Anche quest’anno Hongjoong, leader degli ATEEZ, ha stupito tutti con un progetto unico: una sfilata di moda per celebrare il suo compleanno. Negli anni passati aveva organizzato mostre fotografiche (Walker A: ne abbiamo parlato qui) e una maratona di beneficenza, ma stavolta ha deciso di fondere il suo amore per la moda con la creatività che lo contraddistingue, dando vita al suo primo fashion show, “Petit Coussin”.
Più che una semplice sfilata, Petit Coussin è un viaggio onirico ed emozionale nei ricordi della sua infanzia. L’idea è nata mentre Hongjoong sfogliava vecchie foto da bambino, colpito dallo stile degli abiti che indossava allora e dal desiderio di trasformare quel ricordo in qualcosa di concreto.
“Un giorno, mentre guardavo le mie vecchie foto d’infanzia, ho notato che i vestiti che indossavo da bambino erano davvero belli. Ho pensato: ‘Dovrei iniziare la mia primissima sfilata proprio con dei modelli adolescenti pieni di sogni’, ed è così che è partito tutto.” – Dazed Korea

Il significato di “Petit Coussin”
Il nome della collezione ha un profondo valore affettivo: “Petit Coussin” era l’insegna del negozio di abbigliamento per bambini gestito da sua madre, che spesso vestiva lui e suo fratello con quei capi.
“Si chiamava Petit Coussin (Piccolo Cuscino), scritto in coreano. L’idea mi ha colpito: un piccolo cuscino su cui è possibile sognare. Ho costruito l’intero show attorno a questo concetto.” – Dazed Korea
Quel nome racchiude l’essenza della sua infanzia: la tenerezza, la serenità e la fantasia. Hongjoong ricorda con affetto i momenti trascorsi nel magazzino del negozio, dove per lui bambino quel luogo “è rimasto nel suo cuore come uno spazio caldo e gioioso pieno di ricordi.”

La scenografia: un sogno che prende vita
Il percorso di sogni ed emozioni ideato da Hongjoong prende vita in un parco giochi: i modelli, perlopiù adolescenti, sfilano a piedi nudi o con i calzini su una passerella di sabbia, simbolo della libertà e della leggerezza tipiche dell’infanzia. La scenografia è completata da cuscini che fluttuano in aria come nuvole, creando un set onirico e sospeso.
L’allestimento evoca un ritorno a quell’età in cui un semplice gioco era sufficiente per immaginare infiniti futuri possibili, quando il mondo adulto era ancora lontano e la purezza dei sogni restava intatta.
L’atmosfera è costruita con cura: le luci soffuse, che seguono il ritmo delle ore della giornata, e una casetta di legno da cui i modelli fanno il loro ingresso, trasformano lo spazio in un paesaggio onirico. Non si celebra solo l’infanzia, ma il sogno stesso come luogo creativo e rifugio emotivo.
Per me, l’infanzia è un sogno.
Per Hongjoong, la moda rappresenta proprio questo: la possibilità di dare forma ai sogni. Disegnare, scegliere i tessuti, creare ogni capo è stato il suo modo per tradurre la memoria in qualcosa di reale. La sfilata, pensata come un piccolo spettacolo immersivo, si fonda sull’idea che la moda possa raccontare emozioni e visioni, non solo estetica.


La musica, composta da lui, accompagna ogni passo della passerella. È una colonna sonora che unisce le sue passioni — moda e suono — e che amplifica il senso di nostalgia e meraviglia. Durante la creazione, Hongjoong si è immerso nei libri e nei film che amava da bambino, come Peter Pan o Biancaneve, e nei vecchi video familiari. Da quei ricordi è nato un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove ogni dettaglio racconta il sogno di restare per sempre sé stessi, come allora.

Estetica e struttura della collezione
I protagonisti però sono stati gli abiti creati da Hongjoong. I 24 pezzi sono stati organizzati in quattro sezioni tematiche:
Echoes – Playground 1998 – Petit Coussin – The Edge of Tomorrow.
Ogni arco è stato associato a un momento della giornata e a una diversa palette cromatica, coprendo l’arco temporale dalle sette del mattino fino alla notte. Di conseguenza, ogni singolo capo rappresenta simbolicamente una delle 24 ore che si susseguono.
Echoes
Toni neutri e caldi, dal beige al marrone, animano gilet, camicie con maniche vaporose o a palloncino e delicate rouges o drappeggi, short morbidi, cordoncini usati come cinture in vita.



Playground 1998
Verde scuro, rosa, bordeaux e bianco si fondono in look che spaziano dalla gonna asimmetrica, a completi di giacca e pantalone in pelle, fino al lungo trench in pelle. Gli accessori includono bandane, cappelli a tesa larga e baschi. Ricorrente è il motivo della calendula, fiore del compleanno di Hongjoong, ricamata su pezzi chiave come la giacca in pelle bordeaux o le maniche di altri indumenti.



Petit Coussin
Il pezzo d’apertura, il più eccentrico che si distingue dal mood generale, interrompendo un po’ la fluidità della collezione, è un giubbino blu elettrico dal taglio militare, rifinito con bordi in pelliccia e decorazioni dorate: un tributo a Michael Jackson, uno dei suoi idoli. Il simbolo “No1 like me” risalta come firma personale. Seguono camicie fluttuanti con maniche a sbuffo, in contrasto con gilet e pantaloni abbinati, bandane, e abiti kaftano con ricami e ruches nelle tonalità di blu, marrone, rosa e nero.



The Edge of Tomorrow
A concludere, splendidi abiti asimmetrici in tartan e tulle, decorati da rouges, in contrasto con le camicie bianche o scure. Un capo distintivo è l’abito felpa con cut-out, ornato dal logo che porta il nome della collezione: “Petit Coussin 1998 No 1 like me”.




Le nuances variano in progressione: dai toni più spenti del mattino presto si passa a sfumature progressivamente più colorate man mano che la giornata avanza.
L’estetica della collezione richiama Peter Pan, figura con cui Hongjoong ha sempre sentito un profondo legame: un simbolo di eterna giovinezza che si riflette nelle bandane, nei pantaloni corti e in quella libertà giocosa che attraversa l’intera sfilata.
Accanto a questi elementi, si percepisce anche un chiaro rimando al periodo dell’Ottocento: camicie leggere con maniche a sbuffo, ruches e volumi vaporosi che ricordano le linee morbide e i dettagli elaborati di quell’epoca. Una scelta che dimostra la ricerca attenta e consapevole condotta da Hongjoong sulla storia del costume e della moda — un aspetto che lui stesso ha sottolineato, rivelando quanto studio e passione ci siano dietro ogni capo.
Un omaggio alla madre e ai sogni di ieri e di oggi
Petit Coussin è prima di tutto una lettera d’amore alla madre, la persona che ha alimentato la sua creatività e la fiducia in sé stesso.
Questo progetto mi ha fatto capire quanto l’amore e la cura di mia madre siano diventati la forza che mi ha reso chi sono oggi.
Realizzata in circa sei mesi, la collezione non è destinata alla vendita: il suo unico scopo è mostrare nuove sfaccettature di Hongjoong agli ATINY, il fandom degli ATEEZ, attraverso il linguaggio visivo degli abiti. Ogni capo racconta un frammento del suo mondo interiore: i ricordi, la sensibilità, la libertà del bambino che ancora vive in lui.
I look che aprono e chiudono la sfilata si ispirano direttamente a due sue foto d’infanzia, chiudendo così il cerchio di un racconto che parte dal passato e guarda al futuro.


Questo è solo l’inizio: con la sua passione e la sua visione artistica, Hongjoong continuerà a creare progetti in cui musica, moda e arte si intrecciano.
Chissà quale sogno ci farà vivere la prossima volta.





