevo mostrare un lato più pop e accessibile di me, e produttori come Blake e Cashmere Cat erano perfetti per questo. Lavorare con loro è stato molto divertente e stimolante, e spero di poter collaborare ancora in futuro.

Zane Lowe: Sembra che tu abbia trovato una seconda casa a Los Angeles. Ti piace vivere qui?

j-hope: Sì, LA è perfetta per me sotto molti aspetti. Durante il tour ho visitato tante città bellissime, ma quando sono arrivato a Los Angeles mi sono sentito come a casa. È stato sorprendente, quasi come tornare nella mia città natale.

Zane Lowe: Hai collaborato con artisti come Pharrell. I tuoi compagni di gruppo ti dicono cose tipo: “Cosa? Hai Pharrell?! Ok, ora tocca a me fare meglio”? Vi prendete in giro tra di voi quando collaborate con grandi artisti?

j-hope: Pharrell è sempre stato un mio idolo, lo ascoltavo fin da piccolo. Collaborare con lui è stato un sogno che si avvera. Anche i membri del gruppo erano molto curiosi e mi hanno fatto tante domande sull’esperienza.
Questa collaborazione è stata un momento davvero speciale per me.

Zane Lowe: Come hai vissuto il servizio militare, soprattutto dopo un grande successo? Come hai trovato il giusto equilibrio tra guardare avanti e vivere il momento?

j-hope: Il servizio militare è un dovere per ogni giovane coreano.
Sono un cittadino orgoglioso della Corea del Sud. Amo e rispetto il mio Paese.
L’ho vissuto come una parte importante della mia vita, sia come j-hope che come Jung Hoseok.
Ho imparato molto, ho incontrato tante persone e ho vissuto esperienze diverse. Il periodo non è stato breve, ma mi ha fatto capire quanto fosse prezioso il mio lavoro degli ultimi dieci anni. Anche durante il servizio, non ho mai perso la passione per la musica e ho sempre pensato a come tornare con nuova energia.
Un’esperienza importante anche per la mia crescita personale.
Credo che tutta quella passione e quell’energia si stiano riversando ora in ciò che sto facendo e sono certo che anche gli altri membri sentiranno lo stesso al loro ritorno.

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Zane Lowe: Cosa puoi dirci sui tuoi prossimi progetti?

j-hope: Voglio concentrarmi sul fare al meglio tutto quello che mi è stato affidato.
Dopo il concerto in Giappone, spero di poter mostrare altri lati di me.
Il prossimo singolo parlerà molto d’amore, ma in modo semplice e diretto, non complicato, un sentimento nel quale tutti possono rispecchiarsi. Vorrei continuare a raccontare queste storie in futuro.

Zane Lowe: Quanto è importante per te sapere che c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltare la tua musica?

j-hope: È una motivazione enorme per un artista. I fan sono la mia più grande fonte di energia e vorrei sempre esprimere loro la mia gratitudine, sia attraverso la musica che con le performance. Sono una presenza preziosa nella mia vita, qualcosa che porterò sempre nel cuore.

Zane Lowe: Come esprimi la tua gratitudine nella vita quotidiana?

j-hope: Penso che il modo più chiaro sia iniziare dalle persone a me più vicine: il mio staff, la mia famiglia e i fan. Cerco sempre di esprimere riconoscenza a chi mi sostiene ogni giorno, a chi supporta sia Jung Hoseok che j-hope.
Anche a chi, come te, mi dà l’opportunità di fare queste interviste.

Zane Lowe: Dalla pausa dei BTS sono successe tante cose: il servizio militare, la carriera da solista, concerti sold out, collaborazioni con i tuoi idoli. Quando tornerete insieme come gruppo, c’è qualcosa che vorresti fare diversamente?

j-hope: Sì, ci ho pensato molto. Credo che ci siano canzoni e storie che solo i BTS possono raccontare.
Abbiamo deciso di seguire ognuno il proprio percorso personale, per poi tornare insieme con più esperienze e una sinergia ancora maggiore. Sono curioso di vedere cosa succederà quando le nostre sette identità, ora più mature, si riuniranno.
Non vedo l’ora che arrivi giugno, quando tutti i membri avranno finito il servizio militare, per discutere insieme della musica che vogliamo creare come BTS.
Durante il mio tour ho sentito davvero tanto che, se i BTS tornassero a fare concerti insieme, sarebbe qualcosa di incredibilmente potente. Penso che ci potranno essere momenti davvero toccanti, emozionanti, di quelli che fanno tremare il cuore.

Zane Lowe: È qualcosa di enorme, e dev’essere bellissimo sapere che ora è una scelta consapevole. La prima volta, tutto cresceva così rapidamente che non c’era nemmeno il tempo di pensare a fermarsi. Ora, invece, avete potuto prendervi una pausa, affermarvi come individui, ed è proprio questo che rende il ritorno, tutti e sette insieme, una vera scelta. Volete tornare come amici, volete tornare insieme.

j-hope: Esatto, anch’io credo che sia un aspetto davvero fondamentale.
Siamo arrivati a un punto in cui è essenziale rispettare profondamente la prospettiva di ciascun membro.
Penso che la sinergia e l’energia che nascono quando tutti lo desiderano sinceramente siano qualcosa di molto prezioso.
Ci rispettiamo a vicenda, e continueremo a cercare quei punti di incontro su ciò che vogliamo fare. Ed è proprio da lì che nascerà la musica dei BTS.
Noi desideriamo mostrarci così, autentici, è quello che vogliamo e credo che le persone che ci seguono apprezzino vedere questo lato di noi.
È proprio grazie a questa sincerità che il nostro messaggio arriva al pubblico.
Alla fine, il cuore di tutto ciò che ciascuno di noi considera importante è lo stesso. Ed è da lì che nasce questa scelta.

Zane Lowe: È stato davvero un piacere parlare con te oggi. Ho apprezzato tantissimo il modo in cui hai risposto, con così tanta cura e profondità. Grazie per il regalo, ma soprattutto grazie a te e alla musica che crei.

j-hope: Grazie a te per le interviste sempre così belle e per le domande che fai. Anche solo ascoltandole, mi aiutano a riflettere ancora una volta su me stesso, sul gruppo e sulla musica che voglio fare.
Ogni volta che parlo con te, mi diverto sempre molto. Quindi grazie, davvero.

Zane Lowe: Sei una bella persona. Grazie.

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.