Corea del Sud: l’uguaglianza di genere arretra. Nuove sfide per le donne

Simona
By Simona
7 Min Read

In Corea del Sud, il cammino verso l’uguaglianza di genere sta attraversando una fase di rallentamento. Per la prima volta in tredici anni, il Paese registra un calo nel suo Indice Nazionale di Uguaglianza di Genere, segnalando un preoccupante passo indietro.
Nonostante i progressi in istruzione e salute, persistono forti disuguaglianze nella cura familiare, nel mondo del lavoro e nei processi decisionali.
Un quadro complesso, aggravato dalla pandemia e da tensioni sociali sempre più evidenti.

Il calo dell’Indice Nazionale di Uguaglianza di Genere (NGEI)

Per la prima volta dal 2010, la Corea del Sud ha registrato un calo nel suo Indice Nazionale di Uguaglianza di Genere (NGEI).
Nel 2023, l’indice si è attestato a 65,4 punti, segnando una flessione di 0,8 punti rispetto all’anno precedente e toccando il livello più basso degli ultimi tredici anni. A renderlo noto è il Ministero per l’Uguaglianza di Genere e la Famiglia, che ha espresso preoccupazione per un rallentamento evidente nel percorso verso la parità.

I settori più critici: Cura e Potere Decisionale

Il NGEI misura il grado di uguaglianza tra donne e uomini in vari ambiti – tra cui istruzione, salute, lavoro, reddito, cura, partecipazione ai processi decisionali e consapevolezza pubblica – su una scala da 0 a 100. Più il punteggio si avvicina a 100, maggiore è l’equità tra i generi.
Nonostante i progressi in campo educativo e sanitario (rispettivamente 95,6 e 94,2 punti), i dati mettono in luce forti squilibri strutturali nei settori della cura e del potere decisionale, che hanno ottenuto i punteggi più bassi: 32,9 e 32,5. 

LEGGI ANCHE  Ondata di allarmi bomba a Seoul: dopo negozi e università, paura anche al KSPO Dome

Il lavoro di cura e l’impatto della pandemia

Il peso del lavoro di cura – che include assistenza ai figli, agli anziani e gestione domestica – continua a ricadere in modo sproporzionato sulle donne.
La pandemia da COVID-19 ha aggravato questa tendenza, con la chiusura delle strutture di supporto e l’introduzione della didattica a distanza che hanno ampliato il carico di lavoro non retribuito all’interno delle famiglie.

Secondo Lee Dong-sun del Korea Women’s Policy Institute, l’impatto si è concentrato sulle donne anche a causa di un maggiore utilizzo del congedo parentale e di orari lavorativi flessibili.


Disuguaglianze generazionali e resistenze culturali

Nel 2023, l’utilizzo del congedo da parte degli uomini è diminuito del 7,5%, mentre quello femminile è calato solo dell’1,4%, segno che l’equilibrio è ancora lontano.

Allarmante anche il calo della consapevolezza pubblica sull’uguaglianza di genere, scesa di 6,8 punti in un solo anno. Particolarmente significativo è il crollo della percezione dell’equità nei ruoli familiari, passata da 60,1 a 43,7 punti. Un dato che indica un arretramento culturale e un aggravamento degli stereotipi, soprattutto in ambito domestico.

Secondo un’analisi del Carnegie Endowment for International Peace pubblicata nel 2025, alla base di questo fenomeno si trova anche un crescente divario generazionale e di genere nella percezione stessa della parità. Molte giovani donne, consapevoli delle disuguaglianze esistenti, sostengono con forza le politiche di empowerment. Allo stesso tempo, una parte rilevante di giovani uomini mostra resistenza nei confronti del femminismo e delle politiche paritarie, alimentando un clima di ostilità.

Il conflitto sociale e il rafforzamento del movimento femminista

In un contesto di bassissima natalità e di squilibrio nelle dinamiche matrimoniali – con un numero crescente di uomini single – cresce anche un sentimento di frustrazione maschile che si traduce, talvolta, in atteggiamenti apertamente antifemministi.
A fronte di questa tensione sociale, si è rafforzato anche il movimento femminista 4B, che rifiuta matrimonio, maternità, relazioni eterosessuali e rapporti sessuali come forma di opposizione al sistema patriarcale. Un segnale forte da parte di una generazione di donne che preferisce sottrarsi a ruoli imposti piuttosto che adattarsi a una società ancora diseguale.

LEGGI ANCHE  Perché in Corea del Sud i giovani ordinano cibo che non esiste

La reazione del governo e le disparità regionali

A livello istituzionale, la Viceministra per l’Uguaglianza di Genere, Shin Young-sook, ha dichiarato che il governo continuerà a lavorare per promuovere una maggiore consapevolezza e rafforzare le politiche di supporto alla cura, ma i dati indicano quanto la strada verso la parità sia ancora lunga.

A livello territoriale, le città di Seoul, Daejeon, Sejong, Chungnam e Jeju risultano le più virtuose per quanto riguarda la parità di genere.
In fondo alla classifica si collocano invece Busan, Ulsan, Jeolla Meridionale e Gyeongsang Settentrionale.

Disuguaglianza salariale: la parità di genere nel lavoro è lontana

Nonostante i grandi progressi in ambito educativo, con il 76,9% delle donne che nel 2023 ha completato studi universitari o equivalenti, superando il 73,1% degli uomini, questo traguardo non si riflette ancora nel mondo del lavoro. Il divario salariale tra i sessi resta infatti il più ampio tra i Paesi OCSE: le donne sudcoreane guadagnano in media il 29,3% in meno rispetto ai colleghi uomini. Questo evidenzia come l’aumento del livello di istruzione femminile non basti, da solo, a colmare le profonde disuguaglianze presenti nel mercato del lavoro.

La strada verso la parità di genere è ancora lunga

Il 2023 ha segnato un’inversione di rotta nel percorso della Corea del Sud verso l’uguaglianza di genere.
Se da un lato emergono segni di progresso, dall’altro si rafforzano disuguaglianze strutturali (più difficili da cambiare perché sono radicate nelle fondamenta della società e richiedono cambiamenti a livello sistemico, culturale e normativo per essere eliminate) e resistenze culturali.
Senza un cambiamento profondo anche a livello di mentalità, la parità tra uomini e donne rischia di rimanere un obiettivo ancora lontano.

Fonti:
Carnegie Endowment for International Peace
Korea Herald
Korea.net 

Share This Article
Follow:
Ballerina mancata, aromaterapeuta in divenire, face yoga teacher e ARMY. Cresciuta con la musica R&B e soul, vivo tra profumi naturali, sogni coreani e amore per la natura. Sempre con l’anima accesa... e una playlist dei BTS in sottofondo.