La “Rivoluzione della Luce”: i cittadini sudcoreani candidati al Nobel per la Pace

Simona
By Simona
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I cittadini sudcoreani candidati al Nobel per la Pace per aver difeso la democrazia dalla legge marziale.

Secondo diversi studiosi, quanto accaduto a Seoul rappresenta un raro esempio di gestione nonviolenta di una crisi costituzionale moderna.

In quello che molti definiscono un riconoscimento simbolico ma potentissimo della resilienza democratica del Paese, i cittadini della Repubblica di Corea che si sono mobilitati contro il decreto di legge marziale dell’ex presidente Yoon Suk Yeol sono stati candidati al Premio Nobel per la Pace.

La candidatura è stata proposta da un gruppo di scienziati politici, tra cui attuali ed ex dirigenti della International Political Science Association, che hanno indicato come candidati i “cittadini della Repubblica di Corea”, descritti come un vero e proprio collettivo civico.

Il motivo: la loro resistenza pacifica durante la crisi del 2024.

Quando il decreto di emergenza sulla legge marziale ha improvvisamente scosso l’ordine civile, milioni di persone sono scese in strada. Proteste diffuse, determinate, ma non violente. La misura è stata poi revocata, ma solo dopo giorni di forte tensione istituzionale.

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Kim Eui-young, professore di scienze politiche alla Seoul National University, che ha coordinato il congresso mondiale IPSA a Seoul lo scorso luglio, ha spiegato che i promotori della candidatura hanno definito quelle proteste una “Rivoluzione della Luce”.
Un’espressione  che richiama le grandi manifestazioni illuminate da candele che hanno attraversato il Paese.

Scene intense e silenziose.
Persone comuni lungo le strade, anche sotto temperature glaciali, con light stick e torce dei cellulari alzate verso il cielo. Attorno agli edifici governativi. Accanto ai parlamentari impegnati a ristabilire l’ordine costituzionale.

Una mobilitazione enorme.

Nel documento inviato al Norwegian Nobel Committee, Kim ha ricostruito i passaggi che hanno portato alla crisi e i sei mesi necessari per superare quello che ha definito un tentativo di insurrezione.

In un momento storico segnato dal declino democratico in molte parti del mondo, la Corea ha mostrato che esiste un’altra strada. Ha superato una crisi istituzionale profonda e ha ristabilito la democrazia in sei mesi.

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Senza violenza.
Grazie alla resilienza dei suoi cittadini.

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Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.