Con ‘Seven’, un brano estivo in stile UK garage, Jungkook dei BTS dà il via alla sua carriera da solista – Rhian Daly

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Insieme alla rapper del momento Latto, il cantante si tuffa nella devozione con risultati brillanti nella sua prima uscita ufficiale da solista

di Rhian Daly
14 luglio 2023

All’inizio del nuovo millennio lo UK garage, un genere che ribolliva nell’underground da quasi un decennio, è diventato mainstream. I brani che giravano nelle radio pirata diventavano dischi di platino e gli artisti esterni alla scena iniziavano a trarre ispirazione dai ritmi percussivi e sincopati di questo stile per le loro hit. Più di 20 anni dopo, un secondo revival sta entrando in un momento simile: l’anno scorso, gli Interplanetary Criminal hanno raggiunto il primo posto con la collaborazione di Eliza Rose “B.O.T.A (Baddest Of Them All)” e, ora, un membro del più grande gruppo pop del mondo sta utilizzando questo sound per il suo debutto ufficiale da solista.

La scelta di Jungkook di dedicarsi al garage per “Seven” potrebbe essere una sorpresa, dato che molti dei suoi lavori da solista, sia negli album dei BTS che nelle pubblicazioni low-key su Soundcloud, si sono concentrati su suoni più morbidi e sentimentali. La sua canzone per Festa 2020, “Still With You” era di genere jazz-pop malinconico, il suo contributo di “Map Of The Soul: 7”, “My Time” più di tipo R&B melodico, mentre il suo assolo di “Love Yourself”, “Euphoria” si avvicinava ad un pop futuristico, con sfumature di basso. Tuttavia, abbracciando qualcosa di più beat-driven, il cantante apre nuovi panorami per la sua voce.

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Se nelle uscite precedenti la sua voce era complementare e in sintonia con la musica su cui cantava, qui gli opposti si attraggono. Mentre frammenti di chitarra acustica si alternano a ritmi irregolari, ancora una volta la voce soave di Jungkook scivola e si tuffa tra un registro medio lucido e un falsetto mieloso, mentre ammortizza la natura più frastagliata delle sonorità. È una combinazione che funziona brillantemente.

Dal punto di vista del testo, “Seven” ricorda – intenzionalmente o meno – uno dei protagonisti della prima svolta mainstream del garage britannico. Dopo aver ottenuto un singolo al numero uno con “Fill Me In” nel 2000, Craig David ha dato seguito a quel successo con il brano “7 Days”, di stampo R&B, che racconta una settimana d’amore. Mentre David descriveva un incontro di una settimana all’insegna della lussuria, però, il singolo di Jungkook è radicato anche nel romanticismo. L’elencazione dei giorni da parte della star dei BTS non sembra tanto il resoconto di una singola settimana, quanto piuttosto un impegno a percorrere il calendario insieme per sempre; non solo “sette giorni alla settimana”, ma quattro settimane al mese, 12 mesi all’anno – o, come dice nella canzone, “ogni ora, ogni minuto, ogni secondo”.

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Le sorprese di “Seven” non si fermano alla scelta delle sonorità. Dopo che per settimane si è vociferato che la canzone avrebbe visto la partecipazione di Justin Bieber, l’ospite è una persona che nessuno immaginava sarebbe stata coinvolta: Latto, una delle rapper che stanno portando l’hip-hop in nuove direzioni. Qui si inserisce nella canzone senza sforzo, conferendo al testo cantato da Jung Kook un punto di carattere in più.

Tu fai sembrare i lunedì come dei fine settimana / gli faccio passare la voglia di tradire

dice con freddezza.

Ti faccio saltare il lavoro e le riunioni, dormiamo fino a tardi.

Probabilmente uno dei membri dei BTS con il più ampio appeal commerciale e mainstream, con “Seven” Jungkook fissa il punto di partenza per la sua era solista. Un brano estivo che aggiunge nuove sfaccettature all’arte del cantante? Noi approviamo, ogni giorno della settimana.

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Team delle traduzioni di Koreami.org