Il nuovo capolavoro di Park Chan Wook in arrivo nelle sale italiane
Adattamento cinematografico liberamente ispirato a The Ax di Donald E. Westlake, No Other Choice (어쩔수가없다, eojjeol suga eopda in originale) è il nuovo film di Park Chan Wook – ampiamente conosciuto per capolavori come Old Boy, The Handmaiden e Decision to Leave – in arrivo nelle sale italiane il 1° Gennaio 2026, distribuito da Lucky Red.
Questa commedia noir segue le vicende di You Man-su (Lee Byung-hun), uno specialista nella produzione e lavorazione della carta alla Solar Paper, con un ventennio di esperienza alle spalle. L’uomo conduce una vita serena ed agiata con l’amorevole moglie Miri (Son Ye-jin), due talentuosi figli, due cani e una bella casa.
You Man-su sente di avere tutto nella propria vita, finché non viene improvvisamente licenziato andando a perdere, tassello dopo tassello, tutto ciò che ha costruito negli ultimi venticinque anni: le lezioni di ballo con la moglie, la serra a cui si dedicava con passione, i propri cani e persino la casa. You Man-su prova ad essere assunto alla Moon Paper, azienda dello stesso settore della precedente, dove è sicuro di poter dimostrare tutto il proprio valore. Essendo convinto di meritare quel posto più di qualsiasi altro candidato e non essendoci altra scelta, in una cupa mossa di azzardo, decide di giocarsi il tutto per tutto eliminando ogni concorrenza. Ma fino a dove si spingerà per poter ottenere ciò che vuole e riappropriarsi dei pezzi della propria vita?
La combinazione di ironia ed elementi tragici, quasi macabri, rende la trama attraente: l’idea di partenza è assurda, moralmente nessuno può approvare le scelte dei protagonisti, ma mentre il film va avanti diventa naturale seguire e comprendere, quasi giustificare, le decisioni prese dai personaggi.
Il film è già centro dell’attenzione della critica internazionale:ha aperto il Festival Internazionale del Cinema di Busan ed è stato presentato in anteprima mondiale a Venezia 82, segnando il ritorno al Festival di Park Chan-wook dopo vent’anni; in più ha ricevuto diverse nomination ai Golden Globe e sembra essere sempre più vicina una candidatura alla 98esima edizione degli Oscar, nella categoria miglior film internazionale.
No Other Choice è stato anche presentato in anteprima ad un pubblico di poco più di cento persone lo scorso 13 Ottobre a Roma, in occasione della Korea Week 2025 organizzata dall’Istituto Culturale Coreano, presso il Cinema Caravaggio. Avendo partecipato alla proiezione, ho potuto constatare come No Other Choice sia decisamente una di quelle storie che ipnotizza. Durante la visione si attraversa un ampio spettro di emozioni e sentimenti, ridendo in alcuni punti, sentendosi a disagio e quasi disgustati in altri.
L’inizio della pellicola, se guardata a scatola chiusa, non sembra proprio puntare nella direzione verso cui la storia tenderà: ci si ritrova davanti scene serene, normali e piacevoli. Man mano però queste vengono smontate e affiancate da una perenne tensione che non abbandona mai lo spettatore, nemmeno nei momenti apparentemente più leggeri e divertenti. In perfetta linea con il genere umoristico noir, le tetre e paradossali situazioni che quasi divertono, diventano poi semi per riflessioni e messaggi più profondi ed intricati, che lo spettatore finisce per portare con sé ben dopo i titoli di coda.
No Other Choice, infatti, presenta in modo non troppo velato una feroce critica al mondo del lavoro coreano, la cui cultura aziendale è alimentata da un capitalismo selvaggio e spietato, andando a fomentare la competizione senza quartiere che caratterizza l’intera struttura della società della penisola. Nonostante il nucleo della critica sociale mossa da Park Chan Wook può rispecchiare dinamiche sociali ed economiche presenti in numerosi Paesi, il punto di forza della pellicola è come Park riesce ad adattare perfettamente la storia alla complessità sociale della Corea del Sud, creando una satira tagliente e affilata che mette in discussione le disuguaglianze e ingiustizie sociali che affondano le proprie radici in dinamiche complesse. Tutto questo è marcato ancora di più dalla sua gestione tecnica e artistica della cinepresa, dalle transizioni e dall’utilizzo dei colori, che rendono spazi anonimi, come uffici, luoghi carichi di tensione e significato, aiutando a dipingere visivamente l’intreccio tra società, satira, complessità emotiva e commedia.
Altro punto vincente della pellicola è sicuramente il cast, a partire da Lee Byung-hun – conosciuto al pubblico per il ruolo del Frontman in Squid Game, e da Son Ye-jin – famosa per la sua performance nel drama Crash Landing On You. Entrambi portano una performance stroboscopica che incanta lo spettatore al punto di portarlo a mettere in discussione i propri paletti morali.
Non possiamo fare altro che attendere l’uscita anche nelle nostre sale.



