Il caso Yoo Ah-in. La gestione della tossicodipendenza – e della fama – in Corea del Sud.

Elisa
By Elisa
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La cronaca di questi giorni ci riporta della vicenda giudiziaria che vede coinvolto l’attore Yoo Ah-in – pseudonimo utilizzato dal 36enne Uhm Hong-sik.

All’inizio di quest’anno, l’attore è stato sottoposto ad un test antidroga in seguito ad una segnalazione da parte del Ministero della sicurezza alimentare e delle droghe, nella quale veniva rivelato che avesse ricevuto una quantità sospetta di Propofol. Ad un primo controllo, è emerso che l’attore aveva assunto il medicinale, un potente sedativo usato anche come anestetico durante gli interventi chirurgici, il cui uso è illegale al di fuori della sala operatoria in Corea del Sud come in molti altri stati, 73 volte nel corso del 2021. In seguito ad altri test, l’attore è risultato positivo anche all’uso di cocaina, mariuana, ketamina e Zolpidem, un farmaco per la cura dell’insonnia. L’attore è stato ascoltato diverse volte dagli organi preposti, è stato incriminato e ha ammesso l’uso delle droghe, dicendo di essersene pentito.

La Corea del Sud ha una politica di tolleranza zero verso l’uso di droghe illegali. La legge sudcoreana proibisce l’uso, la vendita, la produzione e l’importazione di sostanze, inclusi stupefacenti come la marijuana, l’eroina, la cocaina e l’MDMA. Le persone che vengono arrestate per reati legati alle droghe possono affrontare gravi conseguenze legali, tra cui lunghe pene detentive – nei casi peggiori fino a 14 anni, ma è prevista anche la pena di morte, che non viene comminata però dal 1997 – e multe pecuniarie significative.

Tuttavia, nonostante la severità delle leggi, l’abuso di droga è ancora un problema persistente nella società sudcoreana. I giovani in particolare sono vulnerabili al suo uso, spesso attratti dalla cultura della festa e dalle influenze esterne. L’abuso di droghe è spesso associato anche a problemi di salute mentale, poiché molte persone ricorrono alle sostanze stupefacenti come mezzo per affrontare lo stress e la pressione sociale.

L’uso di stupefacenti, che è stato a lungo in gran parte limitato ai ricchi e a coloro che sono legati alla criminalità organizzata, si sta diffondendo nel mainstream, con un uso crescente fra casalinghe, studenti, impiegati, funzionari e personale militare. Gli annunci per la vendita vengono pubblicati su social media come Telegram, che protegge l’identità degli utenti.

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Nel 2021, quasi il 60% dei condannati per reati di droga aveva meno di 40 anni, e fra il 2017 e il 2022 il numero di delinquenti adolescenti è aumentato quattro volte, passando da 119 a 481. L’Ufficio della Procura ha riportato un aumento del 30% dei reati di droga negli scorsi cinque anni, che sono passati dai circa quattordicimila nel 2017 ai più di diciottomila nel 2022. I reati legati alla tossicodipendenza nei primi due mesi del 2023 sono stati circa 2.600, in aumento del 32,8% rispetto allo stesso periodo del 2022.
In un contesto sempre più difficile, il governo sudcoreano ha adottato diverse strategie per contrastare l’abuso di droghe. Per prevenire e contrastare i reati legati alla droga, la Corea del Sud ha implementato una serie di politiche e leggi rigorose. Alcune delle principali misure includono:

Pene severe e certe: come accennato in precedenza, le leggi relative alla droga in Corea del Sud prevedono punizioni rigide per il traffico, la vendita e l’uso di droghe illegali. Le persone coinvolte in reati di droga possono affrontare pesanti multe e lunghi soggiorni detentivi, comprese anche la reclusione a vita o la pena di morte per casi particolarmente gravi. Tuttavia, chi trasgredisce per la prima o la seconda volta generalmente riceve una pena sospesa e l’obbligo di seguire corsi di 30/40 ore sugli effetti della droga.

Controlli rigorosi alle frontiere: la Corea del Sud mantiene un controllo rigoroso alle frontiere per impedire l’ingresso di droghe nel paese. Le autorità doganali e gli ufficiali di polizia effettuano controlli approfonditi sui viaggiatori, sui bagagli e sulle spedizioni al fine di individuare e sequestrare qualsiasi sostanza stupefacente.

– Campagne di sensibilizzazione: il governo sudcoreano conduce campagne di sensibilizzazione per informare e educare il pubblico sugli effetti negativi delle droghe e sui rischi associati al loro consumo.

– Programmi di trattamento e riabilitazione: oltre alle misure di deterrenza, la Corea del Sud offre anche programmi di trattamento e riabilitazione per le persone coinvolte nell’uso di droghe. Questi programmi mirano a fornire supporto e assistenza per superare la dipendenza dalle droghe e a reintegrare gli individui nella società.

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Yoo Ah-in nel corso di una conferenza stampa

Nonostante gli sforzi per affrontare la questione della droga in Corea del Sud, persistono le preoccupazioni circa la scarsità di centri di riabilitazione, attualmente solo sei in tutto il paese, dei quali solo due gestiti dal Ministero per la sicurezza alimentare e la droga. Il Giappone, che ha poco più del doppio della popolazione della Corea del Sud, conta ben 90 centri di riabilitazione.

Il sistema coreano, differentemente da altri sistemi asiatici – come appunto quello giapponese – ed europei, crede e investe ancora più sulla detenzione piuttosto che sulla riabilitazione. Del sistema “punitivo” coreano potrebbe far parte le azioni con funzione deterrente: un idol o una persona dello star system che viene colta in fallo viene esposta pubblicamente in maniera molto forte, con manette ben esposte durante le conferenze stampa e pubbliche manifestazioni di pentimento, in modo da “essere d’esempio” per altre persone.

Come sappiamo la società coreana non perdona certi scivoloni, specialmente da parte di personaggi che fanno parte del mondo dello spettacolo. Come fa notare il Washington Post, secondo molti coreani questo scandalo rappresenta la fine della carriera di Yoo Ah-in. Secondo alcune voci, Netflix avrebbe già rescisso il contratto per la seconda stagione di “Hellbound”, serie di successo la cui prima stagione è andata in onda nel 2021 e di cui Yoo è stato il protagonista. Il futuro dei suoi film ancora inediti è incerto, e le sue co-star si lamentano già dei loro sforzi che potrebbero andare sprecati.

Il caso di Yoo, oltre ad essere simbolico di come funzioni il sistema coreano e di come la Corea tratti i fatti di droga, è sicuramente anche esemplificativo dell’estrema pressione che le celebrità coreane vivono, dovendo presentarsi sempre in maniera immacolata. La società coreana sta cambiando rapidamente, ma è ancora profondamente conservatrice, e nessuna deviazione è concessa.

Fonti:

1. http://weekly.chosun.com/news/articleView.html?idxno=25742

2. https://www.reuters.com/world/asia-pacific/south-koreans-fighting-drug-addiction-find-few-rehab-options-2023-04-13/

3. https://www.asiapacific.ca/publication/rising-drug-use-south-korea-forces-government-respond-adapt#:~:text=Currently%2C%20drug%20crimes%20are%20punishable,carried%20out%20executions%20since%201997

4. https://www.washingtonpost.com/world/2023/03/08/yoo-ah-in-drug-cocaine-ketamine-south-korea/

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Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net