Il k-pop ha salutato la fine del 2025 con il tradizionale speciale Gayo Daejejeon, evento che riunisce i principali artisti dell’industria. Il tema dell’edizione era 멋 (meot), un concetto che celebra l’individualità e l’essenza autentica degli artisti K-pop.
Gli ATEEZ hanno avuto l’onore di aprire la serata con un brano che incarna perfettamente lo spirito del tema: ‘멋 (The Real) (흥: 興 Ver.)’, esibendosi in costumi realizzati dal brand RIU&VIU in collaborazione con la stylist del gruppo.
Durante la performance erano presenti numerosi riferimenti alla tradizione coreana, tra cui i tipici ventagli — su quello di Hongjoong spiccava il carattere “멋” dipinto a mano — e la Bongsan Talchum (봉산탈춤), una danza tradizionale che utilizza maschere caricaturali ispirate alla personificazione di animali.
Messaggio di 멋 (The Real) (흥: 興 Ver.)
Il termine 멋, spesso tradotto come “alla moda” o “cool”, assume nel brano degli ATEEZ un significato più profondo. Come spiegato da San in un’intervista, accanto al concetto di “The Real”, la canzone mira a ridefinire l’idea di eleganza autentica, ovvero mostrare l’identità degli ATEEZ mettendo al centro valori come gentilezza e umiltà. San ha sottolineato come la “vera” bellezza sia quella interiore, non una semplice questione estetica.
Il messaggio della canzone è chiaro: ridefinire cosa significhi davvero essere “cool”. Non nel senso imposto dalla massa – seguire le tendenze, curare l’outfit o frequentare le persone giuste – ma in modo autentico. Sono i valori morali, prima di tutto, a rendere una persona davvero “reale”.
RYU&VIU - Un dialogo tra epoche
Questo messaggio di autenticità si riflette nel lavoro di RIU&VIU, brand fondato nel 2019 dalla designer Yeji Kim. Il nome stesso — unione tra il carattere cinese “RIU” 流 (flusso) e il termine “VIU” (vista) — ne riflette la missione: reinterpretare la storia attraverso lo sguardo della moda contemporanea.
La collaborazione con la stylist degli ATEEZ nasce da una visione comune. Il design attinge ai po maschili dell’era Joseon — simboli di rigore e autorevolezza — per trasformarli in moderni costumi di scena. L’approccio di Yeji Kim, già apprezzato in contesti internazionali come Milan Loves Seoul durante la Fashion Week 2025, si concentra sull’estrazione degli elementi essenziali dell’abito storico per ricollocarli in uno stile funzionale e accessibile. In questo modo, la bellezza della tradizione viene liberata dal “peso del tempo”, rendendo l’hanbok un linguaggio vivo e attuale come dimostrano le calzature SCENE #001 ispirate alle tradizionali Danghye o il celebre TE COAT.
Reperti storici di ispirazione
I costumi creati per gli ATEEZ si ispirano ai po maschili dell’era Joseon, termine generico che indica i soprabiti dell’hanbok maschile. A differenza dei jeogori femminili, che variavano nel tempo, i po maschili mantennero proporzioni costanti.
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Il brand ha attinto a reperti storici specifici, quali il cheollik, il dapho e il wonsam. A questi si aggiunge una stampa originale creata dall’artista Geum Yoona, ispirata al tema del “viaggio” che caratterizza l’universo narrativo degli ATEEZ. Onde, spuma marina, la nave simbolo del gruppo emergono nei dettagli: per la prima volta, il racconto del gruppo si estende anche ai costumi, trasformandoli in veicolo narrativo.
I riferimenti d’archivio includono:
- Cheollik: soprabito maschile a pieghe in seta garzata blu con motivi di nuvole e tesori.
- Dapho: indumento senza maniche d’epoca Goryeo e Joseon, solitamente sovrapposto a capi (po) come il cheollik.
- Seulanchima: gonna cerimoniale decorata con foglie d’oro, storicamente riservata alle donne della famiglia reale Joseon.
- Wonsam: abito solenne dalle lunghe maniche e bande policrome, qui presentato nella variante hongwonsam di colore rosso.
Analisi dei costumi
La palette cromatica dei costumi alterna tonalità neutre come nero, beige e bianco dei colletti, integrate con stampe e stemmi tradizionali realizzati con filati dorati. Il design dei capi asseconda il movimento attraverso un complesso gioco di layering e trasparenze.
L’aspetto più innovativo risiede nella reinterpretazione delle strutture classiche. Se i tagli delle ampie maniche e le pieghe del po richiamano la tradizione maschile, l’uso della seulanchima introduce un elemento di rottura: la struttura “aperta” della gonna, storicamente femminile, viene riadattata per creare volume e movimento durante la coreografia.
Da notare come Yeosang e Yunho propongano un taglio spezzato, con un jeogori corto abbinato a una parte inferiore ispirata alla seulanchima o alla base del cheollik.
La distribuzione delle stampe segue una logica scenica: mentre per la maggior parte del gruppo i motivi ornano la parte inferiore dei capi, enfatizzando il movimento della coreografia, in Yeosang, Yunho e Mingi, la stampa si estende alle maniche, amplificando l’ampiezza dei gesti. Yunho, in particolare, sfoggia un drappeggio creato da pieghe sollevate che accentua la tridimensionalità dell’abito. Jongho si distingue per un capospalla nero di ispirazione moderna, sovrapposto a strati di pieghe di diverse lunghezze.
Hongjoong, in quanto leader del gruppo, si differenzia con l’unico taglio corto della formazione, sagomato da una fascia in vita e impreziosito dai motivi che ne segnano sia le maniche che il retro.
Oltre l’estetica, questi abiti agiscono come un vero e proprio veicolo narrativo. Le stampe originali di Geum Yoona — popolate da onde, navi e il Chromer — trasformano il tessuto in una mappa dell’universo ATEEZ. Non si tratta solo di celebrare il passato: i dettagli celati tra le trame dei costumi sembrano confermare le anticipazioni sul prossimo comeback di febbraio 2026, già suggerito dalle immagini dei palloncini apparse recentemente.
Attraverso questa collaborazione, gli ATEEZ dimostrano come la moda possa trasformarsi in uno strumento culturale capace di unire l’eredità della dinastia Joseon alla narrazione globale del K-pop.
Profilo Instagram ufficiale di RIU&VIU
Profilo Instagram ufficiale di Milan Loves Seoul


