Hanbok - Immagine generata con l'AI

Hanbok: la tradizione coreana che ispira il futuro della moda italiana

Rachele
By Rachele
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Nell’ambito dell’ “Anno dello Scambio Culturale Italia e Corea 2024-2025”, l’Istituto Culturale Coreano, in collaborazione con il KOFICE (Korea Foundation for International Cultural Exchange) e il Dipartimento di Moda dell’Accademia di Belle Arti di Roma, ha promosso un progetto che unisce due mondi della moda. Al centro di questo scambio c’è l’hanbok, l’abito tradizionale coreano, un indumento che ci racconta la storia.

Ma cos’è l’hanbok?

Il termine hanbok (한복), che in caratteri cinesi, 韓服 (Hanbok) significa letteralmente “abbigliamento coreano”, si è diffuso alla fine del XIX secolo per distinguere gli abiti locali da quelli occidentali, con l’introduzione della cultura occidentale in Corea.

Questa parola racchiude un forte senso di identità nazionale, simile ad altri termini come hansik (cibo tradizionale coreano) o hanok (casa tradizionale coreana).

Pur affondando le sue radici in secoli di storia, il modello di riferimento è quello della tarda dinastia Joseon (1392-1910). Da allora, l’hanbok ha subito diverse trasformazioni per adattarsi a uno stile di vita più moderno e funzionale. Uno degli elementi che compone l’ensemble chiamato hanbok è il jeogori (저고리), l’indumento superiore simile a una giacca, un tempo più lunga e ampia, che era in uso tra la metà e la fine della Dinastia Joseon, e che si è progressivamente accorciato. Con la diffusione dell’abbigliamento occidentale nel secolo scorso, l’hanbok ha assunto un ruolo prevalentemente cerimoniale, riservato a celebrazioni e ricorrenze tradizionali, come primi compleanni, matrimoni e funerali. Agli occhi del pubblico, l’hanbok è quindi diventato meno accessibile e più formale.

Nonostante questo cambiamento, l’abito non ha perso il suo valore: incarna ancora oggi la cultura, la storia e l’identità della Corea attraverso la scelta dei tessuti, la ricchezza dei colori e la simbologia dei suoi motivi.

Hanbok mostrati al Workshop - Per gentile concessione dell'Istituto Culturale Coreano
Hanbok mostrati al Workshop – Per gentile concessione dell’Istituto Culturale Coreano
Hanbok mostrati al Workshop - Per gentile concessione dell'Istituto Culturale Coreano
Hanbok mostrati al Workshop – Per gentile concessione dell’Istituto Culturale Coreano

È proprio per esplorare questo ricco patrimonio e reinterpretarlo in chiave contemporanea che la stilista coreana Yeji Kim (CEO di RIU & VIU) ha guidato un workshop intensivo di cinque giorni per 25 studenti del Dipartimento di Moda dell’Accademia di Belle Arti.

Yeji Kim durante il Workshop - Per gentile concessione dell'l'Istituto Culturale Coreano
Yeji Kim durante il Workshop – Per gentile concessione dell’l’Istituto Culturale Coreano

La scelta di Yeji Kim non è casuale: come fondatrice del brand RIU & VIU, è una delle figure di spicco della nuova generazione di designer che stanno ridefinendo l’hanbok per il mondo contemporaneo.

RIU & VIU è un marchio fondato sull’unione dei concetti di ‘flusso‘ (RIU) e ‘visione‘ (VIU), con l’obiettivo di offrire una prospettiva unica sul flusso della storia, riportando la tradizione coreana in vita attraverso la moda.

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Il marchio combina l’essenza degli elementi tradizionali con lo stile di vita moderno, creando capi che sono al contempo tradizionali, contemporanei, atemporali e pronti da indossare quotidianamente (prêt-à-porter).

La fondatrice, pur avendo inizialmente studiato Musica Coreana presso l’Università Femminile Ewha, ha successivamente indirizzato la sua passione verso la moda, conseguendo un master in costumi tradizionali coreani e acquisendo esperienza nel settore. Spinta dal profondo amore per gli abiti coreani tradizionali, ha lanciato RIU & VIU nel 2019. Il suo lavoro si concentra sull’estrarre gli elementi essenziali dall’abbigliamento del passato per ricrearli in un contesto fashion elegante e accessibile, liberando così la bellezza della tradizione dalla polvere della storia.

La stilista ha partecipato anche all’evento organizzato da Milan Loves Seoul, svoltosi dal 28 febbraio al 3 marzo nella splendida cornice di Palazzo Bovara, nel cuore di Milano, in concomitanza con la Milano Fashion Week, mostrando la sua collezione sulla passerella del 3 marzo. In quell’occasione, ha presentato in passerella la sua collezione Autunno/Inverno 2025.

Abiti della collezione RIU & VIU A/I 2025 presentata durante la sfilata Milan Loves Seoul – Credits a Profilo Instagram RIU & VIU
Abiti della collezione RIU & VIU A/I 2025 presentata durante la sfilata Milan Loves Seoul – Credits a Profilo Instagram RIU & VIU

Il laboratorio sull’hanbok, che si è svolto dal 6 al 10 ottobre, ha offerto un percorso teorico e pratico attraverso vari aspetti dell’hanbok, tra cui la storia dell’abbigliamento tradizionale coreano, le varie tipologie di hanbok, i tessuti tradizionali utilizzati, i motivi ornamentali e le tecniche decorative, e la combinazione dei colori tradizionali.

Yeji Kim durante il workshop sull’Hanbok – Per gentile concessione dell'Istituto Culturale Coreano
Yeji Kim durante il workshop sull’Hanbok – Per gentile concessione dell’Istituto Culturale Coreano
Lezione sull’Hanbok con Yeji Kim - Per gentile concessione dell'l'Istituto Culturale Coreano
Lezione sull’Hanbok con Yeji Kim – Per gentile concessione dell’l’Istituto Culturale Coreano
Lezione sull’Hanbok con Yeji Kim - Per gentile concessione dell'l'Istituto Culturale Coreano
Lezione sull’Hanbok con Yeji Kim – Per gentile concessione dell’l’Istituto Culturale Coreano

Uno degli elementi centrali del workshop è stato l’incontro con un materiale tanto antico quanto versatile: la carta tradizionale coreana, l’hanji.

Gli studenti hanno scoperto come realizzare capi non solo con tessuti convenzionali, ma anche con questa carta speciale, comprendendone il valore artistico e artigianale.

APPROFONDIMENTO

L’Hanji è un tipo di carta prodotta in Corea con una tecnica unica. La sua realizzazione è così complessa da essere chiamata Baekji (百紙), “cento carte”, poiché tradizionalmente richiedeva cento passaggi. Dal taglio del gelso alla pestatura della sua corteccia, ogni fase era compiuta a mano. La sua fama, nota fin dall’antichità anche in Cina, deriva dalla sua durata e lucentezza. Non era usata solo per la scrittura e la pittura grazie alla sua straordinaria capacità di assorbire l’inchiostro, ma anche per rivestire le pareti, i pavimenti e le finestre delle case coreane, creare oggetti d’arredo e persino per rinforzare le armature, a dimostrazione di una versatilità che unisce arte e funzione.

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Gli studenti sperimentano l'Hanji, la carta tradizionale coreana - Per gentile concessione dell'l'Istituto Culturale Coreano
Gli studenti sperimentano l’Hanji, la carta tradizionale coreana – Per gentile concessione dell’l’Istituto Culturale Coreano



L’incontro tra tradizione e innovazione è al centro di questo scambio culturale, come sottolinea Sara Chiarugi, una delle docenti coinvolte nel progetto:

“Sono molto felice di partecipare per la seconda volta al workshop sull’hanbok organizzato dall’Istituto Culturale Coreano, dopo l’edizione del 2018. È un’occasione preziosa di scambio culturale e formativo. La moda coreana, che unisce abilmente le tecniche artigianali tradizionali con le tecnologie moderne più avanzate, rappresenta un eccellente esempio di innovazione nel rispetto della tradizione. Questo approccio è molto apprezzato dagli studenti, sempre alla ricerca di nuove ispirazioni creative e progettuali. Mi auguro che da questa esperienza nascano abiti originali, in cui si fondano estetiche e visioni diverse.”

L’obiettivo di questo workshop è stato ribadito anche da Nury Kim, direttrice dell’Istituto Culturale Coreano in Italia, che ha dichiarato:

“Questo workshop è stato pensato come un’opportunità per i giovani talenti della moda in Italia di sperimentare in prima persona il valore estetico e l’originalità dell’hanbok, traendone nuova ispirazione per le loro creazioni. Speriamo che questa iniziativa contribuisca a rafforzare ulteriormente lo scambio nel settore della moda tra i due Paesi.”

Sulla base di quanto appreso, gli studenti parteciperanno alla produzione di opere ispirate all’hanbok, reinterpretandone gli elementi in chiave contemporanea. Le opere verranno poi presentate in un’esposizione che si terrà nel primo semestre del 2026, sotto la guida dei docenti del Dipartimento di Moda dell’Accademia di Belle Arti.

L’incontro tra l’estetica dell’hanbok e la creatività italiana non è quindi un evento isolato, ma l’inizio di un dialogo destinato a continuare e a divenire fonte di ispirazione per i giovani designer italiani, che potranno prendere esempio da un abito complesso e affascinante come l’hanbok. Questo incontro pone le basi per creare un legame tra l’italia, sede storica della moda e la Corea, celebre per il suo approccio innovativo e la marcata attenzione alle tecniche artigianali.

Fonti e Ringraziamenti
Si ringrazia l’Istituto Culturale Coreano per la condivisione della notizia e per il supporto al progetto.

Siti web e riferimenti:

Istituto Culturale Coreano: https://italia.korean-culture.org/it

Biblioteca Nazionale Marciana: https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/

RIU & VIU (Brand della stilista Yeji Kim): https://www.instagram.com/riu.and.viu/

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Introversa, sì, ma il mio mondo interiore è un festival permanente! Tra una maratona di anime o k-drama e gli schizzi di moda, la musica (rigorosamente made in Giappone o Corea) non si ferma mai, ma solo dentro la mia testa. Sono la persona che analizza ogni singolo outfit delle k-star, perché diciamocelo, certe cose non possono passare inosservate. Molto probabilmente, mentre mi parli, il mio pensiero è già in volo per Tokyo o Seoul. Dopotutto, c'è un intero mondo lì fuori... o meglio, qui dentro!