“Chiunque abbia scritto questa canzone deve avere 15 anni”, ha detto un uomo
di Ekta Sinha
luglio 2023
traduzione di Koreana
La maggior parte delle donne ha avuto un amico d’infanzia o un cugino con cui giocare, quando erano piccole. Non vincolato da norme, questo maschio si adattava a ogni ruolo che gli veniva offerto, dato che i suoi concetti di mascolinità erano solo, per l’appunto, semplici concetti. Ma poi è cresciuto e sono entrate in gioco le nozioni su cosa significhi “essere un uomo”. Ora che è diventato grande ignora le cose che per lui erano interessanti o divertenti, perché le sue convinzioni sono state plasmate da un mondo ampiamente patriarcale. È già abbastanza grave che gli stereotipi della mascolinità tossica chiedano ad un ragazzo di non partecipare più ai giochi e alle attività che considerava divertenti, ma la situazione è destinata addirittura a peggiorare nel tempo. I ragazzi e gli uomini, esposti ai concetti tipici di mascolinità, si trovano poi a deridere o a guardare con disprezzo le attività considerate femminili. I semi di questo fenomeno vengono gettati presto. Gli uomini che, online, definiscono le cose da femminucce come disgustose non sono una novità, ma in questi ultimi tempi hanno raggiunto l’apice. L’attuale dibattito su Barbenheimer è una classica rappresentazione di questa affermazione. Il paragone tra Barbie e Oppenheimer era inevitabile, ma ora si è arrivati al rifiuto categorico di un film e agli applausi scroscianti (meritati o meno è un’altra storia) per l’altro, che puzza di misoginia e patriarcato.
Mentre in generale il paragone tra due film dovrebbe basarsi sulla trama, sulla regia o sulle interpretazioni, in questi giorni gli uomini cis-het (abbreviazione di cisgender heterosexual, indica le persone che si identificano con il genere assegnato alla nascita e che sono attratte da persone del genere opposto, NdT) su Internet si divertono a sminuire il film di Barbie perché il suo pubblico di riferimento sarebbe costituito da ragazze adolescenti, donne o dalla comunità queer. Definire il film “spazzatura femminista che odia gli uomini” ed etichettare Margot Robbie come “mid” (un termine inglese usato per definire una donna come “media” o “basica”, dal punto di vista di un uomo) è sciocco e indubbiamente infantile. Margot risulta attraente e talentuosa per “questi uomini” solo quando i suoi personaggi possono essere sessualizzati o oggettificati. Nessuno ha battuto ciglio però quando, in Avengers: End Game, ha conquistato internet grazie al fatto che gli uomini le hanno conferito uno status eroico… eppure la Barbie mania è “disgustosa” e “fa rabbrividire”.
Sebbene tutto questo non mi sorprenda più, l’esame che le ragazze devono affrontare è ancora piuttosto bizzarro. E’ difficile trovare un commento negativo o irrispettoso da parte di una ragazza sotto il post di un ragazzo, che magari riguarda qualcosa di stereotipicamente maschile. Mentre gli uomini vanno in missione di spionaggio alla Sherlock Holmes per trovare post su piccole cose che piacciono alle ragazze, lasciando commenti sprezzanti e mostrando con orgoglio la loro posizione misogina.
Il “luogo comune” delle donne pazze
Un esempio molto semplice può essere la valanga di odio maschile nei confronti di artiste come Taylor Swift, Miley Cyrus o Adele. Come artista, la discografia di Taylor potrebbe non piacere a tutti, il che è giusto, ma screditare la sua arte e prendersela con i suoi fan dicendo “scrive solo canzoni sui suoi ex” mi puzza di misoginia. A scuola ci hanno insegnato che i grandi artisti spesso cercano ispirazione dalla loro vita personale per riversarla nel loro lavoro. Questo vale sia per i musicisti uomini che per le donne.
Ma se le canzoni di Miss Swift sono considerate tristi e prive di talento, l’opinione relativa ai musicisti maschi che cantano dell’amore perduto è che stiano coraggiosamente mostrando la loro angoscia. Noi vediamo la dicotomia, e il resto del mondo? I temi dell’amore, del dolore, dell’amicizia, della crescita e della separazione sono esperienze emotive umane fondamentali e hanno poco o nulla a che fare con il genere sessuale.
Clan anti-Boy Band
Guardiamo indietro agli anni 2010, quando gli One Direction erano un vero e proprio successo. C’è stato un innegabile stigma legato alla loro musica. Che è stato anche una parte importante del percorso di artisti come Justin Bieber, Big Time Rush e l’ultimo fenomeno K-pop, i BTS. E non ha nulla a che fare con il loro talento, ma con il fatto che la loro fanbase è composta da ragazze e donne adolescenti. Il solo fatto sembra scatenare uomini fragili che vedono in qualche modo questo come un attacco e si affrettano a etichettare questi artisti come inferiori agli artisti maschi che parlano di rap. Queste artisti vengono spesso definite “miss”, perché troppo femminili, e il loro aspetto viene criticato perché non è stereotipicamente virile.
Quando la band ha visitato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021, un famoso conduttore di talk show, James Corden, ha preso in giro il loro seguito femminile con questa dichiarazione: “È la prima volta che le quindicenni di tutto il mondo si sono trovate a desiderare di essere il Segretario Generale António Guterres. L’idea che le adolescenti non siano interessate alla politica o all’attivismo a causa della boy band che amano invalida i loro risultati.
Perché?
La risposta sta nella fragilità dell’ego degli uomini. Sostenuti dal modo in cui il mondo li tratta, credono che tutto ciò che sanno sia corretto e non debba essere messo in discussione. Che si tratti di leggere libri di Jane Austen o di guardare Twilight, se è popolare tra le ragazze, vale la pena dedicare del tempo a un ragazzo? Quando un ragazzo dichiara sui social media che l’Arsenal è la sua squadra di calcio preferita e procede a elencare il nome di ogni giocatore e la sua posizione nella squadra, nessuno alza gli occhi al cielo o punta il dito.
Le donne sono spesso etichettate come facilmente eccitabili o irrazionalmente emotive, in preda ai loro ormoni su cui noi non hanno alcun controllo. Troppe volte questo spinge gli uomini a chiedere in modo poco costruttivo se è “quel periodo del mese”. I media rafforzano ulteriormente questa teoria, deridendo le ragazze e presentando i loro interessi come inutili. Forse è arrivato il momento di vedere l’arte, il cinema e tutto quanto per i suoi meriti e non per il genere a cui si rivolge.
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