I LNGSHOT

EYES ON: LNGSHOT – Il romanticismo di un dito medio.

Elisa
By Elisa
11 Min Read

Immaginate la scena: quattro ragazzi stanno per debuttare nell’industria musicale coreana e decidono di mostrarsi in foto mentre puntano con convinzione il dito medio all’obiettivo. Un gesto di aperta sfida che ha immediatamente infiammato i social, spaccando l’opinione pubblica tra chi lo ha trovato un po’ “try-hard” e chi ci ha visto una sana dose di strafottenza. Ed è qui che scatta il cortocircuito narrativo più affascinante: il loro fondatore, la leggenda Jay Park, presenta questo stesso gruppo come la sua risposta al fatto che “il K-pop ha perso il suo spirito romantico”.

I LNGSHOT con Jay Park
I LNGSHOT con Jay Park

Secondo Park, l’industria sta attraversando una fase di profonda riflessione esistenziale ; il sistema attuale si è troppo “standardizzato” e ha bisogno di ritrovare la sincerità di chi non deve per forza piacere a tutti, ma vuole farsi rispettare per quello che è. Per Park, il romanticismo non risiede nei cuoricini con le mani, ma nella libertà di fare quello che si ama senza farsi piegare dai trend di mercato.   

Gennaio 2026: “Double Drop” 

La strategia di lancio dei LNGSHOT ha rotto ogni regola del manuale k-pop, saturando il mercato con due progetti distinti ma complementari in meno di una settimana.

1. L’EP di Debutto: Shot Callers

Il titolo tradotto letteralmente vuol dire “coloro che dettano le regole”. Direi molto chiaro, no?

I membri hanno partecipato alla creazione di 4 delle 5 tracce totali, curando testi, composizione e arrangiamenti.  

    • Moonwalkin: la title track richiama esplicitamente Michael Jackson. La metafora dello specifico passo di danza, in cui ci si muover in avanti mentre si scivola indietro, stando ai membri descrive l’ansia e l’incertezza provate durante il training, bilanciate dalla voglia di emergere. Inizialmente era stata pensata come brano solista per Woojin.
    • Never Let Go: è la traccia dell’anima. Unica canzone del disco in cui tutti e quattro i membri hanno collaborato simultaneamente a testo, musica e arrangiamento, rendendola il simbolo della loro coesione interna. 
    • Saucin: energia pura – e un po’ di confusione, questa pre-release ha definito l’immagine edgy del gruppo fin da subito.
    • FaceTime e Backseat: R&B puro, maturità vocale e una sincerità verso il lavoro in studio che Ryul descrive come il loro lato più maturo.

2. L’anima grezza: 4SHOBOIZ MIXTAPE

Se l’EP è il biglietto da visita ufficiale, il 4SHOBOIZ MIXTAPE, uscito pochissimi giorni dopo l’EP di debutto, rappresenta quel che si intende quando si parla di realness. Composto da ben 10 tracce, questo progetto è nato come risposta immediata e diretta al feedback dei fan che chiedevano di sentire i ragazzi in una veste meno rifinita e più vicina all’hip-hop. Include pezzi diventati subito virali come Are You Ready e Next 2 U (Carol Remix). Il gruppo non ha paura di sperimentare con ritmi veloci e stili improvvisati, e con questo lavoro sottolinea che i LNGSHOT sono nati come una crew e non come un gruppo di idol.  

LEGGI ANCHE  La penna segreta del k-pop: intervista esclusiva a Dailog

Chi sono i LNGSHOT?

Louis

Louis Elliot Jourdain Lim, nato nel 2010, è il maknae ed è già un fenomeno mediatico. Alto 186 cm, di origini coreano-francesi, parla fluentemente coreano, francese e inglese. Ma è il suo timbro a far impazzire i fan: molti hanno notato che la sua voce ricorda incredibilmente quella del primo Justin Bieber, un tono cristallino e pop, leggermente androgino, che sta però evolvendo velocemente per via della pubertà. Jay Park stesso ha lodato Louis per avere un colore vocale raro che “non può essere insegnato”.

Louis
Louis

Ohyul

Kwon Oh-yul, nato nel 2006, è il leader e il pilastro del gruppo. Ex trainee della KOZ Entertainment (Zico, BOYNEXTDOOR), ha accumulato 5 anni di formazione prima di approdare alla MORE VISION di Jay Park. La sua routine è quasi ascetica: 5 km di corsa ogni giorno e sessioni di allenamento fisico intensivo, che gli hanno guadagnato il soprannome di 5km_salmon. È un asso nel risolvere il cubo di Rubik in meno di un minuto, un dettaglio che la dice lunga sulla sua velocità mentale.

Ohyul
Ohyul

Ryul

Kim Ryul rappresenta l’anima hip-hop pura. Già noto per la sua partecipazione al survival show RAP:PUBLIC, è considerato il “mood maker” del team. Jay Park è stato un mentore severissimo con lui, arrivando a drillarlo per 15 minuti consecutivi sulla corretta pronuncia della sola parola “Shot” per garantire un impatto internazionale perfetto nelle tracce globali.   

Ryul
Ryul

Woojin: Creatore del Movimento

Jeong Woojin è il “maker” del gruppo. Con 6 anni di training alle spalle (inclusa una parentesi presso BigHit), Woojin possiede una comprensione profonda della performance. Oltre a comporre, è noto per talenti fisici bizzarri come la capacità di controllare le scapole in modi spettacolari o di far ruotare una palla da basket con estrema precisione.  

Woojin
Woojin

Il fattore Jay Park

Jay Park, mente dietro la crew e fondatore della MORE VISION, non si limita a fare il CEO. La sua gestione è il riflesso di vent’anni passati a smantellare stereotipi: da asiatico nell’hip-hop USA a idol “scomodo” in Corea, bersagliato per uno stile che definire non convenzionale è un eufemismo. Questa esperienza ha forgiato il suo obiettivo: non sfornare l’ennesimo prodotto k-pop confezionato, ma una squadra che cerchi il rispetto attraverso l’autenticità.

Per riuscirci, Park ha imposto un rapporto orizzontale, un legame “umano-umano” dove il boss sfuma nel fratello maggiore fin troppo presente. La sua guida passa per gesti spiazzanti, come inviare nelle chat di gruppo video dei suoi allenamenti o “body checks” per motivarli a colpi di trazioni. I ragazzi, tra il rispetto e l’imbarazzo, ammettono di ricorrere spesso al ghosting per gestire questi eccessi di orgoglio fisico. Eppure, questa vicinanza permette una confidenza rara: non hanno timore di massacrare i suoi tentativi di aegyo in TV o il suo abbigliamento, ribattezzato sprezzantemente Wonsun-style.

Questa ossessione per la forza interiore spiega il “dito medio” delle foto pre-debutto. Per Park è stata una lezione pedagogica: esporli subito al fuoco incrociato delle critiche per costruire una corazza mentale. “Non so se venderanno di più, ma sono sicuro che faranno il k-pop nel modo più figo”, ha dichiarato, lanciando l’hashtag #middlefingertothenorm. Per completare questa scuola di resilienza, li ha persino addestrati alla recitazione esagerata in stile serie B, per insegnargli a non prendersi sul serio e a proteggere la spontaneità.

LEGGI ANCHE  SHINE ON ME (drewboi feat. Hwang Se Hyun): Testo e Traduzione

La visione di Park per i LNGSHOT si riduce alla sincerità come forma di lealtà verso se stessi. La lezione più preziosa che ha lasciato a Woojin e soci non riguarda le coreografie, ma l’essenza stessa dell’artista: restare coerenti anche quando le telecamere sono spente.

Jay Park al debut showcase dei LNGSHOT (Foto Dispatch)
Jay Park al debut showcase dei LNGSHOT (Foto Dispatch)

La “Creator Generation”: LNGSHOT & CORTIS

L’industria sta assistendo all’ascesa rapida e decisa della Creator Generation: un cambio di paradigma sostanziale in cui il fulcro dell’intero progetto artistico si è spostato dalla semplice performance sul palco verso una direzione creativa totale. In questo scenario, i LNGSHOT e i CORTIS di BigHit Music operano come forze parallele, alimentando un dualismo generativo che, a nostro avviso, dovrebbe costringere la quinta generazione a una virata totale.

Entrambi i collettivi stanno smantellando lo schema dell’idol tradizionale, agendo invece come “creator crews” dove ogni membro esercita un controllo diretto su produzione, sound e — nel caso dei CORTIS — identità visiva. Le loro traiettorie si muovono lungo binari distinti: mentre i CORTIS puntano a “colorare fuori dai margini” attraverso una produzione sofisticata e profondamente integrata nell’ecosistema HYBE, i LNGSHOT rivendicano una “realness” più cruda, nata dal desiderio di rimettere al centro l’emozione e il rischio rispetto alla precisione clinica delle formule di mercato.

Il contrasto musicale è netto. I CORTIS attingono massicciamente alla rage trap, canalizzando l’energia di Travis Scott e Playboi Carti per iniettare un’oscurità urbana nel cuore del pop coreano. I LNGSHOT, pur restando ancorati all’hip-hop, virano verso l’R&B e il Pop, con un’estetica melodica che richiama la morbidezza del primo Bieber e della discografia dello stesso Jay Park. Entrambi i gruppi vantano talenti che erano già influenti prima del debutto: i CORTIS schierano Martin, autore di tracce per TXT e ILLIT, mentre Ohyul e Louis dei LNGSHOT hanno già accumulato ore in studio come co-autori per Jay Park. E’ proprio questa diversa interpretazione del concetto di “sincerità” che renderà la loro ascesa parallela un caso studio decisivo per la musica coreana degli anni a venire.

I LNGSHOT non inseguono la perfezione; sono qui per la “realness”. Tra un maknae con una cadenza alla Bieber, un leader che macina 5 km al giorno e un boss che li spinge verso una ribellione viscerale invece della solita sincerità fabbricata a tavolino, rappresentano una delle scommesse più audaci del k-pop contemporaneo.

Il loro moonwalk è la metafora definitiva: un movimento che attinge dal passato, capace di ipnotizzare il pubblico mentre si muove controcorrente rispetto al mainstream. La vera domanda è se, scivolando all’indietro, riusciranno davvero a trascinare l’intera industria un passo avanti.

Share This Article
Follow:
Sociologa dentro e accademicamente, "ex corporate girl, ora quota rosa in una start up innovativa" fuori. Le mie prime foto da bambina mi ritraggono già con le cuffione gialle sulle orecchie, ascoltavo i Simple Minds e i Tears for Fears. Vivrei di kimchi. C'è altro? Ah sì: INTJ-T. O cancro ascendente vergine, che praticamente è la stessa cosa. Dal 2026 Honorary Reorter di Korea.net